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lecce-vs-v-francavilla-equilibrioPERUGIA (di Luca Manna) – Per dirla con Vasco Rossi: “Perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia…” È dal minuto 93 di Virtus Francavilla–Lecce che questo motivetto della canzone Sally rigira nella mia mente… Equilibrio e follia nella vita, ma anche nel calcio, spesso accompagnano le nostre giornate e, soprattutto negli ultimi 6 anni, anche le vicende del nostro Lecce; quanto accaduto da quel minuto 93 in poi ne è esempio lampante. L’equilibrio di un Lecce ben messo in campo, sempre con il pallino del gioco in mano, propositivo davanti (anche se ancora non concreto come dovrebbe) e sicuro dietro dove poco ha concesso agli attaccanti avversari, viene spezzato all’improvviso dalla follia di un istante in cui un pallone che doveva essere scaraventato sulla superstrada per Lecce, finisce alla spalle dell’incolpevole Perucchini lasciando sgomenti gli oltre 2000 tifosi presenti al Fanuzzi e tutto l’intero popolo giallorosso che già pregustava il dolce sapore dei primi 3 punti in campionato.

rizzo-cropÈ chiaro che bisognerà lavorare molto e bene su certi aspetti quali la concentrazione, come ammesso da alcuni protagonisti nel post-partita, ma anche come quello della cattiveria agonistica e della scaltrezza di una squadra che conta fra le sue fila giocatori probabilmente di categoria superiore, ma che devono ancora calarsi in pieno nella realtà in cui ci ritroviamo da troppo tempo. L’equilibrio di un allenatore bravo e preparato come mister Rizzo, che a mio avviso ha reso finalmente il Lecce una squadra vera e che sa sempre o quasi quello che deve fare sul rettangolo di gioco, viene frantumato da delle scelte sulle sostituzioni incomprensibili, brutte, diciamolo pure sbagliate e reiterate dopo quanto accaduto a Vercelli e Pordenone.

Chiaro che dagli spalti o dal divano davanti ad uno schermo è facile giudicare e sentenziare, ma sa tanto di calcio “vecchio” e di catenaccio continuare a provare a gestire i vantaggi acquisiti, soprattutto quando minimi, imbottendo la squadra di difensori a discapito delle punte, lasciando così il pallino del gioco agli avversari anche quando li stessi fino a quel momento erano stati innocui o quasi. C’è tempo per capire e correggere gli errori ed è assolutamente giusto e necessario lasciare lavorare il tecnico in santa pace, perché è bravo, perché tutti o quasi abbiamo sperato nella sua riconferma e perché dopo una sola giornata di campionato neanche Zamparini sarebbe forse così pazzo da mandare via colui che è stato scelto per un progetto tecnico-tattico che ha come obiettivo la vittoria del campionato.

tifosi-del-lecce-a-brindisiEd è questo il punto che ci porta ad analizzare l’ultimo equilibrio, spezzato dall’ennesima follia, quella di una tifoseria sempre più bella durante i 90 minuti settimanali, ma sempre più divisa nei giudizi successivi alle partite. È stato detto e scritto di tutto da quel 93° minuto in poi e, nonostante sia comprensibile la paura e la frustrazione per 6 anni in cui l’inferno della Serie C sembra essersi tatuato sulla pelle di ogni tifoso del Lecce, trovo assolutamente incomprensibile rendere il clima intorno alla squadra esageratamente pessimista se non addirittura infernale. Siamo al 29 di agosto e già si chiede la testa dell’allenatore, già si condanna per ammutinamento questo o quell’altro calciatore, già si sentenzia che non si vuole andare in Serie B, che il mercato è stato sbagliato e che il Lecce non vincerà il campionato…

Partendo dal presupposto che ogni campionato scrive una storia tutta sua e si dovrebbe avere la forza e l’intelligenza di non paragonarlo mai ad un precedente, credo che con altre 37 partite da giocare (con la Vibonese regolarmente riammessa) si possa tranquillamente accettare un pareggio fuori casa, anche se arrivato in quel modo e con una squadra sicuramente inferiore alla nostra. Qualcuno dopo la vittoria a Vercelli aveva giustamente predicato calma e sangue freddo verso chi sui social aveva azzardato commenti su di un Lecce etichettato come squadrone quasi imbattibile o corazzata “ammazza-campionato”.

È giusto oggi predicare la stessa calma nei confronti di chi (magari gli stessi del dopo Vercelli) giudica il Lecce oggi come “ennesimo fallimento” o con la fatidica frase “Sempre la stessa storia”. Non è difficile capire che dopo solo una partita far scendere in campo una squadra con l’ansia da prestazione e con la paura di non farcela non sia un aiuto e non ci renda più forti, ma vulnerabili e forse anche meno solidi mentalmente. Equilibrio in campo, in panchina, sugli spalti e nei giudizi dunque; la follia lasciamola solo a chi sul rettangolo verde cercherà le giocate spettacolari in grado di spezzare le difese avversarie e di farci vincere la partita. Il Lecce è una squadra molto forte che non per forza riuscirà a vincere il campionato, ma che ha tutto per provarci; sicuramente non vincerà tutte le partite, questo sia chiaro.

LeporeIo credo fermamente che se tutte le componenti avranno la possibilità di lavorare in serenità, il Lecce di questa stagione potrà regalarci molte soddisfazioni e che, nonostante l’equilibrio sia quasi sempre la strada giusta da percorrere quando si scrive e si parla di calcio, sono così folle da pensare che bisogna avere grande fiducia per il prosieguo di questo campionato anche dopo quel maledetto minuto 93!

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