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VERONA (di Pierpaolo Sergio) – Voti bassi nelle pagelle del Lecce che a Verona incassa l’ennesima sconfitta della stagione e offre una prestazione molto al di sotto della sufficienza generale. Squadra senza idee e senza orgoglio che affonda sotto i colpi di un avversario tosto, ma non certo irresistibile. Da salvare solo le prove di Rossettini e Majer, gli ultimi ad alzare bandiera bianca. Tra i tanti peggiori in campo spiccano le prove in negativo di Dell’Orco (espuslo per doppio giallo) e Babacar.

GABRIEL: Subisce la terza rete consecutiva su corner in cui un avversario gli salta indisturbato a pochi metri. Reattivo e attento tra i pali finché resta in campo, poi esce per un infortunio alla schena che costringe Liverani a sprecare un cambio. VOTO: 6

→ (dal 27′) VIGORITO: Arriva anche per lui l’esordio in Serie A, ma incassa la rete ancora prima di toccare la sfera. Nel secondo tempo compie una prodezza su Pessina a cui nega la doppietta, poi però nel finale commette fallo da rigore e incassa la rete di Pazzini dagli 11 metri che chiude il confronto. VOTO: 5

DONATI: Si perde Pessina sul gol del 2-0 e per il Lecce, dopo poco più di mezz’ora, è già notte fonda. Offre la prestazione meno convincente dal suo ritorno in giallorosso non trovando mai la discesa in avanti a supporto della manovra. VOTO: 5

LUCIONI: Tanti errori di misura in appoggio e altrettanti duelli persi contro gli attaccanti veneti. Con la squadra sotto di due reti viene richiamato in panchina per cambiare assetto tattico e tornare al 4-3-1-2. VOTO: 4,5

→ (dal 42′) MAJER: Entra in campo a gara già compromessa ed il Lecce d’incanto sembra ritrovare geometrie e cocretezza a centrocampo. Sfortunato però allo scadere di tempo quando colpisce la traversa. Nella ripresa va in difficoltà anche lui soprattutto quando i giallorossi restano in inferiorità numerica. VOTO: 6

ROSSETTINI: Tra gli ultimi ad alzare bandiera bianca. Cerca di guidare una difesa distratta e solo lontana parente di quella ammirata contro l’Inter. Tenta di suonare la carica ma oggi non era proprio giornata. VOTO: 6

DELL’ORCO: Partita senza spunti sia con la linea di difesa a tre, che in quella a quattro. Accumula errori su errori fino al doppio cartellino giallo che lascia il Lecce in 10 uomini. VOTO: 4,5

RISPOLI: Lazovic imperversa sulla fascia sinistra regalando assist a ripetizione agli attaccanti e gli fa passare un pomeriggio da incubo. In avvio di ripresa si divora il possibile gol del 2-1 tutto solo davanti la porta gialloblù. VOTO: 5

DEIOLA: Un passo  indietro rispetto alla scorsa settimana. Naufraga a centrocampo sotto i colpi di un’Hellas che ha tutt’altra velocità e dinamismo. VOTO: 5

TACHTSIDIS: Torna titolare per l’assenza di Petriccione, si fa ammonire in avvio di match e deve contenere la sua foga nelle entrate sui portatori di palla veronesi per tutto il match. In mediana stavolta è comunque tra i più lucidi. A conferma del pomeriggio da incubo per il Lecce abbandona in lacrime il campo in barella a fine match per un guaio al ginocchio destro. VOTO: 5

MANCOSU: Prestazione sottotono del capitano ch non ripete, al pari di tutti i compagni, la bella prova di una settimana fa con l’Inter. VOTO: 5

LAPADULA: Tanto fumo e poco arrosto. Fa un gran movimento ma commette anche molti errori sotto porta che penalizzano la già asfittica vena realizzativa leccese. Resta da solo a combattere per metà ripresa quando Liverani toglie dal campo Babacar. VOTO: 5,5

BABACAR: Altra prova senza grinta e convinzione. Troppo leggero negli uno contro uno e difesa scaligera che lo annulla con irrisoria facilità. Viene avvicendato a metà ripresa dopo l’espulsione di Dell’Orco. Un sacrificio tutt’altro che doloroso. VOTO: 4,5

→ (dal 69′) MECCARIELLO: Venti minuti che gli torneranno utili per ritrovare lo smalto dei giorni migliori che aveva prima dell’infortunio. S.V.

All. LIVERANI: Il pareggio con l’Inter non ha trovato la tanto auspucata continuità di risultati e rendimento. Un Lecce incapace di proporre gioco e rintuzzare gli attacchi avversari sembra la brutta copia della squadra ammirata appena sette giorni fa, a prescindere dal modulo adottato. Infortuni dell’ultimo minuto e rinforzi non tutti pronti a dare il proprio contributo hanno scandito anche il mese di gennaio che va a farr coppia cin un dicembre da incubo.Tanta malasorte, ma anche tanta confusione a cui urge trovare soluzioni prima che la classifica si faccia ancor più complicata. VOTO: 5

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