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LECCE (di Gavino Coradduzza) – L’impatto con la partita è stato duro; Lecce frastornato, quasi in sudditanza nei confronti del vorticoso e frenetico giro palla del Sassuolo. Ma, trascorsi i primi 20 minuti preoccupanti per la inconsistenza espressa, i giallorossi hanno recuperato anima, equilibrio e spirito di iniziativa andando a pareggiare con Lucioni l’iniziale vantaggio dei neroverdi firmato da Caputo che si era involato in splendida solitudine mentre i due centrali “discutevano” su chi dovesse inseguirlo…

Del centrocampo leccese non c’è traccia (stiamo parlando sempre dei primi venti minuti) se non in fase di copertura a protezione del pacchetto arretrato che ha davvero da lavorare tanto a causa della vivacità di Berardi, Traorè e lo stesso Caputo. Si incomincia a vedere (siamo intorno al 20°) qualche incoraggiante segnale di risposta sul piano della manovra ed anche del pressing portato anche molto in alto. Ne viene fuori un calcio d’angolo sulla cui parabola si inserisce con forza Lucioni che, sul secondo palo, fa 1-1…

Il Lecce titubante e rinunciatario dell’avvio di match è ormai un ricordo; ora è radicalmente cambiato, ora è in partita; organizza il proprio gioco con il supporto di tutta la squadra; il frizzante gioco del Sassuolo ha perso invece di brillantezza e di iniziativa sconfinando spesso nella leziosità senza sbocchi…

L’1-1 che accompagna le due squadre all’intervallo è dunque la fedele fotografia dei meriti e dei demeriti delle due squadre. Il Lecce che si presenta nella ripresa è ancora il Lecce “tosto” della seconda metà della prima frazione. Farias, che fa il diavolo a quattro per quanto privo di fattiva collaborazione di reparto, è costretto a cercare individualmente le percussioni verso la porta di Consigli

Il fallo di Paz che cintura e trattiene Ferrari a centro area è più ingenuo che grave, ma è comunque fallo da calcio di rigore che l’arbitro Massa decreta e che Berardi non fallisce: 2-1. Non fallisce neanche Mancosu, appena mandato in campo, chiamato a battere il calcio di rigore concesso attraverso il VAR per un fallo sull’ex Babacar. Aver raggiunto per la seconda volta il pari dovrebbe conferire ai ragazzi di Liverani la sicurezza necessaria per pilotare il risultato positivo fino al triplice fischio e magari trovare il colpo gobbo per il bottino pieno…

Ed infatti si ha la netta sensazione che il Lecce non abbia problemi nel contenere le residue velleità degli uomini di De Zerbi; inimmaginabile dunque che di schianto, in soli 5 minuti, conceda al Sassuolo il successo: Boga, al 78°, si beve Mancosu dopo aver sfruttato un doppio rimpallo favorevole ed infila dal limite il 3-2 alle spalle di Gabriel; all’83° è Muldur, un giovanotto rumeno di belle speranze, a far secco il portiere giallorosso con un diagonale rasoterra partito dal vertice d’area…

Il solito Mancosu si dà un gran da fare nel tentativo di raddrizzare la baracca trasformandosi in trequartista, ala pura, prima punta e uomo a tutto campo, ma niente da fare: la partita è ormai chiusa con quella doppietta subita ad una decina di minuti dalla chiusura. Ecco ancora una gara che finisce male dopo aver dato l’impressione di qualcosa di positivo. Diventa dunque essenziale evitare che subentri quel fatalismo strisciante che annacqua la voglia di lottare ancora con tutte le energie…

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