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LECCE (di Massimiliano Cassone) – Sono stato sempre molto cauto e sempre ho consigliato di avere la giusta pazienza nei confronti di un Lecce che non riusciva a vincere. Una compagine nuova, con venti elementi che l’anno scorso gironzolavano da protagonisti in lungo e in largo nella Lega Pro, aveva e ha ancora bisogno di tempo per diventare una squadra; Moriero ha pagato lo scotto di quel tempo che nel calcio non c’è. Poi è arrivato mister Lerda tra i mugugni di una piazza che desiderava Cosmi e, checché se ne dica, con lui l’anno scorso (fino a quando lo spogliatoio non è imploso per cause a noi comuni mortali sconosciute) abbiamo visto un buon calcio. Ha iniziato il suo lavoro insegnando il suo credo, cercando di apportare correttivi più nella testa (dei calciatori) che sul campo ed ha incrociato le dita sperando che la porta dell’infermeria si chiudesse senza nessuno all’interno; perché rimarrà proprio questo il cruccio di tutto l’ambiente ripensando al Lecce di Moriero, l’infermeria sempre piena.

Pian piano, con la giusta calma di chi è convinto che mattone dopo mattone si costruiscano i muri più belli, il tecnico di Fossano sta imprimendo il suo marchio di fabbrica: lavoro, sudore, impegno. Questa è la ricetta, la sua, per ritornare in serie B. Bisogna avere fiducia in lui.

Nessuno ad agosto avrebbe mai immaginato che la classifica del Girone B della Lega Pro, dopo sette giornate, sarebbe stata questa: il Pontedera capolista e L’Aquila seconda con il Lecce quart’ultimo. Molto corta la classifica e, in virtù di quelle che saranno le squadre che giocheranno i play-off (dalla seconda alla nona), la zona ambita è a solo 4 punti perché appollaiate a 8 punti ci sono Salernitana ed Ascoli; e già, proprio quella Salernitana che ad inizio del torneo era considerata, come i salentini, una delle candidate alla promozione diretta.

Ieri il Lecce ha giocato una buona gara contro una squadra modesta, questo è vero, ma ha vinto meritatamente lasciando comunque l’impressione di essere “monca” di una punta di peso e, sperando che la società provveda, l’occhio non può non andare in quel di Benevento a cercar di stuzzicare le “streghe” nella speranza che, nel mercato di riparazione, Vigorito decida di privarsi di Evacuo (i cui rapporti con la tifoseria restano molto tesi), autore ieri non solo di un bel gol di testa ma anche di una prestazione maiuscola.

Ritornando a ieri, si deve dire che ha vinto il Lecce operaio, quello senza stelle (Miccoli e Bogliacino non sono nemmeno partiti per Pagani), ha segnato Doumbia ed ha dato un calcio anche la sfortuna: domenica scorsa scheggiò l’incrocio dei pali contro il Barletta e ieri nella conclusione prima del gol aveva beccato ancora un legno. Bravo Doumbiabravo il Lecce.

Un applauso particolare si deve fare a Franco Lerda, il generale di ferro, arrivato dalla fredda Fossano nel caldo Salento a riprendersi ciò che gli eventi gli avevano rubato l’anno scorso. Ci sarà da divertirsi… l’importante è avere pazienza.

Commenti

2 Commenti

  1. Sono convinto di 2 cose…che se lo scorso anno invece di mandare via Lerda fossero andati via Giacomazzi Chevanton e un paio di ribelli, saremmo saliti in serie B ad occhi chiusi… Sono straconvinto che in B con questa società avremmo fatto una brutta fine….cosa spero??? Che lascino Lecce o si facciano guidare da qualcuno che di calcio ne capisce…

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