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LECCE – C’è un momento della partita nel quale i tifosi del Lecce, oltre agli applausi per la prestazione di un elemento sempre tra i più positivi, cominceranno a fare gli scongiuri. Filippo Falco, punta di diamante di questo primo scorcio di campionato insieme a Simone Palombi, è anche l’elemento più sostituito da Liverani in corso d’opera.

La scelta, battute sulla scaramanzia a parte, si giustifica paradossalmente con l’alto valore di equilibratore tecnico-tattico che il talento di Pulsano ha per la squadra. Uno dei dilemmi tattici del primo mese di campionato è stato infatti il suo impiego. Inizialmente, Fabio Liverani ha optato per un assetto un po’ più cauto: Falco seconda punta con Pettinari e dietro Mancosu.

Nella seconda parte del match contro il Venezia (turno di riposo per Falco a Livorno) si è visto invece lo schieramento che molti tifosi, soprattutto i più offensivisti, si augurano: Falco trequartista dietro a Palombi e La Mantia (o Pettinari). La prolificità di questa seconda soluzione ha portato all’assist del pari otto giorni fa e a qualche interessante intuizione non capitalizzata ieri.

Ma in apertura parlavamo di scongiuri e momenti particolari delle gare. La statistica è singolare: in tre partite dove Filippo Falco ha lasciato anzitempo il terreno di gioco vi sono registrate altrettante rimonte. Benevento, Salernitana e Cittadella hanno riequilibrato la situazione sempre dopo l’uscita del numero 20 giallorosso, coincisa spesso con un arretramento del baricentro per portare a casa il risultato.

Al debutto di Benevento, con il Lecce sullo 0-3, al 69′ Falco lasciava il posto a La Mantia (primo cambio seguito da quelli di Cosenza per Pettinari e Tabanelli per Arrigoni). Sappiamo tutti come è finita esponendo il fianco al palleggio della forte compagine di Bucchi.

Contro la Salernitana, mentre al “Via del Mare” imperversano contestazione e contro-contestazione all’ingresso in campo di Chiricò, il buon Pippo Falco, dopo aver pennellato la punizione del 2-1, veniva richiamato a 5′ dalla fine per far posto a Venuti. Scopo: irrobustire la difesa. Riuscita: quasi avvenuta. Risultato: incertezza nel cuore dell’area e zampata vincente per il pareggio di Castiglia.

Ieri il tris di questa singolare coincidenza, che totale concidenza poi non è. Ma lo evidenziamo con forza: è soltanto una delle chiavi di lettura dell’atteggiamento in campo del Lecce. Un’altra statistica singolare riguarda i gol subiti: 8 in 6 partite, tutti e 8 nel secondo tempo…

Tempo fa si parlava del “pericolo volante” (leggi qui). La difesa del Lecce subisce spesso su azione da calcio piazzato. E ieri è giunta la “conferma”. L’inzuccata di Strizzolo, giunta al minuto 81, è arrivata su un corner dove per due volte gli avanti del Cittadella hanno avuto la meglio sui marcatori giallorossi.

Il percorso della banda Liverani, al di là di questi errori fisiologici, è comunque positivo e il bottino di 7 punti raccolti in un settimana, caratterizzata anche dal turno infrasettimanale, fa parte di un interessante percorso di crescita di una squadra che innanzitutto si pone l’obiettivo della salvezza.

Quando sulla lavagnetta luminosa apparirà in rosso il numero 20 con il Lecce in vantaggio, il pensiero di molti aficionados andrà lì. O magari qualche scommettitore punterà un bel gruzzoletto sul segno “X” live. In ogni caso, si sa, i tabù sono fatti per essere sfatati.

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