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MONACO DI BAVIERA (di Pierpaolo Sergio) – L’Italia approda in semifinale di Euro2020 dopo il successo sul Belgio maturato nel primo tempo e custodito con unghie e con denti nella ripresa. Gli Azzurri del CT Roberto Mancini hanno superato l’ostacolo finora più duro grazie alle reti di subentrati Nicolò Barella e Lorenzo Insigne, mentre la rete dei “diavoli rossi” è di Lukaku su dubbio rigore concesso allo scadere della prima frazione di gioco. Sugli scudi la difesa italiana, insieme agli autori dei gol e ad uno strepitoso Spinazzola che però è vittima di un grave infortunio che lo esclude dal torneo.

DONNARUMMA: 7,5
Raccoglie il pallone dal fondo della rete solo sul generoso calcio di rigore concesso al Belgio alla fine del primo tempo. Prima e dopo è super respingendo le conclusioni avversarie, in particolare un tiro angolato di De Bruyne su cui si esalta deviando in volo plastico. Nei minuti finali diventa prezioso con i suoi interventi utili a far trascorrere il tempo sul cronometro.

DI LORENZO: 5,5

Non convince appieno neppure in questo match in cui se la deve vedere col più sgusciante e pericoloso tra i belgi: Doku. Il diretto avversario lo mette spesso in imbarazzo con le sue accelerazioni e senza i raddoppi garantiti da Barella o Verratti sarebbero dolori più seri. Suo il tocco che mette in off-side Bonucci in avvio di gara e fa annullare la rete azzurra. Suo l’ingenuo intervento proprio su Doku allo scadere della prima frazione che porta l’arbitro a fischiare il discusso rigore che tiene aperta la partita.

BONUCCI: 7

Torna a fare coppia con il compagno di club Chiellini e garantisce alla porta di Donnarumma la giusta protezione. Lukaku non punge vuoi per suoi errori, vuoi per l’attenta marcatura a cui viene sottoposto. Solo l’occhio attento del VAR ad inizio gara gli nega la gioia di un gol segnato in posizione di fuorigioco.

CHIELLINI: 7

Con lui in campo la difesa di Mancini ritrova impermeabilità e continuità di rendimento. La condizione non è al meglio ma basta e avanza per guidare i compagni di reparto ed alzare un muro a difesa di Donnarumma.

SPINAZZOLA: 7,5

Ancora una volta sarebbe stato il migliore in campo tra gli azzurri, ma il grave infortunio che si procura nella ripresa lo mette fuori uso a lungo e gli fa abbandonare il campo in lacrime ed in barella. Una sfortuna nera che questo ragazzo non meritava e che fa perdere all’Italia una pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Mancini. Finché resta in gioco offre accelerazioni, inserimenti in avanti e pure un tiro al volo che si spegne a fil di palo con Courtois immobile.

→ (dal 79′) EMERSON: 6
Si piazza sull’out sinistro e tiene a bada le discese dei belgi su quel versante.

VERRATTI: 6,5

Rispetto alla scorsa sfida con l’Austria stavolta si dimostra più reattivo ed in forma. Fa girare bene palla a centrocampo e recupera un numero impressionante di palloni sui tentativi di ripartenza degli avversari. Quando c’è da far scorrere via il tempo è utilissimo nei fraseggi in mediana in cui fa valere le sue doti tecniche.

→ (dal 67′) CRISTANTE: 6
Il suo innesto garantisce all’Italia la necessaria copertura in mezzo al campo nel concitato finale in cui il Belgio attaccava a testa bassa.

JORGINHO: 6,5

Partita in crescendo per il play azzurro che sale in cattedra col passare dei minuti. Inizio un po’ sottotono, poi diventa prezioso nel tenere palla e far girare come trottole i belgi.

BARELLA: 7
Sblocca il match con un gol di astuzia e precisione. Recupera anche lui decine di palloni e tiene a galla il centrocampo italiano che si giova della sua verve e del suo dinamismo. Motorino inesauribile del reparto mediano di questa Nazionale che in lui ha trovato uno dei tanti gregari di lusso al servizio del bene comune.

CHIESA: 7
Insieme a Insigne fa ammattire i difensori di Martinez che stentano ad arginare la sua velocità e abilità nello scambio sullo strertto con i compagni di squadra. Non riesce ad arrivare al tiro in porta, ma il continuo movimento ed il pressing sui portatori di palla del Belgio sono da applausi.

→ (dal 67′) TOLOI: S.V.

IMMOBILE: 5,5

Serata-no per il bomber della Lazio che stenta ad entrare in partita. Spesso in fuorigioco ed impreciso negli appoggi e negli stop, spreca alcune ghiotte occasioni che un attaccante in stato di grazia avrebbe capitalizzato meglio.

→ (dall’74’) BELOTTI: 6
Entra subito in clima partita facendo a sportellate con i difensori belgi che non usano certe maniere docili nei contrasti aerei e palla a terra. Rimedia una gomitata in pieno viso che l’arbitro Vincic ed i suoi assistenti non ravvedono e che gli lascia segni ben visibili, ma non abbassa mai la cresta e lotta fino al triplice fischio su ogni pallone.

INSIGNE: 7,5
Riscatta alla grandissima la scialba prestazione offerta contro l’Austria e segna un gol di eccezionale bellezza e precisione che pareva aver messo in cassaforte il match già nel primo tempo. Invece il rigore di Lukaku tiene in vita le speranze del Belgio e costringe l’Italia ad un secondo tempo in trincea a mantenere il minimo vantaggio. Convince sia per quantità che per qualità delle giocate.

→ (dal 79′) BERARDI: Si impegna al massimo giocando a ridosso della propria area di rigore quando entra in campo e c’è da difendere il vantaggio che garantisce l’accesso in semifinale.

CT MANCINI: 7
La sua Italia sta crescendo e gli osservatori più scettici non possono più dire che abbia vinto solo contro avversari di secondo piano. Aver a lungo annichilito il Belgio, nazionale al primo posto del ranking Fifa, la dice lunga sul grande lavoro portato avanti in questi anni e della qualità umana e tecnica di un gruppo che ha saputo plasmare e assemblare con grande sapienza. Ora si affronta la Spagna con lo sguardo sulla finale di Wembley. Sarebbe il giusto premio per quanto seminato dal suo arrivo sulla panchina azzurra.

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