UDINE (di Pierpaolo Sergio) – Al “Bluenergy Stadium” il Lecce gioca una splendida partita vinta con un sonoro 3-0 ai danni dell’Udinese che non basta a raccontare il dominio totale in campo dei giallorossi che sciupano almeno 4 nitide occasioni da gol di cui tre con un irritante Geubbels e poi con Fatah, ma festeggiano le reti di Gaspar, N’Dri (migliore in campo) e Siebert che consegnano 3 punti pesanti contro un’avversaria mai in gara e frastornata dalla giornata di grazia dei salentini. Alla fine è festa sugli spalti anche se bisogna fare i conti con l’infortunio di Coulibaly che priva Di Francesco di un’altra pedina importante a centrocampo.

FALCONE voto: 6
Il primo che compie nella gara è un intervento aereo a smanacciare un pericoloso cross destinato a Davis. Si ripete al 23° su un insidioso rasoterra da fuori area di Solet che neutralizza senza problemi. Resta invece praticamente inoperoso per tutta la ripresa, in cui corre un brivido soltanto sul gol annullato a Piotrowski per un millimetrico fuorigioco ravvisato dalla Sala VAR.

DANILO VEIGA voto: 7
Nulla a che vedere con le precedenti prestazioni. Stavolta giganteggia sulla fascia destra e non va mai ion affanno sulle sciatte incursioni bianconere nella metà campo leccese. Si propone con continuità in avanti e mantiene alta l’attenzione fino al fischio finale anche quando le energie cominciavano a scarseggiare.

TIAGO GABRIEL voto: 7
Dà una lezione agli attaccanti di Runjaic a cui concede le briciole dominando in lungo e in largo su ogni palla spiovuta in area giallorossa. Ci mette lo zampino nell’azione del secondo gol di N’Dri quando spizza di testa la sfera che poi l’attaccante tocca conj un fianco superando Okoye. Guida la difesa senza sbavature e si gode una bella prestazione personale e di squadra.

GASPAR voto: 7
Torna titolare dopo la panchina contro il Bologna ed all’11° trova anche la prima rete con la maglia del Lecce con un potente e preciso colpo di testa che supera Okoye su corner battuto da Gallo. Un gol che festeggia giustamente con gioia sotto il Settore Ospiti e che gli dà lo slancio per controllare senza troppi problemi la velleitaria reazione dell’Udinese. Nessun tentennamento fino al 93° e massima concentrazione anche quando il Lecce passa alla difesa a 5 uomini negli ultimi 10 minuti di gara.

GALLO voto: 7
Inizia la gara col piglio giusto, tra anticipi e marcature come si deve. Sua la battuta del calcio d’angolo che si trasforma in un perfetto assist per il gol di Gaspar che sblocca in avvio la gara. Trova fiducia e gamba per contrastare le ripartenze friulane e arginare anche i subentrati mandati in campo nella ripresa per sfruttare l’eventuale stanchezza dei salentini. Fallisce un paio di servizi che potevano mandare in area avversaria i compagni ma è sempre lucido fino alla fine dell’incontro.

MALEH voto: 7
In mezzo al campo corre e recupera palloni che è una bellezza. Va a dare fastidio ai costruttori di gioco avversari senza lesinare energie. Non a caso viene avvicendato nel finale di gara dopo aver speso tutto ed aver aiutato il Lecce ad espugnare di nuovo lo stadio friulano dopo sei stagioni.

→ (dall’81°) SIEBERT voto: 7,5
Mezzo voto in più già solo per aver rotto l’incantesimo della terza rete che non arrivava. Trova la gioia del primo centro stagionale, il secondo da quando è a Lecce, recuperando un pallone sulla trequarti ed involandosi fin nell’area avversaria da cui lascia partire un potente esterno destro che Okoye riesce solo a toccare ma non a disinnescare e che s’insacca sotto la traversa. Il match si chiude virtualmente lì ed i giallorossi possono tornare a respirare e godersi una vittoria limpida e meritata.

NGOM voto: 7
Primo tempo di sostanza contro un centrocampo avversario statico e propenso a commettere errori a volte grossolani. La musica non cambia neppure nella ripresa confermandosi sugli stessi livelli e prendendo per mano la squadra percorrendo chilometri su chilometri in un porezioso lavoro di taglia e cuci assai redditizio.

COULIBALY voto: 6
Ruba palloni e ribalta l’azione in più occasioni anche se più volte sbaglia la misura dell’ultimo passaggio verso l’area udinese. Gioca con l’intensità delle giornate migliori ma al 41° deve alzazre bandiera bianca a causa di un infortunio muscolare alla coscia destra dopo un passaggio tentato in area verso Geubbels. Abbandona il campo con la borsa del ghiaccio subito applicata all’arto interessato. Assenza pesante in reparto che aveva già gli uomini contati.

→ (dal 41°) KABA voto: 7
Preciso, puntiglioso nei contrasti e pronto a ribaltare le azioni in collaborazione con N’Dri fin dal suo ingresso in campo. Entra molto bene in clima gara e contribusice attivamente a portare a casa 3 punti strameritati.

N’DRI voto: 8
Il migliore in campo tra i suoi. Gioca nell’11 iniziale e stavolta impatta molto bene sul match fin dalle prime battute. Aggressivo e sempre pronto a tenere sulla corda la distratta difesa friulana, al 31° è abile a deviare sotto porta un colpo di testa di Tiago Gabriel che s’insacca per lo 0-2 con cui le due squadre vanno all’intervallo. Si fa apprezzare anche per i palloni che va a recuperare sulle ripartenze dei padroni di casa e per i numersi assist che sforna per i compagni di reparto che però sbagliano l’impossibile davanti ad Okoye. Esce nel finale quando aveva finito la benzina in corpo.

→ (dall’81°) MONTEIRO voto: 6,5
Anche lui vorrebbe scrivere il proprio nome nel taccuino del match e cerca di farsi trovare pronto a ricevere il passaggio giousto al posto giusto. Non gli riesce e allora offre lui ad Estebani il pallone che lo spagnolo manda a stamparsi sul palo.

GEUBBELS voto: 4,5
Vince il solito ballottaggio con Stulic ed Esteban e torna titolare al centro dell’attacco. Fa tutto come deve e si muove bene lungo la linea del fuorigioco ma sono davvero incredibile almeno due chiarissime occasioni per portare a 3 il vantaggio già nei primi 45 minuti, in particolare quella allo sacdere della prima frazione quando a tu per tu col portiere bianconero calcia a lato facendo disperare i tifosi leccesi presenti in tribuna. La musica non cambia neppure nella ripresa quando fallisce altre due nitide palle-gol tutto solo davanti al portiere e finalmente viene richiamato in panca. Anche nell’occasione conferma di soffrire di letargismo portando l’arbitro Guida a far riprendere il gioco senza che Esteban potesse subentrare a causa della lentezza con cui esce dal rettangolo verde. Da una possibile domenica di gloria, resta a farsi mille domande sul come e perché abbia fallito reti praticamente fatte a ripetizione. E purtroppo non è una novità visto che gli era già capitato a Palermo in Coppa Italia e contro la Roma prima dell’infortunio.

→ (dal 73°) ESTEBAN voto: 7
Va vicinissimo anche lui a gonfiare la rete e chiudere i conti ma su assist di Monteiro calcia basso in diagonale trovando però la base del palo a portiere battuto. Ci riprova altre due volte ma comunque non trova il primo gol da professionista che avrebbe meritato.

FATAH voto: 6
Inizio in sordina anche se poi diventa d’un tratto molto mobile e pronto a farsi trovare smarcato dai compagni. Anche lui si crea un’occasione colossale per triplicare il bottino di reti, ma alza la mira e la sfera termina oltre la traversa dopo aver superato in dribbling almeno un paio di difensori. Poco dopo arriva con un attimo di ritardo su imbeccata dalla destra di Geubbels e fallisce l’impatto con il pallone. Anche nel secondo tempo ricomincia con la stessa voglia, ma avendo meno occasioni per pungere, fino alla sostituzione per immettere forze fresche.

→ (dal 69°) PIEROTTI voto: 6,5
Reattivo e solido nei contrasti in mediana, prova ad accendersi in contropiede per andare a chiudere il match senza dare modo all’Udinese di poter riaprire la partita. Svaria sul fronte d’attacco leccese fallendo un paio di passaggi filtranti verso gli attaccanti ma facendosi apprezzare per la mano che dà ai compagni nel tenere lontane dall’area di Falcone eventuali minacce.

All. DI FRANCESCO voto: 7
Stroppicciarsi gli occhi è ciò che hanno fatto i tifosi del Lecce dopo un primo tempo dominato e chiuso con “soli” due gol di vantaggio. Questo il cruccio maggiore perché i salentini dominano in lungo e in largo un’Udinese balbettante e in preda a una crisi di identità. Le scelte iniziali di formazione lo premiano e tutti giocano con coraggio e aggressività fin dalle prime battute. Purtroppo perde ancora per un infortunio muscolare Coulibaly, il che rappresenta un fardello ulteriore che si somma all’assenza di Ilic e Berisha in quel reparto in prospettiva futura. Stavolta i cambi sono efficaci e premianti, oltre a non snaturare l’assetto tattico che ha portato il Lecce a sovrastare l’avversaria e portare a casa la seconda vittoria in trasferta dopo quella all’esordio a Venezia.

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