LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Se il Lecce ha conquistato il primo pareggio della stagione all’11ª giornata nella trasferta di Torino contro i granata gran parte del merito va ascritto al suo capitano: Wladimiro Falcone. Il portiere giallorosso ha infatti blindato l’1-1 maturato allo Stadio Olimpico “Grande Torino” con alcune parate che hanno evitato di subire un’altra sconfitta che avrebbe allungato la serie negativa a quattro turni consecutivi con tutte le criticità del caso. Invece, il punto arrivato grazie al tiro del neo-entrato Konan N’Dri e deviato da Bragança ha riequilibrato le sorti dell’incontro che era stato sbloccato da un’altra autorete, di Kialonda Gaspar, su tiro-cross del “Cholito” Simeone. Certo, c’è voluto anche un pizzico di buona sorte visto il palo centrato dallo stesso attaccante torinista nel finale di match e sulla successiva sforbiciata di Ché Adams uscita di poco dallo specchio della porta dei salentini.
Sarebbe stata una beffa visto l’andamento di una partita con poche emozioni, ricca di errori tecnici e senza particolari meriti dell’una o dell’altra squadra che ne avessero fatto meritare i 3 punti. Il pareggio contro la formazione di Abate deve dunque essere accolto con moderata soddisfazione ed una certa dose di rassegnazione considerati i tanti infortuni che stanno ancora imponendo scelte tecniche non sempre condivisibili. In particolare, ieri a Torino il Lecce aveva inserito in lista Coulibaly e Geubbels ancora non al meglio dopo i rispettivi guai fisici tanto che sono stati mandati in campo solo per recuperare lo svantaggio che per fisiologica rotazione durante le gare. Ma, soprattutto, mister Di Francesco ha schierato un Lecce insolito, con la guardia altissima che ha lasciato l’iniziativa agli avversari per rintuzzare ogni attacco o spegnerlo sul nascere. Questo aspetto può spiegare una gara bloccata e senza acuti, eccezion fatta a sprazzi nella seconda frazione, ma più per mera casualità che per reale abilità. Fin dalle prime battute si era infatti capito che il pareggio poteva andare bene ad entrambe le squadre proiettate ad andare alla sosta senza problemi collegati ad un’eventuale sconfitta.
Ecco allora che gli inserimenti dal 1° minuto di Dembélé in difesa per spostare Danilo Veiga nel terzetto di marcatori centrali Gaspar e Tiago Gabriel, oltre a Gallo sulla fascia sinistra, ha permesso al Lecce di avere più copertura lì dove nelle precedenti sfide aveva subito l’inenarrabile con continue incursioni lungo le corsie esterne e creare una sorta di diga in mediana con Ngom, Kaba e Maleh, lasciando Fatah libero di agire dietro l’unica punta Stulic ma anche di tornare a dare una mano in fase di non possesso. Un centrocampo meno dinamico ma più arcigno, in cui ben poco è stato concesso all’estetica per badare al sodo e rischiare il meno possibile. Un atteggiamento che ha pagato per un’ora di gioco, fino cioè al vantaggio dei granata, e che ha reso necessario un cambio dell’inerzia con i tre cambi contemporanei al 72° di Coulibaly, N’Dri e Geubbels per Dembélé, Kaba e Stulic che hanno determinato l’immediato pareggio dell’esterno d’attacco giallorosso.
Riequilibrato l’incontro, è però subentrata l’ansia di portare a casa il punticino preventivato ed ecco che nel finale sono arrivate le ultime due sostituzioni: fuori gli ammoniti Maleh e Fatah per far posto a Siebert ed al redivivo Fofana, che non giocava addirittura dal 22 marzo scorso, ossia dallo spezzone disputato contro la Roma all’Olimpico ultima delle quattro apparizioni racimolate dal suo arrivo a gennaio, lasciando in panchina i vari Gorter, Gandelman o magari un Esteban che avrebbero mandato ben altri segnali al Toro. Cambi ultraconservativi che hanno avuto infatti l’effetto di far schiacciare i giallorossi nella propria area di rigore, dove solo i “miracoli” di Falcone e la buona sorte sul montante centrato da Simeone hanno permesso di interrompere la spirale di gare perse che durava da tre turni, tutti in una sola settimana, in virtù del turno infrasettimanale.
Si va ora alla sosta per le Nazionali con l’urgenza di recuperare qualche altra pedina più che mai utile alla causa in considerazione dell’ostico calendario che attende i giallorossi, ossia Lazio, Atalanta e Napoli. Tra quanti sono in infermeria si dovrebbe tornare a contare a tempo pieno su Joel Monteiro, per ridare a mister Di Francesco più opzioni all’attacco in termini di esterni offensivi. Una pausa che servirà anche a chi è appena tornato arruolabile, ma che deve rimettere forza e minuti nelle gambe come i già citati Coulibaly e Geubbels, ma anche a Fatah o allo stesso N’Dri che hanno giocato in non perfette condizioni.















