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LECCE (di Italo Aromolo) – Ed ora chiamatelo “fort Lecce“. Sono trascorsi 340 minuti da quando l’attaccante perugino Eusepi ha siglato il definitivo 2-0 al 36esimo minuto di Perugia-Lecce: da allora più nessuno, in tre partite, è riuscito a perforare la porta di Perucchini.

Più che i numeri, sono soprattutto le prestazioni ad evidenziare la metamorfosi di un reparto che lo stesso mister Francesco Moriero poche settimane fa aveva definito degno dell’Interregionale; in effetti, Foggia, Barletta e Paganese non hanno praticamente mai tirato in porta contro i giallorossi, rendendosi pericolose in rarissime occasioni.

Al di là della forza degli avversari, bisogna riconoscere a Martinez e soci una ritrovata compattezza e una maggiore attenzione nel leggere le situazioni di gioco: con la nuova formula “rischi zero” sono nettamente diminuite amnesie ed errori individuali.

Mister Franco Lerda ha saputo ridare fiducia ad elementi chiave, come Vinetot, investito del ruolo di capitano nella gara contro il Foggia. Anche Diniz è apparso in spolvero: l’ex Milan ha spesso dichiarato di preferire il ruolo di centrale a quello di terzino ed in tal senso la collocazione che ha nel 3-5-2 del tecnico di Fossano lo favorisce. A ciò si aggiunga la solidità di “El Tuma” Martinez, vaccinato dai “contagi” delle prime apparizioni, e l’apporto dell’ultimo arrivato Lopez, sempre pronto ad aiutare in fase di ripiegamento: almeno per quel che riguarda il reparto difensivo, la cura-Lerda inizia a dare i primi frutti.

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