Tempo di lettura: 2 minuti

Strino - foto 3 (4)LECCE (di Carlotta Quarta Colosso) – La realtà impressa su tela. La sensazione che ogni singolo personaggio ritratto possa con un salto venir fuori dalla cornice. No, non sono stata in un cinema 3D ma ad una mostra: è stata infatti inaugurata, con il gratuito patrocinio del Comune di Lecce, nella suggestiva scenografia dell’ex convento dei Teatini, la mostra del pittore Gianni Strino. Artista napoletano, fin da giovane  ha dimostrato di avere un talento straordinario che oggi conduce l’autore e le sue opere nelle maggiori città italiane e straniere.

La pittura di Strino è caratterizzata da un sapiente uso della prospettiva e della luce e richiama lo stile caravaggesco. I soggetti sono di vita quotidiana: una mamma con il bambino, un anziano che tiene a sé con tenerezza un gatto, volti di uomini segnati profondamente dal tempo, particolari di mani a lavoro, una bambina che si nasconde timidamente dietro ad un palo.

Tra gli altri dipinti, colpisce un quadro che raffigura due giovani donne ritratte in un ambiente che sembra una cucina. La ragazza in secondo piano ha una mano su un fianco in atteggiamento civettuolo e sembra attendere la risposta ad una domanda mai pronunciata. La compagna, seduta su di una sedia in primo piano, pulisce delle patate con lo sguardo concentrato sul  lavoro, quasi incurante di tutto eppure con la bocca socchiusa come se dovesse parlare da un momento all’altro. E tu, spettatore, ti scopri lì davanti, immobile, e trattieni il respiro e anche tu aspetti, aspetti che quelle labbra carnose pronuncino una parola.

Opere realiste, certo non fotografie; non esiste infatti pellicola che possa catturare l’anima di un soggetto, non esiste obiettivo che possa sostituire l’occhio e il cuore di un artista del calibro di Gianni Strino.

La mostra è a Lecce grazie all’impegno e alla passione del suo curatore Arturo Paride Simon, al presidente dell’associazione “Utòpia“, Ciro Petrarulo, al Comune di Lecce e, naturalmente, all’artista.

La mostra di Strino è affiancata da alcune delle splendide opere del ceramista grottagliese Antonio La Grotta e sarà aperta fino al 29 settembre presso l’ex convento dei Teatini (Corso Vittorio Emanuele II, Lecce).

Se ci andrete sarete inondati, come è successo a me, da un mare di emozione pura.

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.