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LECCE – Ciro e Michele due uomini indimenticati che restaranno per sempre nel ricordo di chi li ha conosciuti personalmente ma anche solo per averli sentiti nominare da qualche amico o parente. Se poi hanno indossato la maglia del Lecce e sono stati beniamini dei tifosi, ma un destino crudele li ha strappati via, allora diventano davvero immortali bandiere di una società qual è quella giallorossa. Oggi ricorre il 37° anniversario della morte dei due giocatori avvenuta la notte di 37 anni fa, il 2 dicembre del 1983, in quella che per la famiglia dell’U.S. Lecce rimane la più grave tragedia nella sua ultracentenaria storia.

Facevano parte della squadra che militava in Serie B ed era allora allenata da Eugenio Fascetti. La domenica doveva giocare in trasferta a Varese. Fra tutti i convocati ce n’erano due che però di prendere l’aereo proprio non ne vogliono proprio sapere: ossia Michele Lorusso e Ciro Pezzella, la cui paura di volare era arcinota nell’ambiente e legata in particolare ad un volo di ritorno da Cagliari in cui paurosi vuoti d’aria e turbolenze fecero temere il peggio.

Per la sfida Varese-Lecce, entrambi preferirono aggregarsi agli altri compagni viaggiando in treno, ma tardarono ed il treno per Milano era già partito. Così decisero di provare a prenderlo dalla stazione di Bari. E scelsero di farlo a bordo di una Mercedes acquistata solo qualche mese prima da Pezzella. Con loro in auto c’erano pure Pino Carlino, suocero di Ciro, ed un altro congiunto. L’appuntamento con la morte li attendeva sulla Statale 16, all’altezza dello svincolo per Mola di Bari. Un impatto frontale con un’altra vettura fece finire la Mercedes in un fossato. L’automobile riportò danni ingenti soprattutto il lato sinistro dove c’erano Ciro Pezzella alla guida e Michele Lorusso seduto alle sue spalle.

Assurdamente quella gara si giocò comunque. Il Lecce scese in campo con lo sgomento per la nottata in bianco passata in albergo non appena la notizia si era diffusa. Gli avversario capirono il dolore nei cuori dei leccesi e la partita finì 0-0. L’indomani, la partecipazione ai loro funerali fu oceanica. Decine di migliaia di persone in lacrime seguirono il corteo delle bare portate a spalle dai compagni di squadra distrutti dal dolore fin dentro la chiesa di S. Antonio a Fulgenzio dove si celebrò l’omelia funebre. Da allora i loro nomi sono indissolubilmente legati a quello del club salentino che ogni anno li ricorda con uguale rispetto e commozione, al pari dei supporters giallorossi che ne onorano ancor oggi la memoria.

Due anni fa, a loro fu intitolata la Curva Nord dello stadio “Via del Mare e solo l’emergenza sanitaria in corso impedirà che quest’anno i loro nomi siano urlati al vento dalle tribune di un impianto sportivo italiano o da quello leccese, ma il loro ricordo avverrà comunque stasera attraverso la celebrazione di due Sante Messe volute dal Lecce Club Centro di Coordinamento nella parrocchia di S. Rosa alle ore 17:00 ed in quella di S. Antonio a Fulgenzio (Chiesa dei Monaci) da Salento Giallorosso e Passione Lecce alle ore 19:00.

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