TORINO (di Pierpaolo Sergio) – Arriva un punto in rimonta per Lecce davanti ad un Torino per larghi tratti inconcludente. I giallorossi recuperano lo svantaggio arrivato nella ripresa su autogol di Gaspar su tiro di Simeone con un’altra conclusione deviata da Bragança su tiro del neo-entrato N’Dri che regala il pareggio e torna a muovere la classifica dopo tre sconfitte consecutive. Determinanti le parete nel finale di Falcone che blinda il risultato aiutato anche da un palo centrato dallo stesso attaccante argentino.

FALCONE voto: 7
Se il Lecce esce imbattuto dall’Olimpico è soprattutto, ancora una violta, per merito suo con due parate salva-risultato nel finale di gara. L’ordinaria amministrazione è ciò a cui deve badare nel corso dei primi 45 minuti davanti ad un Toro poco incline ad impensierirlo e poco pungente. Ben protetto dalla linea di difesa, esegue solo qualche uscita a pulire l’area di porta dai cross dalle fasce, ma nessun intervento degno di nota che lo impegni seriamente. Incassa tuttavia una rete rocambiolesca al 60° quando Gaspar devia nella sua porta un innocuo tentativo di Simeone che realizza così il suo 100° gol in Italia. All’84° è decisivo quando nega ad Aboukhlal il tiro del possibile raddoppio. Si ripete all’87° sullo stesso attaccante argentino a cui respinge la ribattuta a rete dopo il palo centrato da Adams. Sospira di sollievo infine su una sforbiciata dello stesso scozzese che termina alta di poco.

DEMBÉLÉ voto: 5,5
Proprio contro la sua ex squadra trova una maglia da titolare nella riveduta formazione che Di Francesco schiera a Torino. Si occupa di schermare gli esterni di Abate e prova a farsi vedere anche nella metà campo avversaria nel tentativo di crearsi spazi o aprire varchi per i compagni dell’attacco. Esce dal campo quando il Lecce è chiamato a cambiare ancora pelle senza particolari demeriti.

→ (dal 72°) N’DRI voto: 6,5
Ha il grande merito di entrare e segnare subito il gol dell’1-1 che pareggia il conto delle reti e delle… autoreti. Su un tentativo di tiro a giro dal limite dell’area, trova anche lui una deviazione decisiva di Bragança che spiazza Ferri e s’insacca alle spalle del portiere. Dà in più la scossa a tutta la sua squdra che inizia ad assaporare l’idea dell’impresa, salvo finire col rintanarsi nel finale di gara nella propria area di rigore.

DANILO VEIGA voto: 5,5
Esigenze tattiche lo portano a giocare in una posizione ibrida, da centrale di difesa, per schierare 5 uomini in fase di non possesso. Quella posizione gli permette di essere più lucido e controllare a dovere le velleitarie manovre granata. Spara via qualche pallone di troppo che avrebbe potuto magari gestire meglio, ma l’imperativo di giornata, ossia attenzione massima e niente sbavature inutili, finiscono col fargli scegliere la via della prudenza. Con l’uscita di Dembélé torna nella sua posizione abituale ma è troppo svagato in marcatura e concede in pieno recupero ad Adams una sforbiciata che non inquadra lo specchioo della porta di Falcone solo per caso.

GASPAR voto: 6
Al rientro dopo i due turni di squalifica, va a fare coppia con Tiago Gabriel togliendo la titolarità a Siebert. Controlla bene a turno Simeone e Kulenovic che si scambia col compagno di reparto. Nella ripresa passa a controllare Adams mandato in campo ad inizio del secondo tempo ma è sfortunato sulla deviazione inella propria porta su tiro-cross di Simenone che trova un gol fortunoso, il primo in questo campionato. Non si abbatte e resiste sugli attacchi finali degli uomini di Abate che assediano l’area di rigore giallorossa ma senza trovare il secondo centro anche per la bravura di Falcone ed un oizzico di buona sorte.

TIAGO GABRIEL voto: 6
Si fa rispettare sulle palle alte su cui svetta quando i padroni di casa mettono cross in area leccese ma senza la necessaria efficacia per impensierire lui e la linea arretrata giallorossa. Unico brivido una scivolata in piena area che stava per favorire Kulenovic ma il doppio rimpallo sui polpacci mentre era in caduta fa finire la sfera tra le braccia di Falcone. Seconda frazione di gioco in controllo per larghi tratti anche se dopo l’ingresso di Adams la musica cambia ed i pericoli arrivano con maggior frequenza fino al triplice fischio di Feliciani.

GALLO voto: 6
Sulla corsia mancina agisce in sinergia con Fatah che, tuttavia, non gli offre la migliore collaborazione quando il Lecce potrebbe tentare le ripartenze in velocità. In copertura se la vede con un Blghali in non perfette condizioni ed in dubbio alla vigilia e spesso esce vincitore nei duelli in velocità lungo quella corsia. Si affaccia in avanti di rado in linea con i ritmi blandi e compassati della partita. Ripresa in cui è più coinvolto ed in cui è più attivo negli ultimi trenta metri. Qualche buon traversone in area granata e livello di allerta alto fino alla fine.

KABA voto: 5
La velocità non è mai stata uno dei suoi punti di forza e lo conferma anche contro il Toro in una partita in cui la maglia da titolare non gli dà la scossa necessaria ad affrontare con altro piglio le occasioni che si creano durante il primo tempo lungo il versante destro su cui agisce. Meglio in fase di copertura quando recupera qualche buon pallone, salvo poi sprecarlo per mancanza di supporto e movimento lì davanti o per errori negli appoggi. Tra il 55° ed il 56° spreca due buoni palloni da calciare in porta ma che invece sparacchia malamente in curva tra i fischi dei tifosi torinisti. Esce senza lasciare rimpianti nel triplo cambio contemporaneo che Di Francesco effettua per riprendere il risultato.

→ (dal 72°) COULIBALY voto: 6
Si rivede in campo dopo l’infortunio patito a Udine. Viene spedito sul rettangolo verde quando il risultato era da recuperare e alla fine dà il suo contributo nel portare a casa il punticino.

NGOM voto: 5
L’anno scorso contro il Torino esordì in Serie A. Stavolta si presenta con un maggiore bagaglio di esperienza, ma non tale da impedirgli di commettere errori di misura nei passaggi verso Stulic che mortificano i movimenti del centravanti e le possibilità di attaccare la porta avversaria. Scherma a sufficienza la propria area e limita la pericolosità dei portatori di palla granata. Nel secondo tempo continua al piccolo trotto a recuperare palloni ma al 76° fallisce la battuta dal limite calciando malamente sul fondo senza metterci la necessaria cattiveria su una simile palla invitante. Nel finale è molle in copertura in piena area concedendo ad Adams la rovesciata che centra il palo e su cui poi Falcone salva il Lecce sulla ribattuta di Simeone.

MALEH voto: 6
Primo tempo giocato su ritmi meno frenetici rispetto al suo solito. Si limita al controllo degli opposti ed a spezzare le trame di gioco granata. Al secondo minuto di recupero della prima frazione si becca unammonizione che spende per fermare un avversario lanciato in ripartenza e deve giocare il resto del match con la scure di una seconda sanzione. Nel secondo tempo aumenta il numero di giri del motore soprattutto dopo lo svantaggio e macina chilometri su chilometri in un lavoro sfiancante che ne comporta la sostiyuzione anche per non rischiare di restare in eventuale inferiorità numerica.

→ (dall’84°) FOFANA voto: S.V.
Parteciupa solo a qualche mischia tornando a calcare il terreno di gioco dopo tanto tempo passato in panchina ed in cerca di una nuova destinazione.

STULIC voto: 5,5
Davanti è sempre più dura trovare spazi e possibilità di puntare la porta di Ferri e rendersi magari anche pericoloso. I primi 45 minuti scorrono via senza sussulti anche se lotta da solo contro tutta la retroguardia di Abate visto che il fronte offensivo è privo di pedine importanti che possano aiutarlo a impensierire il portiere torinista. Viene sostituito dopo lo svantaggio.

→ (dal 72°) GEUBBELS voto: 6
Dà anche lui una mano alla propria squadra andando a fare a sportellate sulle palle contese che si creavano in mediana e vicino l’area di rigore torinista. Nessuna conclusione comunque neppure da parte sua, con Ferri che così trascorre un finale tranquillo.

FATAH voto: 6
Fa fatica a portare la palla in avanti nei rari contropiede che il Lecce produce nel corso del primo tempo. Non in perfette condizioni fisiche, bada a mantenere corta la squadra a scapito della pericolosità e del pizzico di verve che potrebbe apportare ad una gara noiosa e sonnacchiosa. Si accende nella ripresa quando diventa meno prevedibile e prova a incidere. Si fa però ammonire e il suo allenatore lo toglie dal campo per non rischiare ulteriori sanzioni.

→ (dall’84°) SIEBERT voto: S.V.
Si piazza in area giallorossa per sventare le minacce portate da un Toro alla ricerca del successo che, sinceramente non avrebbe meritato nessuan delle due compagini visto lo scadente spettacolo proposto per larghi tratti. Ad ogni modo le mischie in area create comunque nel finale tengono in apnea i tifosi leccesi e procurano brividi anche tra quanti erano sul manto erboso dell’Olimpico.

All. DI FRANCESCO voto: 6
La formazione iniziale con le soluzioni tattiche inedite proposte non convince ma ci pensa un Torino rinunciatario e svogliato a renderla passabile. Tuttavia, non appena si comincia a fare sul serio, ecco che la mancanza di alcune pedine fondamentali rimaste in avvio in panchina o indisponibili in infermeria fanno sì che si balli e non poco sia pure su innocue iniziative avversarie. Lo svantaggio rischiava di far crollare il suo fortino e le minime certezze coltivate fino ad allora, ma stavolta i cambi lo aiutano a raddrizzare l’inerzia dell’incontro e rimediare all’autorete di Gaspar. Conquista così un punto che interrompe la serie di sconfitte consecutive facendo le berricate nei minuti finali. Resta il rammarico di non aver visto un Lecce più coraggioso al cospetto di un Torino così rinunciatario in una gara che per larghi tratti ha fatto sbadigliare.

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