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LECCE (di Gabriele de Pandis) – Una vittoria da grande squadra per scacciare gli ultimi segnali di timidezza di un campionato sorprendente, che ormai fa del Lecce una realtà della lotta promozione. La Mantia e Mancosu, i soliti noti, stendono il Pescara per 2-0 e mandano la banda Liverani al secondo posto. I giallorossi ora hanno l’obbligo di lottare per la Serie A diretta, e farlo senza ormai nascondersi dietro un dito.

L’atteggiamento visto in campo oggi è da gruppo d’alta classifica, consapevole del proprio valore e vogliosa di lasciare il segno. A farne le spese è stato il Pescara di Bepi Pillon, che ha pagato l’azzardo della mossa-Brugman e l’imprecisione in zona cross. Gli abruzzesi sono stati in partita per 60′, con leggeri tratti di superiorità nel primo tempo, ma poi la sostanza della banda Liverani ha messo a nudo il distacco tra le due compagini stasera.

Per quello che è lo scontro al vertice della trentesima giornata di campionato, Liverani conferma l’undici che ha stracciato l’Ascoli: Tabanelli sul centrodestra di mediana con Tachtsidis e Petriccione e Mancosu dietro Falco-La Mantia. Pillon ridisegna il suo schieramento con l’obiettivo di limitare il palleggio avversario: vitale è la posizione di Brugman, inedito collante tra il centrocampo, presidiato da Bruno, e il duo offensivo veloce Mancuso-Marras.

L’inizio è di marca leccese. Al 3’ ci sono delle proteste per un sospetto “mani” di Crecco in area, ma l’arbitro lascia proseguire. Il tabellino delle occasioni è inaugurato da un colpo di testa di Mancosu su cross di Calderoni, Fiorillo blocca senza problemi all’11’.

Un minuto dopo il Lecce passa. Corner corto per Falco, Venuti spizza sul secondo palo per l’inserimento perfetto di La Mantia che timbra ancora. Sorpasso che premia la pressione della banda Liverani. Il Pescara cerca di distendersi con delle veloci ripartenze, ma la lucidità sale col passare dei minuti. Calderoni cerca di rompere gli indugi con un sinistro al 24’, a lato. Provvidenziale è invece Fiorillo al 27’. L’asse Venuti-La Mantia prova a replicare la scena dell’1-0, ma il pugno dell’estremo difensore nega il tap-in all’attaccante del Lecce. Brugman spaventa il “Via del Mare” due minuti dopo con una punizione ben calciata sopra la barriera, ma al di là del palo.

Un periodo di superiorità dei salentini porta al raddoppio al minuto 37. Falco sbuca sulla corsia destra, traversone responto da Scognamiglio al limite dell’area, dove Mancosu raccoglie e spedisce nell’angolo basso alla destra di Fiorillo tra il tripudio del “Via del Mare”. Mancuso, su spunto di Marras, per poco non dimezza lo svantaggio un minuto dopo: inzuccata sui cartelloni pubblicitari. Mancosu apparecchia il tiro a Falco al 43’, non c’è la potenza giusta per beffare Fiorillo. Scognamiglio rimane alto sugli sviluppi di un calcio d’angolo e ha sulla testa una ghiottissima occasione ma Vigorito inchioda la sfera a terra al 44’.

La ripresa si apre con il cambio tattico per il Pescara. Pillon manda in campo Bellini in coppia con Mancuso, Marras va sulla trequarti e Brugman ritorna in cabina di regia. Un passo indietro rispetto ai proclami della vigilia, ma anche uno spostamento necessario per alzare ancora il tasso di pericolosità. Il baricentro del Lecce è più basso, e i contropiedi ricercati sono la soluzione primaria. Mancosu fa la guerra nell’area biancoazzurra al 53’ e scarica per Petriccione, Fiorillo respinge in tuffo. Paradossalmente, il Lecce conduce il gioco e Tabanelli alza in aria di testa al 58’.

Liverani è un diavolo in panchina e non accetta la reazione dei suoi all’aggressività del Pescara, tambureggiante sulla destra e pericoloso con una punizione che rimane impigliata nella selva di gambe a pochi metri da Vigorito. Brugman detta bene i tempi nel suo ruolo naturale ma i traversoni che piovono sono spesso calibrati male. Quando il Lecce si distende fa male. Falco riceve da Venuti in zona avanzata, converge e mira col sinistro, fuori di un soffio. Poca gloria ha poi il piazzato di Tachtsidis (70’), sopra la traversa.

Il Pescara dà l’impressione di poter far male, ma manca negli scontri decisivi con la retroguardia di casa. Gli equilibri della partita si spezzano ancor di più a 10’ dalla fine, quando Marras stende Petriccione e si becca il cartellino rosso. Il Lecce sfiora il tris nel finale in due occasioni. Prima Mancosu alza da posizione favorevolissima al centro dell’area e poi Palombi, entrato per Falco, perde l’uno contro uno contro Fiorillo, che, in uscita disperata, devia in angolo. Finale senza sussulti, il Lecce gode. Pescara troppo molle per creare pericoli. C’è poco tempo per gioire però, mercoledì alle 19 c’è in programma Lecce-Cosenza. Altra partita d’altissima classifica per gli abruzzesi, che nel turno infrasettimanale riceveranno il Palermo.

Il tabellino

Lecce-Pescara 2-0

Lecce (4-3-1-2): Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Tabanelli, Tachtsidis (42’st Majer), Petriccione; Mancosu; Falco (43’st Palombi), La Mantia. A disposizione: Bleve, Riccardi, Di Matteo, Cosenza, Arrigoni, Tumminello, Haye, Marino, Saraniti, Felici. Allenatore Fabio Liverani.

Pescara (4-3-1-2): Fiorillo; Ciofani, Campagnaro, Scognamiglio, Pinto; Crecco (42’st Del Sole), Bruno (1’st Bellini), Memushaj; Brugman; Mancuso (38’st Sottil), Marras. A disposizione: Kastrati, Del Grosso, Gravillon, Monachello, Capone, Balzano, Bettella, Perrotta, Antonucci. Allenatore Giuseppe Pillon.

Marcatori 13’pt La Mantia, 37’pt Mancosu

Espulso Marras (P) al 35’st per gioco violento

Ammoniti 17’pt Meccariello (L), 33’pt Pinto (P), 13’st Brugman (P)

Arbitro Riccardo Ros di Pordenone Assistenti Christian Rossi della Spezia e Paolo Formato di Benevento IV Ufficiale Federico Dionisi dell’Aquila

Note: serata fresca, temperatura 14°C, terreno di gioco in perfette condizioni. Spettatori 12.936 (7.655 abbonamenti, 5.281 paganti) Incasso totale € 141.088,10 (57.609,10 quota abbonati, 83.479,00 incasso paganti)

Recuperi 1’pt, 4’st Calci d’angolo 6-2

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