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LECCE – Quella contro il Padova sarà una partita piena di ricordi per Mauro Meluso. Il dirigente giallorosso ha mosso i primi passi da direttore sportivo proprio con la squadra biancoscudata, dal 2006 al 2009. Tre stagioni coronate con la promozione in Serie B, che allora mancava da 11 anni, raggiunta a seguito della finale contro la Pro Patria.

Intervistato dal Corriere del Veneto, Meluso ha esordito ricordando lo striscione esposto dai supporters durante Lecce-Padova valevole per la Supercoppa di Lega Pro: “Lo striscione? È una delle cose che mi ha più emozionato in tanti anni di calcio“, commenta il ds giallorosso, “Lo devo ammettere, mi sono commosso e non mi capita spesso. Ricordo che dalla panchina mi chiamarono e mi dissero: ‘Guarda il settore ospiti, ne vale la pena’. Quando vidi lo striscione, non credevo ai miei occhi, non so come ringraziare i ragazzi della curva per quella dedica. Totalmente inaspettata e, per questo, ancora più bella”.

Le belle parole per Padova non si fermano all’ultimo episodio, anche se l’augurio di una pronta ripresa dopo la prima parte di campionato negativa è…rinviato: “Penso che il tempo abbia fatto capire molte cose. E mi fa piacere che a distanza di anni sia stato riconosciuto quello che ho fatto. Mi dispiace dover affrontare il Padova in questa situazione. Speravo di non trovarmi a dover vivere una partita simile. Auguro al Padova di rialzarsi a partire dalla settimana prossima“.

In conclusione, oltre all’elogio per il collega Zamuner, Meluso cerca di leggere pregi e difetti dell’undici di Foscarini: “Ho visto il primo tempo contro il Palermo e il Padova ha giocato benissimo. Poi ha preso quel gol nel finale di frazione e da lì in poi è andato in difficoltà. Magari è fragile psicologicamente, ma le qualità le ha, altrimenti non giochi partite di livello contro determinati avversari. Zamuner? È un amico e un bravo direttore. Troverà la chiave per far risalire il Padova”.

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