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NOVOLI – Sarà presentato questa sera, alle ore 19:30, presso il Teatro Comunale di Novoli il film dal titolo “La Notte del Fuoco”, un mediometraggio degli autori Antonio e Massimiliano Verardi, prodotto dalla Verardi Produzioni, che racconta quattro diverse giovani vite e quattro storie d’amore, il culto per il Santo patrono Sant’Antonio Abate, e la forza rigeneratrice del  fuoco. La grande storia che nel corso del film si snoda intorno alla festa tradizionale della “fòcara” di Novoli, è in realtà il racconto di vita di  quattro giovani, che nella folla eterogenea di persone di diverse estrazioni sociali, si incontrano per partecipare alla costruzione del grande falò. Quattro giovani, quattro storie, quattro diversi amori, tutti uniti da un unico filo conduttore: le loro radici.

Ambientato a Novoli, cittadina del Sud Italia, e girato tra le campagne salentine e la marina di Porto Cesareo, “La Notte del Fuoco” è, grazie al contributo di un piccolo gruppo di attori salentini, il racconto d’insieme di tante storie, apparentemente banali, ma sempre uniche e dignitose, che costituiscono la grande storia dell’umanità.

Tutti partecipano all’antica tradizione della costruzione della grande Fòcara. Ciascuno con ruoli ben precisi e tutti con la stessa allegra volontà di partecipare a questo antico rito. Tra questi il giovane Giuliano, in rottura relazionale con i genitori, che ritrova il fratello maggiore Daniele; ma anche l’incontro tra Cathy e Cristina, che, dopo un passato fatto di abusi e violenze familiari, si trovano unite ed amanti, in lotta per affermarsi e liberare il loro amore in una società che stenta ad aprirsi alla differenza; poi Domenico e Maria. Sono loro i personaggi del film, con le loro storie le vere fascine ricavate dagli scarti del quotidiano. Donne, uomini, volti sconosciuti, che vivono, si cercano, odiano, amano, si perdono e si ritrovano. Ancora una volta, il fuoco li rigenererà e li purificherà con il loro carico di coraggio e di viltà, di atti nobili e a volte meschini. E dalle ceneri del giorno dopo, rinascerà più forte la speranza di una vita migliore.

I fratelli Antonio e Massimiliano Verardi con “La notte del fuoco”, loro secondo lavoro cinematografico, vogliono rendere omaggio al mondo interiore di un popolo credente nelle tradizioni – in questo caso i novolesi – che utilizza la tradizione stessa come mezzo purificatore di un quotidiano che è difficile vivere e spesso impossibile da accettare, mostrandone i conflitti tra mondo interiore ed esteriore, tra ciò che sentiamo idealmente e ciò che viviamo nella realtà. Le storie de La notte del fuoco si svolgono in un mondo colorato, in cui, quelli caldi della focara, sono utilizzati come linguaggio per comunicare e incontrarsi, pur non conoscendosi o appartenendo a mondi diversi e lontani. Focus del film non è tanto l’accensione o meno del grande falò, ma che uomini e donne, giovani ed anziani, ogni anno si incontrano e si sentono “popolo“. Anche quest’anno, come ogni anno, tale miracolo avrà luogo. E, come tutti i miracoli, questi nascono lì dove l’ombra e la luce si toccano, dove il fuoco, il vero protagonista di questo lavoro, purifica e non uccide, ma rigenera.

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