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LECCE – Ecco le sanzioni per il “caso rimborsi” che negli scorsi mesi ha scosso il mondo arbitrale. Al termine dell’indagine e del processo sulle note spesa alterate, arrivano gli stop per sei fischietti: a Federico La Penna sono stati inflitti ben 13 mesi di deferimento, a Fabrizio Pasqua, 16 mesi di squalifica. Agli assistenti Stefano Del Giovane, Manuel Robilotta, Valentino Fiorito ed Andrea Tardino rispettivamente 12, 14, 16 e 20 mesi di sospensione, mentre all’arbitro Ivan Robilotta sono stati dati 13 mesi.

Secondo le norme degli Organi Tecnici, la commissione dei direttori di gara di tutte le categorie professionistiche, è previsto il non mantenimento del ruolo degli associati che abbiano subito nei 10 anni precedenti una pena superiore ad un anno. Ciò quindi costerebbe la carriera a sei dei sette arbitri finiti sotto processo, con l’unico a ‘salvarsi’ che sarebbe l’assistente Del Giovane, al quale è stata inflitta una sanzione di 12 mesi. La speranza per i giudici di gara è di vincere il ricorso al Collegio di Garanzia del CONI e retrodatare le penalizzazioni di qualche mese, per arrivare ai fatidici 365 giorni che eviterebbero la sospensione definitiva.

Il caso dei rimborsi gonfiati, scoppiato nello scorso maggio dopo le indagini portate avanti dalla Procura Federale della FIGC, incrimina i suddetti arbitri per aver gonfiato i rispettivi rimborsi con arrotondamenti sugli scontrini di pranzi, cene e taxi, che in totale non superavano i 250 euro. Nelle note spesa non rientrava nemmeno l’alloggio, pagato dall’AIA. Un caos generale che porterebbe il nuovo designatore Gianluca Rocchi a rivedere le valutazioni di oppurtunità anche in caso di riduzione delle pene assegnate ai 6 ex colleghi.

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