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LECCE (di Italo Aromolo) – Non sembra avere fine il braccio di ferro tifosi-istituzioni sulla discriminazione territoriale che emergerebbe nei cori da stadio e che ha già portato a considerevoli sanzioni per diverse Curve di società di Serie A. Mentre gli Ultras di tutta Italia ritengono il coro di sfottò una componente imprescindibile del tifo calcistico, che d’altronde basa molto del proprio fascino sulla goliardia, sull’ironia e sulle rivalità con altre squadre, nella stanza dei bottoni prevale invece l’intransigenza.

A seguito del “deprecabile comportamento” dei propri sostenitori, il Giudice sportivo Giampaolo Tosel ha deliberato la chiusura della Curva di quattro società, ovvero Roma, Milan, Inter e Torino, i cui tifosi hanno intonato cori “con evidente intenzionalità discriminatoria”. Risparmiate invece Napoli e Udinese, i cui cori intonati dai propri supporter (“romano bastardo” e “ noi non siamo napoletani”) sono stati declassati al rango di “beceri insulti senza connotazione discriminatoria”.

Entra in gioco ora il provvedimento adottato durante la scorsa settimana dal Consiglio Federale: la sospensione condizionale della pena. La squalifica, dunque, è sospesa per un anno, a condizione che in tale periodo non si ripetano atti discriminatori da parte dei tifosi della squadra punita. Nel caso in cui i comportamenti “razzisti” si reiterassero nel corso dell’anno di sospensione, arriverà una nuova sanzione, effettiva questa volta, da sommarsi a quella sospesa.

striscione milanSiamo di fronte all’ennesimo harakiri all’italiana: vista la posizione degli Ultras, certamente non avvezzi a compromessi e per questo convinti di proseguire nella propria politica della goliardia per combattere quel che per loro è un vero e proprio “tifocidio”, già domenica prossima scatterà la recidiva e scoppierà una nuova polemica. Ma non è l’unica contraddizione che emerge dalle decisioni della Lega Calcio: per quanto riguarda Milan, Inter e Roma, la squalifica comminata ieri è già la seconda (la terza per il Milan), dunque a rigor di logica dovrebbe scattare l’annullamento della sospensiva e una nuova sanzione, ancor più gravosa, per i tifosi delle tre squadre.

Ancora restano da capire i criteri per cui alcuni cori siano ritenuti discriminatori ed altri, ugualmente offensivi, siano ritenuti semplicemente insulti e per cui la sottile soglia che separa il razzismo dall’insulto venga amplificata nell’abisso che separa una sanzione severa come la chiusura di un settore da un semplice richiamo verbale nel referto di un giudice sportivo. Forse, in un paese civile, razzismo ed insulto dovrebbero essere la stessa cosa. Anche questa è una forma di discriminazione.

Infine, fa riflettere il commento dei tifosi del Milan, che su uno striscione scrivono: “Crisi economica e parlamentare… ma è dei cori che l’Italia si deve preoccupare?!?

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