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VENEZIA – Il Lecce non va oltre il pari in casa del Venezia e ritorna al calcio giocato con un punto. Le reti arrivano in apertura di ripresa. Apre Citro con un movimento da rapace d’area, risponde prontamente Palombi che ringrazia La Mantia ed esulta sotto i tifosi leccesi giunti fino in laguna.

Il risultato non è però esente da recriminazioni, una per parte e racchiuse anch’esse in pochi minuti, ma al tramonto del match. Il Venezia, che negli ultimi 20′ ha allentato il vigore fisico, non ha colto il punto del 2-1 con Vrioni, impreciso da pochi passi di fronte a Vigorito. Dall’altra parte, i giallorossi hanno protestato per un presunto fallo di Garofalo su Venuti. Sarebbe stato il penalty del potenziale 1-2 a pochi secondi dall’occasione precedente.

La recriminazione principale del Lecce, con buona pace della direzione arbitrale e di un episodio comunque controverso, è quella di non aver prodotto sufficienti iniziative offensive, soprattutto nei secondi 45′ quando bisognava cogliere il frutto in più.

Liverani scioglie il ballottaggio Haye-Tabanelli a favore dell’olandese, che però si posiziona sul centrosinistra della mediana, rimpiazzando letteralmente Scavone. Mancosu rimane sulla trequarti. Il Venezia ha tanta rabbia in corpo dopo la débâcle subita a Benevento e si schiera con il 4-3-3. Zennaro va inizialmente in panca, davanti, con Rossi out al pari di Zigoni e dello squalificato Di Mariano, è la chance di Citro, affiancato a Lombardi e al veneziano Bocalon, di ritorno in laguna dopo l’esperienza alla Salernitana.

Il Lecce prova a tenere il possesso palla nonostante il terreno non propriamente in buone condizioni, agendo quasi con un tridente. Le trame della banda Liverani non tagliano i reparti dei padroni di casa, che rinculano e ci provano coi cross, ma Modolo va sempre più in alto di tutti.

Il sussulto di Garofalo (tiro fuori all’8’) apre l’elenco dei tiri e dimostra che Zenga ha tenuto sul pezzo i suoi. Citro, al 12’, raccoglie l’imbucata di Lombardi e tira debolmente su Vigorito. Cambio di mood veloce. Non è più gioco di rimessa per gli arancioneroverdi ma al 16’ il Lecce regala sprazzi di classe: traversone di Venuti, controllo delizioso di Haye e scarico per Tachtsidis, che manda a lato dai venti metri dopo il velo di Mancosu.

Due minuti dopo Vigorito rischia la frittata porgendo il pallone a Citro, ma l’attaccante di casa non tira e subisce il ritorno del portiere, che rimedia. La partita, seppur tattica, è gradevole, giocata a ritmi sostenuti. Le squadre non si chiudono e cercano di sfruttare l’ampiezza del rettangolo verde. Thom Haye, sotto i riflettori, rompe bene il ghiaccio, cerca sempre verticalizzazione e giocata migliore seppur “nascondendosi” talvolta. E le palle gol? Due conclusioni da fuori al 36’ (parata) e al 40’ (out).

Dall’altra parte, Bocalon vuole prendere in mano le redini dell’attacco e lo fa abbassandosi tra le linee leccesi. Mancosu alza i ritmi al 27’, ma Vicario tiene bene il proprio palo. Il guardiano dei pali di Zenga s’accartoccia bene su una folata offensiva di Lucioni al 38’.

Il Lecce sale, mette paura agli avversari ma l’intensità del Venezia compensa e dà equilibrio alla gara nonostante il maggior numero di tiri ospiti. La manovra della banda Liverani si basa spesso sul fosforo di Tachtsidis, che gioca palloni in quantità esponenziale, ma il comportamento della retroguardia di casa è ineccepibile. Venuti, in zona tiro già al 30’,  cerca invano la gloria con un cross dalla destra che sbatte sull’incrocio, con Vicario puntuale. Il Venezia è pericoloso al 42’. Lombardi brucia Venuti sulla linea di fondo, serve arretrato Citro, Vigorito, che blocca l’esterno di Bentivoglio due minuti dopo, smanaccia.

La ripresa comincia con il mezzo errore di Vicario, che al 47’ respinge male la botta di Calderoni e si salva grazie al palo. I veneti hanno passo e nelle ripartenze danno l’impressione di poter pungere. Citro converte in gol la sensazione al 50’: attacco perfetto sul primo palo e corsa ad abbracciare l’assistman Pinato. Il sussulto sembra la perfetta applicazione del piano partita di Zenga. Il disegno, però, è stracciato dopo neanche 1’. Traversone sul secondo palo, sponda perentoria di La Mantia e Palombi, doppio scorer già all’andata, deposita in rete.

Fioccano occasioni al “Penzo”. Vigorito alza sopra la traversa una punizione di Garofalo al 54’, Palombi, volenterosissimo, non trova la battuta della doppietta al 56’, Mancosu fallisce il corridoio vincente per l’ex Salernitana al 14’ e Lucioni chiude la porta a Bocalon 60 secondi dopo. Liverani non è soddisfatto dei suoi e cambia volto con Tabanelli, più fisico, e Tumminello per Haye, positivo, e La Mantia, che ha salvato la prestazione con l’assist. Anche Zenga sposta l’asticella in avanti: Vrioni per Lombardi, Besea rileva Pinato.

Ritornano i tiri da fuori. Vrioni chiude male uno slalom personale, Mancosu non aggiusta la mira e Tabanelli emula l’attaccante veneziano ma spaventa Vicario. Tutto dal 67’ al 70’, mentre i centrocampisti arancioneroverdi cominciano a soffrire i mille chilometri percorsi per chiudere le fonti di gioco di Liverani. L’equilibrio però permane e la partita si spezzetta, con le percentuali di possesso che sorridono al Venezia.

Falco, entrato per Tachtsidis, prova a dare brio nel finale, vibrante. I veneti si affidano alle palle inattive, la banda Liverani prova a bucare sui lati. Zenga risponde prontamente addensando la mediana: Schiavone in, Citro out.

All’improvviso al minuto 84, Vrioni ha sulla testa l’occasione del vantaggio, ma Vigorito fa il supereroe e tiene a galla il Lecce. All’86’ Venuti protesta per un contatto prolungato con Garofalo. Il body check comincia fuori area, ma l’episodio è rivedibile. Finisce così.

Il pari è giusto ai punti, ma recrimina più il Venezia, che riposerà nel prossimo turno. L’occasione non colta da Vrioni rimarrà negli occhi dei tifosi arancioneroverdi. Il Lecce fallisce l’aggancio al terzo posto, c’è ancora un match da recuperare, ma il rigore non dato a Venuti grida vendetta. Con il Livorno, domenica alle 15.00, la possibilità di tornare al successo in casa.

Il tabellino

Venezia-Lecce 1-1

Venezia (4-3-3): Vicario; Bruscagin, Modolo, Coppolaro, Garofalo; Bentivoglio, Segre, Pinato (28’st Besea); Lombardi (19’st Vrioni), Bocalon, Citro (39’st Schiavone) . A disposizione: Facchin, Lezzerini, Coppolaro, Suciu, St.Clair, Zennaro, Mazan, Schiavone, Cernuto, Zampano. Allenatore Walter Zenga

Lecce (4-3-1-2): Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis (38’st Falco), Haye (15’st Tabanelli); Mancosu; Palombi, La Mantia (19’st Tumminello). A disposizione:  Bleve, Riccardi, Di Matteo, Cosenza, Arrigoni, Marino, Saraniti, Felici, Fiamozzi. Allenatore Fabio Liverani

Marcatori 5’st Citro (V), 7’st Palombi (L)

Ammoniti 8’st Lucioni (L), 13’st Lombardi (V)

Arbitro Antonio Giua di Olbia

Assistenti Pasquale Capaldo di Napoli e Paolo Formato di Benevento

IV Ufficiale Fabio Pasciuta di Ravenna

Recuperi 0’pt, 5’st

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