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rifiutiLECCE – “L’abbandono dei rifiuti nelle nostre campagne con le paventate conseguenze sulla natura e sulla salute, sta diventando un problema sempre più grave”. Ad affermarlo è il presidente della Sezione Recupero e Riciclo di Confindustria Lecce, Rocco Carangelo, che continua: “Condivido la preoccupazione di carattere sanitario, turistico e sociale dei cittadini e dell’opinione pubblica, i quali vorrebbero maggiori controlli sulla possibilità di contaminazione dei suoli da parte dei rifiuti indiscriminatamente abbandonati nelle nostre campagne e sui cigli delle strade salentine”.

La Sezione Recupero e Riciclo, fin dalla nascita nel marzo di quest’anno, ha lanciato grida di allarme non solo dal punto di vista della salute ma anche del rischio di vedere deturpato il nostro territorio. Occorre ridare la giusta centralità all’ambiente per valorizzare le straordinarie risorse e ricchezze naturali, artistiche ed architettoniche, note in tutto il mondo.

E’ necessario – afferma il presidente di Confindustria Lecce Piernicola Leone de Castris che le Istituzioni (Provincia, Comuni ed anche la Regione) si adoperino per arginare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, con maggiori controlli e con iniziative volte a supportare chi rispetta il territorio ed i cittadini. La legge di tutela, infatti, esiste e va applicata, come stanno facendo alcune amministrazioni illuminate, che, per esempio, hanno già inserito nei propri bandi di gara di opere pubbliche l’obbligo di utilizzo del 30% di materiale riveniente dal riciclo degli inerti”.

Su tale argomento la Sezione Recupero e Riciclo si è spesa molto, coinvolgendo anche l’Università ed i centri di ricerca.

In tal senso – conclude il presidente Carangeloevidenzio la sensibilità dimostrata dalla Provincia di Lecce, che non si è mai sottratta ai nostri appelli e che ha già dato disponibilità per un incontro presso la sede di Confindustria Lecce con tutti i Comuni e le imprese del territorio, al fine di definire una linea comune che ci veda protagonisti della salvaguardia dell’ambiente, della salute e dell’economia legata all’agroindustria ed al turismo, perché, citando Voltaire, ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto”.

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