LECCE – (di Giovanni De Leonardis) – Al “Meazza” si affrontano Milan e Lecce con stati d’animo e prospettive diverse. I padroni di casa, reduci da sei vittorie consecutive (di cui quattro in Serie A) giocano per blindare il titolo di vicecampioni d’Italia, mentre i giallorossi, consci della differenza dei valori in campo, provano a dare continuità alla terapia Gotti che ha prodotto quattro punti in due partite.

L’allenatore del Milan, Stefano Pioli, schiera il consueto 4-2-3-1 con Pulisic nell’insolito ruolo di trequartista, dovendo fare a meno di Loftus-Cheek squalificato. Sul versante leccese, mister Luca Gotti torna al 4-3-3 con Banda schierato a sinistra, Dorgu a destra e Krstovic al centro dell’attacco. Gonzalez a centrocampo dal primo minuto con Ramadani e Blin, mentre in difesa Venuti trova una maglia da titolare, mentre Gendrey si accomoda in panchina. Presenti circa 72.000 spettatori con folta rappresentanza di supporters giallorossi, arbitra Luca Massimi di Termoli con Marini e Valeri al VAR.

La prima occasione è del Lecce che, dopo soli 3 minuti, porta Gonzalez al tiro che termina di poco a lato. Trascorrono solo tre altri minuti ed il Milan alla prima azione d’attacco passa in vantaggio: Chukwueze entra in area leccese liberandosi elegantemente di Gallo, serve palla a Pulisic che dal limite controlla di destro e tira di sinistro all’angolino della porta di Falcone: 1-0. Due minuti dopo lo stesso Pulisic potrebbe raddoppiare ma il suo colpo di testa viene respinto da Falcone. Minuto 11: Chukwueze scatenato si porta a spasso la difesa del Lecce e libera Leao per il tiro, provvidenziale la deviazione in angolo di Venuti.

Al 20° il Milan raddoppia: Adli da calcio d’angolo pesca in area Giroud che di testa anticipa Blin e mette palla in gol sul secondo palo. Ennesimo gol subìto da corner. Il dominio del Milan è interrotto verso la mezz’ora quando Ramadani crossa in area e Gonzalez di testa centra la traversa. Si tratta della più pericolosa azione del Lecce e tale rimarrà per tutta la partita.

Al 42° Krstovic dal limite dell’area tira verso la porta di Maignan ma il tiro, sebbene angolato, è troppo debole per impensierire l’estremo rossonero. Il Lecce continua ad attaccare nel finale di tempo e proprio al 45° Krstovic, nel tentativo di raggiungere un cross, entra a gamba alta rovinando con i tacchetti sul corpo di Chukwueze. Per l’arbitro il fallo è da cartellino rosso ed il Lecce va quindi all’intervallo in svantaggio di due gol e in inferiorità numerica.

Al rientro sul terreno di gioco, mister Gotti ridisegna il Lecce con un 4-4-1 mandando in campo Piccoli ed Almqvist per Banda e Gonzalez. Al 57° l’episodio che ha suscitato vive proteste da parte giallorossa: Almqvist entra in area avversaria e viene fermato da Hernandez; nel contrasto il leccese subisce una ginocchiata alla testa e rimane a terra. L’arbitro non ferma il gioco ed il Milan, antisportivamente, non solo non mette la palla fuori, ma addirittura verticalizza con Adli verso Leao che batte Falcone in uscita per il 3-0.

Milan-Lecce 3-0 - arbitro MassimiA nulla valgono le rimostranze leccesi, il gol viene convalidato ed il VAR, come da protocollo, non può intervenire perché l’interruzione del gioco per soccorrere un infortunato è esclusiva prerogativa dell’arbitro. Il Presidente Sticchi Damiani, indignato, abbandona la tribuna. Da ricordare che nel corso del primo tempo, con il milanista Calabria a terra per infortunio, i giocatori del Lecce hanno messo palla fuori per consentire i soccorsi. La partita di fatto finisce qui, anche se non mancano le occasioni da una parte e dall’altra.

Al 64° anche Hernandez colpisce la traversa con un sinistro dalla distanza e, dopo quattro minuti, su punizione costringe Falcone alla parata a terra. Il Lecce, con coraggio e personalità, quando può riparte in avanti; al 76° Almqvist impegna Maignan. Nella girandola di sostituzioni da ambo le parti gioca uno scampolo di partita anche il leccese Berisha che rileva Blin. All’82° Jovic, che aveva sostituito Giroud, calcia da buona posizione in area, la respinta di Falcone torna all’attaccante serbo che indirizza nuovamente verso la porta, provvidenziale Gendrey che, quasi sulla linea, evita il poker. Dopo altri due minuti, ancora il portiere leccese deve deviare in angolo un tiro di Leao da posizione defilata. Le ultime occasioni della partita sono del Lecce, con l’oggetto misterioso Pierotti (subentrato a Dorgu) che prende palla e scaglia un forte destro dalla distanza, Maignan deve riparare in angolo, e Piccoli che indirizza debolmente di testa un pallone tra le braccia dell’estremo avversario.

Il 3-0 finale non fa una grinza, il Milan ha dimostrato di essere superiore per caratura tecnica rispetto al Lecce. I salentini però non hanno subìto passivamente il palleggio degli avversari e, anche se in svantaggio e con un uomo in meno, hanno cercato di attaccare ogni qualvolta entravano in possesso palla. Dignità, coraggio, orgoglio e personalità quest’oggi non sono mancati al cospetto del Milan. Certamente la salvezza del Lecce non può passare dalla trasferta di San Siro, ma dagli scontri con le dirette concorrenti. A proposito, sabato prossimo al “Via del Mare” arriverà l’Empoli, sarà il caso di aggiungere 3 punti alla dignità e all’orgoglio…

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