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LECCE – Ennesimo capitolo al veleno per la tormentata Serie A. Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, all’epoca dei fatti commissario della Lega, e Ruggero Stincardini, ex segretario dell’assemblea, dovranno rispondere alla Giustizia ordinaria attraverso i giudici del Tribunale di Milano dell’accusa di falso nella stesura del verbale dell’assemblea che il 19 marzo 2018, per arrivare all’elezione del presidente, approva una modifica dello statuto sui conflitti di interesse dei candidati che avessero ricoperto incarichi in istituzioni private di rilevanza nazionale in rapporto con le squadre o i loro gruppi.

Si tratta di quello relativo all’elezione a presidente della Lega Adi Gaetano Micciché (facente parte del CdA di Rcs e sostenuto dallo stesso Malagò), ma poi dimessosi a novembre dello scorso anno a seguito dell’indagine della Procura Federale su presunte irregolarità nella sua nomina avvenuta, come annunciato all’epoca, per acclamazione, ma senza lo scrutinio delle schede che rimasero chiuse nell’urna.

Archiviata l’indagine sportiva, c’è ora l’istruttoria civile in cui i due indagati dovranno rispondere. In particolare, i pm milanesi hanno chiesto al notaio Calafiori di esibire i voti a scrutinio segreto, dopo l’acquisizione di una registrazione risalente allo scorso mese di gennaio realizzata in assemblea e una denuncia del presidente del Genoa, Preziosi, oltre che di “plurime irregolarità” addotte dal procuratore vicario della Figc, Giuseppe Chiné, in un’istruttoria sportiva già archiviata.

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