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LECCE (di Daniela D’Anna) – “Mens sana in corpore sano” asserivano i latini e lo sostengono anche gli sportivi dei giorni nostri. Un esempio ce lo fornisce Massimiliano Allegri, propugnatore di uno stile di vita sano, fondamentale ai fini della prevenzione. L’allenatore della Juventus sostiene che la cura della salute sia una norma di prim’ordine per i giovani calciatori e, come affermato di recente, “bastano poche e semplici regole per essere campioni sia dentro che fuori dal campo”.

Di queste fanno sicuramente parte quelle riguardanti la salvaguardia della salute in generale. Ma questo ammonimento vale anche per le guide, specialmente nel coaching. Condurre al successo gli atleti presuppone una dichiarazione di intenti che ha al suo apice l’educazione del corpo. Mente e corpo sono infatti in simbiosi e rendono la prestazione olistica, cioè globale nell’agire per dar vita ad una performance. E Allegri è un vero riferimento in tal senso: è sufficiente pensare alla sua ascesa professionale cominciata da squadre “provinciali” per poi arrivare alla vetta della Serie A.

L’allenatore livornese è convinto che la formazione calcistica debba rispondere a dei requisiti ben precisi, cioè raggiungere il massimo risultato con un congruo sforzo fisico. Il Ministero della Salute così si è espresso sulla preparazione del tecnico toscano: “unico allenatore alleato della salute”. Allegri dà spazio all’aspetto salutistico dell’atleta, incoraggiando uno stile di vita all’insegna della morigeratezza anche fuori dal terreno di gioco. Questo serve a contribuire alla salute ed alla riuscita della prestazione, evitando tutto ciò che è nocivo per l’organismo ed il benessere psico-fisico.

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