LECCE – Sessantamila persone provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, interessate non tanto al turismo balneare quanto a quello culturale, hanno scelto di visitare quest’estate il sito archeologico di Roca Area Castello e Grotta della Poesia. Si dice soddisfatto il sindaco, Maurizio Cisternino: “Attrarre più turismo culturale rientrava e rientra nelle nostre linee programmatiche. Il nostro territorio merita di essere conosciuto non solo per il suo splendido mare e le spiagge, ma anche per i suoi attrattori culturali, grazie ai quali potremo puntare alla destagionalizzazione“.

I dati sono stati resi noti ieri sera dal presidente di ArtWork, Paolo Babbo, al termine dell’open day dedicato al professore Cosimo Pagliara, direttore scientifico degli scavi di Roca fino all’anno della sua scomparsa avvenuta nel 2015. Dichiara il presidente Babbo: “Abbiamo puntato sul turismo culturale, colto, educato per alimentare un sistema che ci porterà a grandissime soddisfazioni. Quest’estate ci sono state anche persone che ci hanno detto: “Non posso fare il bagno nella Grotta della Poesia? Allora vado via”. Ma a noi interessa il turismo colto fatto di viaggiatori che amano l’arte e l’archeologia. Di spiagge bellissime il Salento è pieno e ci sono tanti altri spazi dove poter fare un bel bagno. Noi vorremmo realizzare anche l’area espositiva, al di là della litoranea, per far capire e raccontare meglio tutto il sito archeologico”.

Una città antica che deve essere immaginata estesa da Torre dell’Orso e fino a San Foca e che vedeva nel Canale Brunese e nell’area Li Tamari l’esistenza di bacini naturali a servizio degli approdi per la barche che attraversavano il Canale d’Otranto e che arrivavano sino a Roca, una città importante nello scacchiere del Mediterraneo, fiorita nell’era dei palazzi micenei, i cui maestri artigiani erano capaci di lavorare l’avorio, l’ambra e l’oro, che veniva direttamente dall’Egitto. Quindi, Roca era una potenza culturale e commerciale al centro degli scambi nel Mondo Antico, in particolare nell’età del bronzo. Lo ha detto il professore Rino Scarano, facendo immaginare a tutti i presenti quella che doveva essere la bellissima Roca, dove le stratificazioni storiche si susseguono sino al Medioevo.

La scelta del giorno per celebrare l’open day non è avvenuta a caso. Ieri ricorreva infatti il compleanno del professor Cosimo Pagliara che ha dato inizio alla straordinaria campagna di scavi che ha riguardato Roca. Il professore Rino Scarano, docente di Archeologia della Preistoria a UniSalento, ha voluto ricordare il suo maestro, di cui ha preso il testimone alla direzione scientifica degli scavi, e rendere noti i risultati della nuova campagna che si concluderà oggi. “Ringrazio l’Amministrazione comunale che ci mette a disposizione fondi importanti per continuare nelle campagne di scavo, fondi che ci permettono di chiudere contratti e di poter lavorare serenamente“, ha sottolineato l’archeologo. “A questo si aggiunge l’efficacia del Partenariato speciale  pubblico privato: avere un tavolo su cui 4 istituzioni si siedono e discutono liberamente sul da farsi non è consuetudine. Le persone, che rappresentano le istituzioni, hanno condivisione e volontà precisa di andare tutti verso la stessa direzione e le decisioni prese vengono immediatamente attuate“. Il professore Scarano ha anche auspicato che Roca sia tutelata non solo sotto il profilo archeologico, ma anche sotto il profilo paesaggistico e ambientale e ha annunciato che, anche quest’anno, la campagna di scavi ha visto la partecipazione di studentesse e studenti statunitensi,  selezionati attraverso la Field School di Los Angeles, che hanno soggiornato per un mese a Torre dell’Orso. Da lunedì partirà lo studio dei materiali ritrovati con nuovi studenti provenienti dagli Stati Uniti che lavoreranno accanto ai colleghi italiani.

Roca, i cui dischi d’oro, sono esposti sino al 18 ottobre al Colosseo in un’importante mostra sui rapporti commerciali e culturali tra Troia e Roma, non finisce mai di sorprendere. Intanto, anche giornalisti del New York Times hanno espresso il desiderio di parlarne sull’importante testata.

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