LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Alzi la mano chi alla vigilia dell’inizio del campionato non era per lo meno timoroso per l’esito della trasferta a Venezia di un Lecce reduce dall’eliminazione in Coppa Italia per mano del Palermo, incerottato per le assenze di alcuni elementi ed ancora con una rosa incompleta a causa di un calciomercato che non decollerà se non nelle battute finali di questa lunghissima finestra estiva. Invece, al “Penzo” si è vista una squadra brava a stringere i denti sotto l’iniziale assalto dei lagunari di Stroppa e capace di assestare due colpi da KO agli arancioneroverdi nel momento cruciale della gara, ossia ad inizio ripresa e ad un quarto d’ora dalla fine, lasciando ai padroni di casa solo velleitari tentativi.
Di sicuro ci sono i meriti delle scelte tattiche adottate nel secondo tempo da mister Eusebio Di Francesco, che tornava a Venezia dopo l’amarissima retrocessione di due anni fa e con qualche sassolino nelle scarpe da togliersi, come dimostrano le affermazioni rese alla vigilia in conferenza stampa parlando di rinforzi adeguati alla categoria che quest’anno la società veneta sembra aver trovato. L’inserimento di Ndaba in difesa al posto dell’infortunato Gallo, di Maleh a centrocampo e poi del pezzo pregiato Tiago Gabriel per mettere una linea di tre centrali in una difesa passata a 5 uomini hanno fatto la differenza in un confronto che fino ad allora aveva vissuto di fiammate ed episodi. Per non parlare della crescita di rendimento di Gorter, alla sua prima rete in Serie A e protagonista di un secondo tempo di spessore, insieme a Coulibaly, che gli ha fornito l’assist per il gol.
Certo, non tutto ha girato per il meglio. I veneziani hanno più volte tagliato a fette l’intera metà campo con filtranti che hanno portato i loro uomini ad arrivare al tiro in porta e sfiorare il gol del vantaggio senza trovare adeguata opposizione per 30-40 metri. Al netto delle due reti giustamente annullate dall’arbitro Rapuano dopo revisione del Var, il centrocampo all’inizio ha “ballato” e non poco, al pari di una difesa che stentava a prendere le misure a Yeboah e compagni e salvata dalle solite parate di capitan Falcone, tornato sui suoi abituali livelli che lo hanno portato ad essere una garanzia tra i pali. In più, il tridende d’attacco ha patito la scarsa verve e l’inconsistenza di N’Dri e le difficoltà d’intesa tra Pierotti e Geubbels. L’innesto di Stulic, subentrato al posto dell’ex Paris FC, ha creato qualche grattacapo in più ai veneti anche se il serbo si è divorato almeno due comode palle-gol da pochi metri.
Incassati 3 punti pesantissimi in uno scontro diretto con una concorrente nella lotta per non retrocedere, ora l’attenzione di tifosi (che continuano a sostenere la loro squadra del cuore a suon di abbonamenti) e addetti ai lavori torna sulla società chiamata a puntellare l’organico e colmare le evidenti lacune che la rosa ha palesato nel pre-campionato, in Coppa Italia ma anche ieri ad avvio di stagione. Le piccate parole del presidente Sticchi Damiani hanno ribadito la volontà di dare a Di Francesco quei rinforzi indispensabili per affrontare un campionato irto di difficoltà ed imprevisti. Come al solito, nomi ufficiali non ne circolano, mentre resta da capire se Tiago Gabriel possa o meno continuare a vestire la maglia giallorossa o lasciare la formazione salentina per fare quel salto di qualità che pure meriterebbe. Tuttavia, chi arriverà a Lecce troverà comunque un gruppo che sa compattarsi e gettare il cuore oltre l’ostacolo. E Venezia lo ha confermato già all’alba di questo campionato.















