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LECCE (di Pierandrea De Carlo) – Stamattina è stato il presidente dell‘U.S. Lecce, Saverio Sticchi Damiani, a presentare ufficialmente alla stampa l’ultimo innesto di mercato della squadra giallorossa: El Khouma Babacar. Ad introdurre il nuovo acquisto è stato proprio il numero uno giallorosso, che ha specificato come quest’ultimo “sia un giocatore forte che completa il reparto offensivo e non rappresenta una bocciatura per gli altri attaccanti”. Prima di lasciare la parola all’ex Sassuolo, Sticchi Damiani ha spiegato come la trattativa si sia sviluppata in tre step, uno a inizio mercato in cui il Sassuolo richiese una cifra proibitiva; uno successivo in cui si era raggiunto l’accordo col club ma il giocatore aveva necessità di valutare tutte le offerte che gli erano pervenute, e il terzo, nelle ultime ore di mercato, in cui il centravanti senegalese ha accettato convinto la causa salentina.

A questo punto la parola è passata a Babacar, le cui dichiarazioni riassumiamo di seguito nei punti salienti.

Con quale animo arrivi a Lecce?
Avevo parlato di questa destinazione al mio procuratore, avevamo deciso che se non fossi andato all’estero avrei scelto il Lecce, di cui ho sposato la causa con grande determinazione”.

Hai esordito in Serie A a Torino e, ironia della sorte, il tuo debutto col Lecce potrebbe avvenire ancora una volta nel capoluogo piemontese…
Penso che questa sia una partita molto importante per la squadra e per me, andiamo lì per cercare di vincere, ma non sarà facile. Io sono pronto a dare il massimo”.

Cesare Prandelli non ha lesinato complimenti per descriverti. Lo ritieni l’allenatore più importante della tua carriera?
Il mister mi conosce molto bene. A Firenze mi ha portato dalla Primavera alla prima squadra. Lo considero come un padre”.

Sei stato paragonato ad attaccanti del calibro di Drogba, Weah e Balotelli. Cosa pensi di questi paragoni, ti ispiri effettivamente a loro?
Soprattutto i primi due sono giocatori che hanno fatto la storia del calcio africano e internazionale. Sì, mi ispiro a loro”.

Qual è la tua posizione preferita in attacco?
Sono una punta centrale, posso giocare da solo o in coppia. Inoltre, mi piace rientrare per calciare col destro, quindi mi adatto bene anche da esterno sinistro”.

Ti sei prefissato un obiettivo in quanto a numero di gol?
No, ma il miglior gol sarebbe centrare la salvezza”.

Perché la scelta del numero 30 di maglia? Ha un significato speciale o è una scelta casuale?
Diciamo che è casuale… In realtà questo numero per me ha un significato particolare, ma è un segreto che terrò sempre con me”.

Chi dei nuovi compagni conoscevi già?
Conoscevo già Farias, Rispoli, Dell’Orco e Lo Faso. Ciò certamente ha facilitato l’ingresso in squadra. Mi hanno accolto tuutti molto bene”.

Cosa pensi di Falco? Credi possa essere l’uomo giusto per innescare le tue doti al meglio?
È un giocatore con ampi margini di miglioramento e penso ci darà tante soddisfazioni. Spetta al mister trovare la giusta posizione per entrambi”.

Quali indicazioni ha dato l’amichevole con il Cosenza?
Era un test soprattutto per noi nuovi e per migliorare la condizione fisica generaole del gruppo. Mi è servito molto tornare a giocare”.

Sei sempre stato considerato un talento inespresso durante la tua carriera. Cosa ti manca per fare il salto di qualità?
Mi manca la continuità di rendimento. Ho scelto Lecce per provare a diventare un top player e fare il salto definitivo ”.

In una partita tra allievi e prima squadra della Fiorentina affrontavi Liverani da calciatore. Cosa ricordi?
Il mister non giocò quella partita, ma ho un ottimo ricordo di lui, è sempre stato un capitano ed uno che dà molti consigli”.

A chi paragoni Liverani come idee di gioco?
Ha un’idea di calcio tutta sua che, se ci entrerà in testa, ci permetterà di fare un grande campionato”.

* Articolo realizzato dagli alunni del Liceo Classico e Musicale “Giuseppe Palmieri” di Lecce nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola/Lavoro previsto dalla Legge 107/2015
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