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bambiniLECCE (di Marina Martina *) – Dal 20 novembre del 1989 si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in considerazione dell’adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite della Convenzione ONU sui diritti dei più piccoli. Sono trascorsi già 24 anni ma, ancora oggi, nonostante gli sforzi e l’impegno di tutti, questi diritti rimangono ancora troppo spesso solo sulla carta e, sia l’infanzia che soprattutto l’adolescenza, sono “minacciate” ed esposte a rischi continui che ne minano e compromettono un corretto e sano sviluppo.

L’ESSERE – Mai come ora, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca avvenuti a Roma in cui due adolescenti risultano coinvolte in un giro di baby prostituzione, si rende necessaria e urgente una riflessione sul significato che assume questa giornata nel periodo storico-culturale che stiamo vivendo.

L’apparire sempre impeccabili e perfetti, avendo vergogna a mostrare, anche a se stessi, le proprie debolezze, dubbi e fragilità, ha preso il posto dell’essere, del riconoscere ed apprezzare le peculiarità, le differenze e le caratteristiche di personalità di ciascuno, che rendono unica ed irripetibile ogni storia, anche nelle imperfezioni.

bambino_aquilone_530La difesa e la tutela dell’infanzia ed adolescenza dovrebbe fare un passo in più: fermo restando il rispetto sacrosanto dei diritti universali, garantiti dalla Convenzione ONU, quali ad esempio, la non discriminazione dei bambini per la loro razza, lingua, sesso, religione o opinione, bisognerebbe educare e salvaguardare i nostri figli da un pericolo più subdolo, più nascosto ma non per questo meno pericoloso.

L’OSSESSIONE DELLE IMMAGINI – In una società come quella attuale, che noi stessi abbiamo contribuito a costruire confermando e suffragando stereotipi effimeri e limitanti, quali la bellezza e giovinezza a tutti i costi per le donne, la forza invincibile e che “non deve chiedere mai” per gli uomini, abbiamo finito per credere che solo su questi valori si costruisce un’immagine di sé valida, positiva e degna di autostima personale e riconoscimento esterno, allontanando dalla propria mente l’idea e la possibilità di avere un valore e una dignità che esula da questi standard omologati e passeggeri.

adolescenti-570x300Anche l’infanzia ed adolescenza sono state “risucchiate” da questo vortice e il rischio è proprio quello di non permettere ai più piccoli di sperimentare tutta una serie di emozioni e sentimenti che invece sono di peculiare importanza per il suo sviluppo.

Un’emozione negativa, come ad esempio la frustrazione per il mancato raggiungimento di un obiettivo in cui sono state investite energie mentali e fisiche, deve non solo essere vissuta e accettata ma anche condivisa per quanto possibile: ai bambini, invece di trasmettere il messaggio di dover essere sempre vincenti e invincibili, capaci e in grado di poter fare tutto, insegnare loro che anche da un fallimento o una sconfitta si possono ottenere dei risultati ed insegnamenti e che nel corso della vita è proprio da questi che bisogna ripartire.

IL RISPETTO: LA SFIDA DA VINCERE – La vera difesa che il mondo degli adulti deve realizzare nei confronti dei più piccoli è quella di accompagnarli nel delicato e difficile percorso di costruzione e realizzazione di sé, non solo da un punto di vista materiale ed esterno, ma soprattutto psicologico ed interiore.

adolescenti2Gli adulti, oltre che fornire ai ragazzi strutture e ambienti sani per crescere e diventare uomini e donne soddisfatti e orgogliosi di sé, deve essere in grado di poter rappresentare una guida per loro nel momento del bisogno, vale a dire, quando ancora non possiedono tutti gli strumenti e le conoscenze per affrontare i dubbi, le domande e gli interrogativi che la crescita comporta, sapendo però, fare un passo indietro quando cercano di camminare da soli, senza sentirsi esclusi o rifiutati.

E’ un cammino che porta con sé difficoltà e tensioni, in cui per entrambi non è facile riconoscere ed accettare il mettersi in gioco, il doversi confrontare con le proprie ed altrui emozioni contrastanti e mutevoli, ma rappresenta l’unico modo per conoscersi e andare oltre lo stereotipo delle immagini, superando con l’accettazione e l’amore anche i problemi più complicati.

L’unico modo per crescere e diventare uomini e donne di valore e sostanza per una società e una crescita migliore. Con tutto l’amore del mondo.

*marina martinaMarina Martina, Psicologa clinica, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia dal dicembre 2011 e specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica ad Orientamento Socio-Costruttivista.

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