LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nello scorso campionato la sfida contro il Genoa valse la salvezza ad un Lecce che oggi incassa invece la terza sconfitta consecutiva in una settimana ed esce dal terreno di gioco tra i fischi del pubblico amico spazientito da un andamento al di sotto delle attese. Non basta la buona volontà e il cuore che i giallorossi provano a metterci quando gli errori dei singoli finiscono puntualmente col penalizzare gli sforzi. Gli infortuni muscolari a raffica che privano di elementi importanti una squadra già con scarsa qualità rischiano di compriomettere il cammino dei salentini. Anche le scelte tecniche non convincono e diventano segno d’improvvisazione senza trovare mai il coraggio di giocare con un modulo più razionale per le caratteristiche degli effettivi a disposizione.
FALCONE voto: 5
Trema all’8° su un diagonale di Wiafe che sibila di poco a lato del palo alla sua sinistra. Appena tre minuti dopo incassa la rete di Osmajić che da pochi passi insacca liberissimo su cross di Messias dalla sinistra. Al 20° El Shaarawy lo grazia, lasciato tutto solo pure lui, calciando rasente al montante ed il pubblico comincia a rumoreggiare. Al minuto 26 esce a valanga su Osmajić lanciato a rete e lo anticipa in presa bassa pur rischiando un intervento falloso. Il raddoppio arriva comunque al 29° con Messias che, imbeccato in velocità da El Shaarawy, dribbla il portiere e segna di precisione eludendo l’intervento in extremis di Siebert e Tiago Gabriel che non riescono ad allontanare la sfera che rotola oltre la linea bianca. Nel secondo tempo il palo lo salva al 55° su un bel tiro a giro di El Shaarawy. Altro pericolo al 72° con Vitinha che spara alto da buona posizione, mentre all’87° nega all’attaccante la terza rete bloccandone il rasoterra.
DANILO VEIGA voto: 4,5
In costante ritardo nelle chiusure, è colpevolmente assente sia nell’azione che porta sia alla prima che alla seconda rete. Il Genoa si infila a piacere nelle praterie lasciate aperte e colpisce chirurgicamente un Lecce scriteriatamente sbilanciato in avanti. Inanella una serie infinita di errori e, dopo i tre cambi arrivati all’ultimo quarto d’ora del match, finisce col giocare esterno d’attacco al posto del sostituito N’Dri, scomparendo definitivamente dal gioco.
TIAGO GABRIEL voto: 5
Suo l’errato disimpegno che dà il via alla fortunosa azione del vantaggio genoano. Sulla seconda marcatura dei liguri tenta un recupero disperato ma la palla aveva già abbondantemente superato la linea di porta. In sofferenza sui rapidi scambi tra gli avanti di De Rossi, vive un primo tempo tra alti e bassi senza dare mai l’impressione di essere in controllo come in altre occasioni. Va meglio nella ripresa quando tutta la squadra gioca più di nervi che di testa ma non diventa decisivo neppure quando viene gettato in area del Genoa a tentare la rete della disperata ricerca del pari.
SIEBERT voto: 5
Insieme a Tiago Gabriel viene spesso lasciato solo a fronteggiare gli attacchi degli avversari che godono di eccessiva libertà su entrambe le fasce. Osmajić diventa così a tratti incontrollabile e non a caso trova il primo gol della serata e ne sfiora almeno un altro nel corso dei primi 45 minuti. Cerca di farsi pericoloso sulle palle inattive, ma la mira non è quella delle giornate di grazia. Al 70° subisce poi l’ammonizione per una giocata fallosa su Messias lanciato a rete. Si fionda in attacco anche lui ma non riceve un solo pallone da sfruttare fino al triplice fischio.
GALLO voto: 5,5
Alla pari di Danilo Veiga, comincia col non offrire la necessaria opposizione agli esterni avversari che lo superano in velocità mettendo pericolosi palloni a centro area. Rispetto all’altro terzino leccese riesce almeno a tentare qualche trama di gioco in più nella metà campo ospite ed al 47° del primo tempo offre a Stulic la palla del possibile pareggio che viene cancellato dalla chiamata della Sala Var che richiama Marchetti ad annullare il gol per il tocco di braccio dell’attaccante serbo. Si fa apprezzare per alcune giocate nella ripresa in cui appare più dinamico e dalla sua zona di competenza le cose vanno un tantino meglio sia in difesa che in fase offensiva.
GORTER voto: 6
Entra nella formazione titolare e la cosa non accadeva dalla prima giornata a Venezia. Al 22° si rende pericoloso con un tiro al volo dal limite dell’area che il portiere avversario respinge con difficoltà. Resta l’unico acuto dei suoi primi 45 minuti in cui fatica comunque come tutta la squadra di Di Francesco ad arginare le ripartenze liguri e fare filtro a centrocampo. Dopo 10 minuti della ripresa viene richiamato in panchina togliendo dal campo l’unico in grado di dare verticalità alla manovra giallorossa.
→ (dal 56°) KABA voto: 5
Innesto per irrobustire il centrocampo, almeno nelle intenzioni. Dopo soli tre giri di lancette viene però ammonito per un’entrata dura che è costretto a commette per porre rimedio all’ennesimo errore di tocco e copertura di Veiga. Perde qualche pallone buono negli ultimi sedici metri e si intestardisce in inutili dribbling in cui perde sempre il possesso.
NGOM voto: 4,5
In perenne ritardo e difficoltà rispetto al passo a velocità doppia di chi dovrebbe contrastare, non scherma l’area di rigore leccese e non riesce a contenere le folate dei rossoblù abili a mettere a nudo tutte le lacune tecnico-tattiche dei salentini. Recupera qualche palla vagante ma poi vanifica gli sforzi con tocchi fuori misura. Al 72° perde un pallone sanguinoso in piena area e permette al neo-entrato Vitinha di calciare da ottima posizione senza fortunatamente trovare la rete. Fumoso e senza carattere.

MALEH voto: 6
Segna il primo gol in campionato su un calcio di punizione dai 18 metri che Osmajić devia rendendo imparabile la traiettoria. La rete ridà energia ed entusiasmo alla formazione giallorossa che insiste alla ricerca del pareggio. Risulta non a caso il più attivo e deciso del terzetto in mediana, andando a dare una mano alla difesa e ad affacciarsi in area avversaria per creare situazioni di potenziale pericolo. Sua la prima battuta a rete della ripresa che impegna il portiere ospite in una deviazione non semplice in angolo. È il motorino del centrocampo salentino, sarà stato stanco dopo 3 gare in una settimana, ma viene richiamato in panca togliendo l’anima a questa squadra sgangherata.
→ (dal 75°) GANDELMAN voto: 5
Ingresso timido sul rettangolo verde su cui va a cercare palloni buoni da giocare ma non ne riceve mezzo e viene ben controllato dai difensori di De Rossi.
N’DRI voto: 5
Si intestardisce in dribbling che nella maggior parte delle volte finiscono con l’andarsi a schiantare sul difensore genoano di turno. Molto mobile, ma anche altrettanto impreciso, cerca di sfruttare la sua velocità per servire da fondo campo gli altri attaccanti di serata ma la precisione non è il suo punto di forza. Tenta allora un paio di conclusioni in porta ma il tasso di pericolosità risulta sempre basso. Col passare dei minuti si appanna e perde duelli su duelli fino alla sostituzione finanche tardiva.
→ (dal 75°) DEMBELÉ voto: 5,5
Entra per cambiare assetto tattico e passare al 4-2-3-1 prendendo il posto dello sciatto Veiga. Rispetto al compagno di ruolo appare più sul pezzo e meno propenso a perdere palloni con la squadra in uscita.

STULIC voto: 5,5
Torna a giocare nell’11 iniziale e dopo soli due minuti si fa vedere in area ospite con una spizzata di testa che Bijlow controlla senza affanni. Ci prova altre due volte, sempre con colpi di testa che però non trovano lo specchio della porta del Genoa. Allo scadere del recupero del primo illude tutti con un tocco siotto misura che si insacca per il possibile e clamoroso 2-2, ma il VAR ravvede un giusto tocco col braccio e la gioia per il primo centro in questo campionato viene rimandata. Si affanna alla rincorsa della sfera nel giro palla della difesa avversaria fino al cambio che evita di vedere anche stavolta due centravanti insieme.
→ (dal 75°) ESTEBAN voto: 5
Gli capita solo una ottima occasione per andare sul 2-2 ma la sfera gli rimbalza tra le ginocchia e non trova il tap-in vincente che avrebbe per lo meno premiato la pur caotica ricerca del pareggio leccese.
MONTEIRO voto: 5,5
Fa buoni movimenti con e senza la palla tra i piedi anche se il più delle volte sbaglia la scelta tra il tentare il passaggio o cercare la conclusione a rete. Va a corrente alternata e spreca almeno una ghiottissima occasione per mettere Stulic in condizioni di calciare in porta servendogli una palla troppo corta e lenta. Nel secondo tempo inizia bene ma la sua gara dura appena 13 minuti perché accusa uno stiramento al polpaccio destro dopo uno slalom in area genoana e chiede la sotituzione. Altro infortunio per in questa sciagurata stagione leccese.
→ (dal 56°) FATAH voto: 5
Qualche iniziativa in più lungo la fascia mancina ma anche tanta leggerezza nelle giocate in area avversaria. Subisce entrate dure non sanzionate dall’arbitro e perde qualche pallone di troppo nel finale di gara in cui scompare dalla scena.
All. DI FRANCESCO voto: 4,5
Si danna l’anima per l’ennesima rete subita nei primi minuti di una gara, urla a tutti i suoi uomini che gli passano vicino nel tentativo di dare la scossa alla squadra intorpidita e intimorita dal doppio vantaggio rossoblù. Dopo la rete di Maleh si rianima anche lui e prova a stimolare i calciatori a stringere i denti e crederci. Cambia modulo alla disperata ricerca del pareggio e schiera un 4-2-3-1 che fa spazientire i tifosi sugli spalti che avrebbero preferito un Lecce schierato con le due punte. Nel finale viene anche ammonito per proteste e rischia di essere allontanato dalla panchina. Restano impietosi i numeri di questo gruppo che in una sola settimana hanno incassato 9 gol e segnandone appena 2. Il tutto condito dai cronici errori di posizionamento dei singoli in fase di non possesso e di scelta della giocata migliore da fare quando si attacca. Le assenze sono solo un alibi, anche se non di poco conto, gli infortuni si susseguono, ma la qualità è quella e la stagione si fa ancor più in salita.















