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pagelle-pagenese-leccePAGANI (di Pierpaolo Sergio) – Le pagelle di Paganese-Lecce, match della 18^ giornata di Serie C – Girone C, non sono particolarmente in linea col clima natalizio che si respira nell’aria. I giallorossi hanno sofferto più del lecito contro una formazione poco più che volenterosa, che ha fallito diverse occasioni per chiudere il match a proprio favore. Troppi i calciatori salentini sottotono, opachi e apparsi arrugginiti dalla sosta osservata la settimana scorsa. Marco Armellino ha regalato un punto tutto sommato meritato, siglando il gol del pareggio nella ripresa, mentre Filippo Perucchini lo ha poi blindato con un intervento salva-risultato. Male l’attacco con Matteo Di Piazza e Giuseppe Torromino poco reattivi, alla pari del rientrante Marco Mancosu, sembrato solo un lontano parente del giocatore capace di incidere sulle sorti di una partita.

Filippo PerucchiniPERUCCHINI: Inoperoso per quasi tutto il match, subisce un gol a freddo su cui non ha colpe in avvio di gara, poi si conferma decisivo su Cesaretti respingendo di piede in uscita una conclusione a botta sicura destinata a finire in fondo al sacco. Poco coperto dai compagni, rischia di passare un pomeriggio d’inferno, ma ci pensano gli azzurrostellati a sbagliare ripetutamente l’appuntamento con la seconda rete. VOTO: 7

LEPORE: Tanta corsa su e giù lungo l’out destro, ma anche praterie lasciate ai padroni di casa che sulle fasce hanno costruito decine di ripartenze, creando superiorità numerica a cui la formazione ospite non ha saputo porre rimedio per l’intero incontro. Si fa apprezzare per dinamismo e voglia di fare, ma in fase difensiva concede davvero troppo. VOTO: 5,5

COSENZA: Non gli accade spesso di finire in balìa degli avversari che oggi sembravano spuntare da ovunque. Ci mette bene o male sempre una pezza, subisce pure un colpo violento al viso, ma non affonda e tenta di tenere in piedi una sfida inaspettatamente complicata. Esce a venti minuti dalla fine. VOTO: 6 —> (dal 73′) RICCARDI: Qualche rischio inopportuno in fase di possesso palla che rischia di trasformarsi nella più classica frittata. VOTO: 5,5

DRUDI: Altalenante. Per larghi tratti gioca in apnea come Cosenza, con gli attaccanti avversari che lo puntano ad ogni occasione. In altri frangenti si fa apprezzare per le chiusure tempiste e risolutive negli ultimi venti metri. Poi si addormenta e regala un pallone incredibile dal limite che la Paganese non trasforma in gol solo per dabbenaggine dell’attaccante di turno. VOTO: 5

CIANCIO: Come detto per Lepore, gioca una gara votata più all’attacco che al contenimento ed i risultati sono ampiamente al di sotto delle attese. È proprio dall’esterno che arrivano le micidiali ripartenze campane alle quali spesso deve rimediare con sgroppate a tutta birra per recuperare i metri concessi. VOTO: 5,5

MANCOSU: Resta in campo fino al triplice fischio finale solo perché Armellino viene richiamato prima in panchina. Tornato titolare dopo tre settimane, non è il solito gladiatore del centrocampo leccese e vaga come un fantasma per il campo senza trovare mai la giusta posizione o la giocata risolutiva. Deve ritrovare al più presto la forma migliore. VOTO: 5

ARRIGONI: In mediana è il solo che cerca di ragionare e far girare la palla, ma le idee non sempre sono seguite da giocate altrettanto brillanti. Ha il merito di pennellare il cross su corner che permette ad Armellino di incornare da pochi metri e regalare il pareggio ad un Lecce balbettante. VOTO: 6

marco-armellinoARMELLINO: Recupera qualche buon pallone, altri li perde. Nell’economia della partita il suo bilancio è comunque in positivo, soprattutto per la rete che sigla e che toglie le castagne dal fuoco alla squadra giallorossa. VOTO: 6,5 —> (dal 73′) COSTA FERREIRA: Dei venti minuti in cui torna sul terreno di gioco si ricorda solo il bel traversone messo in area al 94′ e sul quale Di Piazza “rischia” di pescare il jolly. VOTO: 6

DI PIAZZA: Abbandonato a se stesso, riceve pochissimi palloni e si arrabbia a turno con i compagni che non lo servono mai come vorrebbe. Di suo però ci mette poca voglia di liberarsi e di lottare su ogni pallone che vaga in area. Sfiora il gol del successo all’ultimo assalto, ma è la sola nota positiva del suo pomeriggio al “Torre”. VOTO: 5,5

TSONEV: Riproposto trequartista, non ripete le belle prove che gli erano valse i complimenti e le prime pagine come nelle scorse partite. Ci mette un bel po’ a carburare e cresce col passare dei minuti, ma non trova mai lo spunto degno di nota nelle conclusioni in porta o nei passaggi. VOTO: 6 —> (dal 87′) PERSANO: S.V.

TORROMINO: Altra prova incolore che lascia più di un dubbio nella sua testa e, forse, anche in quella del suo allenatore che lo preferisce a Caturano in avvio e lo tiene in campo per un’ora prima di capire che proprio non era giornata. VOTO: 5 —> (dal 61′) CATURANO: Nulla di trascendentale, ma almeno sembra mettere un po’ in apprensione la rabberciata difesa azzurrostellata, priva di due titolari. Andrebbe pure a segno a conclusione di uno schema su calcio di punizione preparato in allenamento, ma il gioco era stato fermato dall’arbitro per un fallo in attacco di Mancosu. VOTO: 6

All. LIVERANI: Il segnale che voleva mandare al campionato non è mai partito. Anzi, forse è arrivato un altro tipo di messaggio alla concorrenti in lotta per la promozione e cioè che questo Lecce soffre le squadre più malandate in classifica, come testimoniano i pareggi con Akragas, Andria e Paganese. Il turno di sosta tanto atteso e benedetto è sembrato aver tolto smalto e brio alla formazione salentina che non approfitta del pari del Trapani a Monopoli e resta in attesa del posticipo del Catania col Matera per capire da stasera che tipo di settimana l’attende. VOTO: 5,5

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