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LECCE (di Italo Aromolo) – Indagine di leccezionale.it: dopo le prime quattro giornate, è già tempo di bilanci ai botteghini delle 17 società del girone B di Lega Pro Prima Divisione. Sia per numero di abbonati, che per numero di spettatori a partita, questo girone dimostra ancora una volta di essere degno della Serie B: la media spettatori è di 3472 a partita, una cifra straordinaria in considerazione del fatto che, durante la scorsa stagione, ben 9 società di Serie B non sono riuscite ad avere una media superiore, mentre nel girone A di Lega Pro in cui militava il Lecce, non si è andati oltre le 1415 presenze a partita, dunque meno della metà del girone B di quest’anno. E siamo ancora all’inizio del campionato, quando i big-match e le sfide salvezza non sono ancora avvertiti come tali e le partite non sono sentite come decisive finali: il dato è destinato a salire, a dimostrazione di un altissimo interesse riscosso nei confronti di questo campionato, e non solo nelle grandi piazze come Salerno, Perugia e Lecce, ma anche in piccole cittadine come Gubbio o Viareggio.tabella abbonati1

Numero di abbonati: Lecce al quarto posto – A capo di questa speciale classifica regna indiscussa la Salernitana, con 4750 tessere sottoscritte (record in Lega Pro). Il Lecce è al quarto posto (2116 sottoscrizioni) dietro al Perugia (2923) ed al Benevento (2514) e poco davanti al Pisa (2011). Da segnalare che la campagna abbonamenti del Perugia, così come quella del Barletta, del Viareggio e del Prato, è stata prolungata ancora per pochi giorni, tuttavia il numero di abbonati non dovrebbe variare se non di poche decine di unità. Non sorprende lo “0” dell’Ascoli: il presidente Benigni ha deciso per problemi societari di non far partire la campagna abbonamenti. Il Pontedera, primo per numero di punti, si ritrova invece tra gli ultimi posti per numero di abbonati: sono 113 le tessere vendute, poco meno di Paganese (218) e L’Aquila (320) e meglio del solo Prato (49). Sorprende il Gubbio: i tifosi della squadra del piccolo comune umbro hanno sottoscritto oltre 1000 abbonamenti.

tabella spettatori 1Media spettatori: Lecce quinto con l’handicap della curva chiusa – La classifica del numero medio di spettatori rispecchia a grandi linee quella degli abbonati: il primo posto resta sempre in mano al sodalizio salernitano, forte di 11.538 presenze, cifra di gran lunga superiore al valore medio del girone e tale da far invidia anche a società di Serie A; anche a Perugia (media spettatori: 9800) la partecipazione di pubblico è degna di altri palcoscenici. Il Benevento (5174) è al terzo posto, seguito dal Pisa (4700) che, rispetto alla classifica abbonati, scavalca il Lecce (4491). Sul quinto posto salentino tuttavia pesa fortemente la chiusura della Curva Nord, che avrebbe garantito circa un migliaio di spettatori in più: virtualmente il Lecce andrebbe ben oltre i 5000 fedelissimi a partita. Le altre due squadre sopra la media del girone (3472) sono il Catanzaro (4100) ed il Frosinone (3568). L’Ascoli con le sue 1811 presenze a partita dimostra di essere una piazza importante al di là delle difficoltà societarie. In coda alla classifica non sfondano il tetto dei 1000 spettatori il Prato (906) ed il Pontedera (848). Al Prato spetta un record: il rapporto paganti-abbonati è il più alto (18 paganti per ogni abbonato); le squadre con il rapporto più basso sono invece il Lecce ed il Barletta (1 pagante per ogni abbonato).

I bacini d’utenza: nel Salento va al “Via del Mare” 1 ogni 180 – Il numero di spettatori diventa assolutamente relativo se rapportato al bacino d’utenza, cioè alla vastità del settore di popolazione da cui provengono gli utenti (in questo caso i tifosi) di un determinato servizio (in questo caso la partita). E’ impossibile definire i bacini d’utenza con precisione, tuttavia a questi livelli si identificano pressappoco con gli abitanti delle provincie per i capoluoghi, con gli abitanti comunali per i semplici comuni. Ora, il maggior numero di spettatori di piazze come Salerno, Perugia e Lecce è quasi totalmente giustificato dall’ampio bacino d’utenza: le tre provincie hanno rispettivamente 1 milione, 600 mila e 800 mila abitanti, per un rapporto tifoso-abitante circa di 1:90 per la Salernitana, 1:60 per il Perugia, 1:180 per il Lecce. Paradossalmente, il calcio è più sentito nei piccoli comuni: Gubbio (30mila abitanti) vince l’Oscar del tifo con  circa 1 tifoso ogni 15 persone, ma non sono da meno Nocera Inferiore (1:20), Pagani (1:25) e Pontedera (1:30). Prato si aggiudica invece il record negativo (1:275).

IMG_6369Spettatori e bacino d’utenza dell’intero girone Durante ogni giornata di campionato, si interessano alle 8 partite in programma mediamente un totale di 60mila tifosi, equamente distribuiti tra stadio e mezzi radiovisivi a seconda del turno casalingo o meno della propria squadra (in termini statistici, si considera che il numero di tifosi che assista ad una partita in casa sia lo stesso di quelli che seguono con altri mezzi la squadra quando gioca in trasferta, arrotondato per eccesso in considerazione dei numerosi fuorisede). Stimando in circa 6 milioni il bacino d’utenza delle 17 squadre (le provincie di Lecce e Salerno insieme sfiorano già i 2 milioni di abitanti), se ne deduce che nei 17 territori 1 persona ogni 100 è appassionata a questo girone B di Lega Pro Prima Divisione. Quell’1:100 è un rapporto molto positivo, soprattutto se posto in relazione a piazze di Serie B come Bari, dove a fronte di oltre 1 milione di abitanti in provincia, si recano allo stadio in 900, per un rapporto di 1:1300.

In quest’approfondimento sul tifo, i numeri relativi ai bacini d’utenza e ai rapporti tifosi-abitanti sono stati ovviamente approssimati, non tenendo conto di numerose variabili (come il numero di coloro che tifano pur non andando allo stadio); tuttavia, le cifre rispecchiano sufficientemente la realtà, almeno quanto basta per dimostrare che, in un periodo di crisi economica e di generale disaffezione nei confronti dello sport, la gente è ancora legata al calcio e non al comodo e ricco calcio delle pay-tv, ma al calcio da stadio, quello delle categorie inferiori e della propria squadra del cuore.

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