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LECCE (di Italo Aromolo) – Traballa il mito del fattore-campo sotto i colpi del Covid-19. La pandemia sta ridimensionando il dogma manicheo secondo cui il supporto dei tifosi incide positivamente sulle prestazioni e, quindi, sui risultati della squadra di casa. Un esperimento drammaticamente obbligato – quello dell’assenza di pubblico imposta dalle prevenzioni anti-contagio – che sembra mettere a dura prova quell’idea magica e romantica: calore, colore e passione delle tribune possono spingere la palla in gol e portare punti in classifica.

L’Osservatorio calcistico CIES ha analizzato i risultati di 53 campionati professionistici mondiali e i risultati faranno felice chi, al contrario, vede nel calcio una scienza algebrica, senza troppo spazio per i sentimentalismi. Il numero delle vittorie in casa è addirittura aumentato, rispetto al periodo pre-Covid, dello 0.1% in Serie A e dello 0.8% in Premier League, fino ad arrivare al +8,5% nella Serie A svizzera. La nostra Serie B ha visto un decremento delle vittorie in casa del 2,8%, ma in quasi tutti i campionati il bilancio home/away si è mantenuto in equilibrio. La conferma è tutta in un’altra statistica sulle vittorie casalinghe con almeno 3 gol di scarto: la presenza dei tifosi può fungere da stimolo emotivo per continuare a segnare, anche a risultato largamente acquisito? Sentenza ineludibile: no, tant’è che la percentuale di goleade casalinghe è rimasta immutata (10%) tra pre e post- pandemia.

IL PARERE DELL’EX – Ma quali sono, allora, i fattori che vanno realmente ad incidere su prestazioni sempre più garibaldine e spesso vittoriose delle squadre di casa, se non quello dei tifosi sugli spalti? Lo abbiamo chiesto all’ex calciatore del Lecce Mauro Pantani: “Credo che il dato sia frutto del momento. Da ex calciatore posso dire che il pubblico ha invece una grande importanza, specialmente per le squadre di provincia. In club di prima fascia come Inter e Juventus i valori tecnici emergono indipendentemente dal contesto ambientale – continua l’ex bomber tra le altre di Salernitana ed Avellinoma, per le cosiddette ‘piccole’, l’atmosfera che si crea nello stadio gioca un ruolo decisivo. Sono convinto ad esempio che nell’ultimo turno di Serie A lo Spezia non avrebbe preso 4 gol dal Sassuolo se avesse avuto i propri tifosi a fare da sprone. Quali altri fattori possono incidere nelle differenze di risultati tra casa e trasferta? Lo stress per il viaggio o la conoscenza delle dimensioni e delle linee del proprio campo hanno un ruolo decisamente marginale, parliamo di percentuali minime: quello che incide realmente, alla fine, è la qualità dei giocatori in campo“.

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