Tempo di lettura: 6 minuti

LECCE – L’Italia di Roberto Mancini spiega definitivamente le ali e porta a casa l’Europeo edizione posticipata al 2021, dopo una travolgente cavalcata che ha saputo far cambiare idea anche ai tifosi più scettici, probabilmente ancora mesti per la mancata qualificazione al Mondiale russo del 2018. Stavolta, però, non c’è spazio per gli sfoghi a fine match ai microfoni delle TV, ma solo voglia di festeggiare un traguardo per certi versi inaspettato, ma che inorgoglisce e rende fiero un intero Paese.

Il gol di Luke Shaw a gara appena iniziata, un po’ di delusione, molto sconforto e poco dopo si aggiunge alle emozioni negative il dolore al ginocchio di Jorginho, che però vive un appuntamento troppo importante per dare forfait: stringe i denti e rimane in campo. Il sospiro di sollievo per il play del Chelsea non cancella i parecchi errori del primo tempo ai quali cercava di porre rimedio solo Federico Chiesa, mattatore azzurro dagli Ottavi in poi. Dalle sterili incursioni di Emerson e Di Lorenzo (che stavano tra l’altro lasciando vita facile alla freccia dei “citizens” Raheem Sterling), ai passi falsi in zona d’attacco dei napoletani in giornata no Immobile ed Insigne. Oltre ai 60.000 tifosi inglesi sicurissimi di vincere la finale, spocchiosi al massimo con il loro “It’s coming home” che rimbombava in quel di Londra da più di una settimana. Suona il gong della seconda frazione di gioco ed arrivano tempestivamente i cambi in corsa da parte del cittì, quindi dentro Cristante e Berardi per i deludenti Immobile e Barella. Ancora una volta, come contro la Spagna, siamo senza un vero attaccante centrale.

La vecchia guardia dei difensori centrali azzurri toglie spesso le castagne dal fuoco e Bonucci, in mischia, ribadisce pure in rete al 67′ ed invita a sciacquare la bocca a tutti i presenti che sostengono la nazionale dei “Three Lions“, protagonisti di eccessi vari come i fischi all’inno italiano ed i vandalismi finali verso qualche bandiera tricolore. I nostri ripartono come se fossero ancora sotto di un gol. Ed anziché di rifiatare, prendono ulteriormente quota cercando di salire in cattedra perr segnare il 2-1, aolosfiorato da Mimmo Berardi 9 minuti dopo l’urlo di Bonucci. All’87’, Chiesa, senza dubbio il top player di questa Italia, lascia il prato verde per una botta ad una caviglia. Lo rileverà l’amico e compagno di squadra Bernardeschi. Si va ai tempi supplementari, dopo altri sei giri di lancetta di recupero che arrotondano i precedenti quattro concessi al termine dei primi 45′. Equilibrio totale.

Entrambe le squadre provano a spuntarla ma la stanchezza inizia a farsi ed allora sia Gareth Southgate che il nostro Mancio pensano già ad i penalty mettendo in gara rispettivamente Sancho e Rashford, mentre per noi il Belotti e Locatelli, che poi – forse appesantito dall’errore dagli 11 metri di sette giorni prima contro le “Furie Rosse” o forse perchè il tecnico, Mancini, ha deciso di estrometterlo dai primi cinque rigoristi – non andrà a calciare dal dischetto.

1-0 Berardi, pareggia Kane, sbaglia il “Gallo“, passano in vantaggio i sudditi della regina con una fucilata sotto l’incrocio dei pali di Maguire, “Bonny” ci crede e la insacca, Rashford fa sbattere il pallone sul palo, Bernardeschi tira centrale ed inganna Pickford, quindi Sancho all’errore, match-point sul 3-2 di qui se ne occuperà lo specialista Jorginho… “Dai, ragazzi, è fatta!“… parata dell’estremo difensore inglese e poi legno! Ma Gianluigi Donnarumma, in serata di grazia, neutralizza il rigore del giovane Saka e ci fa salire sul tetto d’Europa. Una vittoria pazzesca, una giostra di emozioni che era giusto rivivere solo dopo aver assimilato a pieno delle sensazioni che sono sembrate peggio che salire sulle montagne russe.

Ma cos’avranno detto i quotidiani sportivi di tutto il continente europeo, al netto del nostro trionfo in finale?

In terra inglese ci si divide fra chi coltiva la speranza di rivedere presto un gruppo giovane all’opera nella prossima Coppa del Mondo e chi si lascia alla completa delusione per un mancato raggiungimento di un traguardo che in Oltremanica si sentiva di poter archiviare in positivo. Il “Daily Mirror” intitola: “Heartbreak“, il cuore infranto di una Nazione che da 55 anni non alza un trofeo di caratura internazionale. Ed il “The Guardian” si accoda: “So close“, così vicini al titolo di campioni d’Europa. A seguire il “The Times“, con: “Penalty curse denies England their dream“, i calci di rigore negano all’Inghilterra di sognare. Amaramente il “Daily Mail“: “It all ends in tears“, è finita in lacrime. Mentre i colleghi del “The Sun” ringraziano comunque i ragazzi di Southgate: “Pride of Lions“, non va più lontana la prima pagina del “Daily Express“: “It hurts, but we’re so proud of you“, fa male, ma siamo orgogliosi di voi.

Il quotidiano iberico Marca fa un gioco di parole con l’evento del ‘Maracanazo‘, dove l’Uruguay nei Mondiali del 1950 vinse il torneo espugnando il tempio dei verdeoro di mister da Costa con il risultato choc di 1-2, rievocando il fatto storico con un simile: “Wembleyazo“. I connazionali di “As“, seppur sconfitti dagli azzurri sempre dai tiri dal dischetto, elogiano i ragazzi del C.T. marchigiano in italiano: “Bravissima!“, invece quelli de “Mundo Deportivo” si concentrano sulle parate di Gigi Donnarumma, decisivo sul “Gunner” Saka: “Donnaruma congela Wembley“. Al confine con il territorio spagnolo, dal Portogallo il cartaceo “A Bola” non usa mezzi termini: “Os novos imperadores”, i nostri nuovi imperatori! Sempre i lusitani di “O Jogo“, si complimentano con la Nazionale italiana: “Europa azzurra“.

Anche dalla Francia il giornale “L’Equipe” si inchina agli eterni rivali con un secco: “Invincibles“. Eppure, agli inizi di Euro2020, era proprio la selezione di Didier Dechamps a destare parecchia paura fra le altre 23 squadre partecipanti alla competizione itinerante voluta dalla Uefa. Mbappè, Pogba, Kanté, Benzema, Varane… dei nomi che farebbero tremare qualsiasi Nazionale, ma che invece non sono bastati nel match contro la soprendente Svizzera che si è sbarazzata per 8-7 (d.c.r.) dei più quotati “Bleus“.

Torniamo invece a casa nostra, dove la gioia è tanta, perché siamo i campioni d’Europa, succedendo ai portoghesi di Cristiano Ronaldo. Ed infatti Tuttosport, come faceva Vasco Rossi nel lontano luglio del 1981, urla forte: “Siamo solo noi!“. Dalla Gazzetta dello Sport un euforico: “Troppo bello” accompagnato dall’affermazione che tutti speravamo di sentire all’indomani di domenica 11 luglio: “Italia campione d’Europa!“. Il Corriere dello Sportesulta insieme al popolo azzurro con: “È nostra!”. Ed è nostra per davvero, da un mese a questa parte il lavoro svolto da ogni singolo componente dell’ambiente italiano è stato maniacale ed indispensabile per riuscire a cancellare la profonda delusione dell’Italia di Ventura che mancò a novembre 2017 la qualificazione ai Mondiali di Russia, ma ora ci godiamo un trionfo più che giusto e meritato!

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.