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LECCE (di Pierpaolo Sergio) – “Chi scrive che il Lecce è in vendita scrive solo fesserie“. Spazza via ogni illazione o voce che circola negli ambienti vicini alla squadra il presidente dell’U.S. Lecce, Savino Tesoro. Il numero uno del club giallorosso ha incontrato questa mattina la Stampa nello stadio “Via del Mare” per porre fine alla ridda di notizie circolate, anche nelle ultime ore, attorno alla possibilità che la società possa passare di mano o che ci siano cordate locali o internazionali pronte a rilevare davvero il sodalizio salentino.

Il Lecce non è in vendita – ha tuonato secco – non riceverò nessuno fino a giugno, neppure se mi si presentasse con le fideiussioni che garantiscano una minima consistenza dell’interlocutore“. Dunque, il Lecce non è in vendita per il patron che poi aggiunge: “Ho detto almeno fino a giugno, perché non ho la sfera di cristallo e non so cosa accadrà da qui ad allora, come pure ho più volte affermato che mai e poi mai sarei d’ostacolo alla possibilità che il Lecce possa migliorare sotto un’altra gestione, qualora si presentasse un’occasione concreta, cosa che fino ad oggi non si è verificata“.

Savino Tesoro
Savino Tesoro

Savino Tesoro è tornato sulla volontà espressa agli organi di stampa locale di rilevare il Lecce da parte della cordata facente capo a Corrado Iurlano, figlio dell’ex presidente storico Franco Iurlano, a capo del club dal 1976 al 1994: “Era il 18 agosto quando ho ricevuto la lettera (sorride ironico mostrando ai giornalisti presenti la copia del documento arrivato via mail, ndr), in cui mi si anticipavano le presunte garanzie fideiussorie per intavolare la trattativa. In quelle ore eravamo impegnati ad ingaggiare Miccoli, figurarsi se potevo dedicare troppa attenzione a quel documento, anche perché col signor Iurlano ero stato chiarissimo affermandogli che, se avesse davvero intenzione di acquisire la società, doveva presentare un minimo di copertura sulla reale consistenza dell’offerta“.

La cifra di 7 milioni di euro trapelata è giustificata, semmai si dovesse ragionare in termini di trattativa, così dal patron: “Avanzo crediti da parte della Lega e da altre situazioni. Ce li dovrei rimettere se vendessi? E’ ovvio che servono garanzie a copertura di quelle cifre ed è ciò che avevo chiesto al gruppo Iurlano. Il Lecce ha crediti, non debiti. Presenteremo il bilancio, che è un atto ufficiale, e dimostrerò che abbiamo un bilancio da far invidia anche a società di serie A. Ho ereditato una gestione da 12 milioni di euro annui e spese per circa 10 ulteriori milioni; quei 7 milioni di cui si parla servirebbero solo a mettere a posto le questioni finanziarie dell’U.S. Lecce“.

Alla precisa domanda se abbia ricevuto altre proposte da parte di cordate straniere, portoghesi per l’esattezza, Tesoro ha risposto goliardicamente: “Portoghesi? Non ho sentito nessuno; e poi, i portoghesi non erano quelli che entravano gratis allo stadio?

Il tono torna serio quando il presidente dell’U.S. Lecce spiega il perché abbia sentito la necessità di convocare i giornalisti per chiarire la vicenda che assume fastidiosi connotati vista l’insistenza con cui se ne parla: “Il campionato è già iniziato, ahimè per noi, con una sconfitta pesante. Abbiamo allestito una rosa che, a detta degli addetti ai lavori, non certo nostra, è una delle migliori del nostro torneo. Nulla a che vedere con quanti l’anno scorso vestivano la maglia del Lecce, questi nuovi calciatori sono finanche dei troppo bravi ragazzi… La squadra però non ha bisogno di notizie destabilizzanti, serve serenità vista la difficoltà che il torneo racchiude. Ce lo ha dimostrato la gente di Salerno di che pasta siano fatti i campi caldi del girone B. Lì, a sostenere una squadra che a mio giudizio non è poi chissà che, c’erano 14.000 invasati che hanno cantato fino all’ultimo minuto. Non erano il 12°, ma il 18° uomo in campo“.

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