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LECCE – (di Lucrezia Grande)* – È possibile immergersi completamente, a distanza di oltre settant’anni, negli avvenimenti e nelle sensazioni che hanno percorso i popoli europei durante la Seconda Guerra Mondiale? Forse sì, per lo meno in parte, ed è proprio questo l’obiettivo del Treno della Memoria che annualmente ripercorre le tappe dei deportati dai nazisti verso i campi di concentramento. Un vero e proprio viaggio, che si svolge soprattutto nella memoria dell’orrore, un riprendere un discorso mai completamente interrotto, fatto di dolore, follia e disprezzo della vita umana.

Il primo treno partì nel 2004 e da allora fa incontrare e riflettere quanti vi salgono a bordo da tutta l’Italia. I partecipanti affrontano un viaggio in treno o in bus partendo da ogni Regione per raggiungere i Paesi e i luoghi che sono stati teatro di guerra e di sterminio come Cracovia, Auschwitz e Birkenau. È un’esperienza totalizzante, che punta a far conoscere meglio e più approfonditamente i tragici avvenimenti che portarono all’uccisione indiscriminata di 6 milioni di persone. Un conto è infatti studiare, leggere o vedere un film sullo sterminio nei campi di sterminio, altra cosa è camminare nei luoghi di dolore, vedere accatastati i vestiti o i capelli tagliati ai deportati per poi farne cuscini; una forte emozione è poi data dal vedere da vicino i forni crematori e le camere a gas dove i prigionieri venivano raggruppati per fare le “docce”, o i dormitori e le fosse comuni.

Ci sono sensazioni che non si possono spiegare o comprendere senza viverle in prima persona, a stretto contatto con i luoghi di dolore ed il Treno della memoria permette tutto questo. È un percorso culturale ed educativo che inizia ancor prima della partenza, attraverso incontri e attività per preparare i partecipanti all’esperienza che affronteranno. Grande importanza rivestono in questo senso gli educatori che assistono e seguono i partecipanti durante le lunghe ore di viaggio e le numerose visite guidate.

Ne abbiamo parlato con Gabriel Mileti, giovane laureando in Giurisprudenza, ragazzo entusiasta, che crede nel valore della memoria intesa come conoscenza, strumento per arrivare alla verità e rigettare i sempre più insistenti tentativi di revisionismo storico a scopi politici della memoria stessa, che ha affermato: “Il non dimenticare è l’unica arma contro l’ignoranza e la cattiveria umana; solo ricordando si può evitare il ripetersi degli orrori nazisti e fascisti. Oggi più che mai, è importante la memoria del passato per rinnegare l’odio che pervade nuovamente il nostro presente”.

Anche quest’anno, nella data commemorativa del 27 gennaio, “Giorno della Memoria”, la data che rievoca la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz nel 1945 da parte delle truppe dell’Armata Rossa sovietica, il treno parte dalla Puglia lasciando i binari della stazione ferroviaria di Bari in direzione della Storia. Un’occasione importante, un viaggio nel passato per prepararsi al futuro.

*Articolo realizzato dall’alunna del Liceo Classico e Musicale “G. Palmieri” di Lecce per il progetto di alrternanza scuola/lavorop previsto dalla legge 107/20185