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LECCE (di Massimiliano Cassone) – È arrivata in redazione la lettera di una tifosa del Lecce, Nicoletta Del Coco. È una persona conosciuta in tutto l’ambiente dei tifosi per il suo grande, immenso e stratosferico amore verso i colori giallorossi. Nicoletta è sempre presente alle partite quasi ovunque, anche in trasferta. Il suo non vuole essere solo uno sfogo ma una presa di posizione che diventa richiesta di attenzione da parte delle autorità preposte del nostro territorio dopo la notizia che in questi giorni ha intristito ancora una volta l’ambiente del tifo giallorosso, vessato negli ultimi periodi da provvedimenti repressivi che appaiono esagerati… ma ci fermiamo qui, vi chiediamo di leggere e meditare… Come suol dirsi, ai posteri l’ardua sentenza!

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Nicoletta Del Coco

Alla cortese attenzione di:

Sindaco di Lecce, Questore, Prefetto di Lecce e tutte le autorità competenti

Mi aspetto dalle Signorie Vostre una chiara ed inequivocabile presa di posizione in merito all’ultima (in ordine di tempo, ma temo ne seguiranno altre di analoga fattura) assurdità ed aberrazione giuridica di cui sono protagonisti (o forse possiamo, per una volta almeno, definirli vittime?) i 42 tifosi della Curva Nord… pardon, ultras. Che è ben diverso, quando si tratta di giudicare e punire. Così come ciascuno di Voi, nell’immediato post-match di Lecce-Carpi del 16 giugno scorso, si affrettò a stigmatizzare e condannare con sdegno e fermezza gli episodi in questione, mi aspetto ed esigo altrettanta sollecitudine da parte Vostra in difesa di quei cittadini che le Signorie Vostre si onorano di rappresentare, difendere e tutelare. In virtù del fatto che, se nel primo caso le colpe sono state evidenti e documentate (sebbene le misure cautelari derivate siano state eccessive, ma questo è un mio parere), in quest’ultima contestazione, onestamente, io il reato proprio non riesco a vederlo. Lo chiedo a gran voce, lo pretendo, da cittadina leccese (orgogliosa) ed italiana (mio malgrado).

Io MI RIFIUTO di vivere in una città dove le manifestazioni di gioia collettiva vengono sottoposte ad indagini e denunciate. Non posso e non voglio accettarlo. Quel pomeriggio del 15 maggio 2011, un’intera città ed un’intera provincia parteciparono alla FESTA (dunque non si tratta di manifestazione sediziosa) per la conquistata permanenza in serie A (tralascio in questa occasione gli eventi che nei mesi successivi ci hanno reso amara e indigesta quella conquista, tanto da pagarne ancora le conseguenze, calcisticamente parlando). Cosa succede adesso? Dobbiamo aspettarci tutti quanti noi che abbiamo partecipato a quella festa (uomini, donne, bambini, anziani, personaggi pubblici, politici, ecc.) una chiamata dalla Questura e una notifica che ci contesta il reato di manifestazione non autorizzata o di occupazione di suolo pubblico?

 Recita così l’Art. 18 del T.U.L.P.S.

I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore.

È considerata pubblica anche una riunione, che, sebbene indetta in forma privata, tuttavia per il luogo in cui sarà tenuta, o per il numero delle persone che dovranno intervenirvi, o per lo scopo o l’oggetto di essa, ha carattere di riunione non privata.

I contravventori sono puniti con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da € 103,00 a 413,00.

Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle riunioni predette prendono la parola.

Il Questore, nel caso di omesso avviso ovvero per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica, può impedire che la riunione abbia luogo e può, per le stesse ragioni, prescrivere modalità di tempo e di luogo alla riunione.

I contravventori al divieto o alle prescrizioni dell’autorità sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da € 206,00 a € 413,00.

Con le stesse pene sono puniti coloro che nelle predette riunioni prendono la parola.

Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’autorità o per obbedire ad essa, si ritira dalla riunione.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano alle riunioni elettorali.

I “promotori” della suddetta “riunione” furono spontaneamente TUTTI i tifosi del Lecce, ultras e non. Forse noi tutti avremmo dovuto avvisare tre giorni prima il Questore? “Signor Questore veda che se il Lecce dovesse conseguire la salvezza, noi andremo a festeggiare in piazza con caroselli di auto, bandiere, striscioni (notissime e pericolosissime armi di distruzione di massa)”. Abbiamo tutti “preso la parola nelle riunioni predette”: anche al bambino con la magliettina giallorossa sarà sfuggito dalla bocca, come minimo, un “Forza Lecce”; anche il cagnolino col cappottino giallorosso avrà abbaiato almeno una volta; abbiamo tutti cantato a squarciagola i cori e gli slogan che ogni domenica si sentono allo stadio (a proposito, è reato pure questo?) D’accordo, lo ammetto, siamo “nel caso di omesso avviso”. Nessuno si è premurato di avvisare il Questore. Recitiamo il “mea culpa” battendo la mano sul petto. Mi chiedo però: dov’era il pericolo, in cosa consistevano le “ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica” messe a repentaglio dalla nostra presenza? Sventolio pericoloso di bandiere e stendardi? Esposizione abusiva di striscioni? Inquinamento sonoro con superamento dei decibel di tolleranza, causato da canti e cori di gioia? Oltraggio al pudore per aver sfilato a petto nudo? Ravviso in tutta onestà gli estremi di reato di blasfemia, del quale mi auto-accuso pubblicamente, per aver urlato a squarciagola e cognizione di causa “San Nicola pezzo di m***a”. Di grazia, di che cosa stiamo parlando? Adesso BASTA! Io cittadina leccese PRETENDO di essere tutelata e difesa dalla criminalità, dagli scippi, dalle rapine, dalle aggressioni e via dicendo.

Io cittadina Leccese NON VOGLIO essere tutelata e difesa dalle MANIFESTAZIONI SPONTANEE DI GIOIA! Io ne voglio a bizzeffe di eventi come quello, li voglio ogni giorno! Gente di ogni età e genere e ceto sociale, unita da un sentimento comune, collettivo, da un senso di appartenenza e di orgoglio per la propria terra “che intender no lo può chi non lo prova”. Chi di voi può, faccia qualcosa stavolta. Voi avete in mano il “potere”, a Voi i cittadini hanno affidato l’amministrazione, la salvaguardia e tutela di sé, della città, del benessere comune. Mi aspetto che il potere sia amministrato con buonsenso. In queste denunce il buonsenso non lo vedo da nessuna parte! Lecce Capitale della Cultura? Oggi stiamo scadendo nel ridicolo.

 Nicoletta Del Coco

Commenti

2 Commenti

  1. Mi chiedo una cosa: ma a che pro tutto questo?
    Cari amministratori, vi ricordo che un anno prima dei fatti di Lecce-Carpi, le “bestie”, come le chiamate voi, erano a Verona ad applaudire una squadra retrocessa e che sapeva già il suo destino, la serie C, allora tutti voi vi faceste carico di questo pregiandovi del comportamento dei vostri concittadini per poi voltargli le spalle un anno dopo come se niente fosse; per carità non dico che i fatti accaduti nel post partita di Lecce-Carpi debbano essere d’esempio ma, avendo assistito dagli spalti al tutto, mi viene da dire che per l’ennesima volta la stampa ha gonfiato il tutto.
    Ora devo aspettarmi una notifica dalla questura che mi contesta l’aver festeggiato la permanenza in serie A? Sono recidivo allora perchè pure 2 anni prima festeggiai allo stesso modo dopo la partita contro il Sassuolo ed anche il 9 luglio 2006 quando un’intera NAZIONE occupò il “suolo pubblico” per festeggiare, anzi scusate, per una “riunione non autorizzata”. E poi mi chiedo anche, ma ci volevano 2 anni per accorgersi di ciò che nel nostro bel Paese è una consuetudine??? Sono veramente schifato da tutto ciò, come dice Nicoletta, “Lecce capitale della cultura? Oggi stiamo scadendo nel ridicolo.”

  2. C’è un accanimento contro la società ed i suoi tifosi al limite della sopportazione! E’ assurdo poi punire anche chi festeggia una salvezza o una promozione è davvero ridicolo. Se fosse stato il tifo juventino, milanista, interista non credo che c’era tutto sto accanimento, infatti non si è mai sentito che uno viene denunciato perché festeggiava la propria squadra. Punire chi fa vandalismo, violenza, ecc. sì ma non chi festeggia. Rendiamoci conto che a Lecce il calcio sta sparendo e le istituzioni sono anche la causa; quindi… cari organi competenti, smettetela di fare i buffoni cosi come i nostri parlamentari e cercate di fare cose serie e punire chi davvero compie reati gravi.

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