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MancosuLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nelle pagelle di Lecce-Fidelis Andria, trentottesima ed ultima giornata del campionato 2016/2017 di Lega Pro, si distingue il centrocampista giallorosso Marco Mancosu, autore di una prova maiuscola e del gol del momentaneo vantaggio salentino. In evidenza anche le prove di Ciccio Cosenza e Mario Pacilli. Da rivedere, invece, le prestazioni offerte da Filippo Perucchini ed Antonio Giosa.

PERUCCHINI: Qualche incertezza di troppo in una gara nervosa e scorbutica in cui ha rischiato di beccarsi un cartellino rosso nell’occasione dell’espulsione dell’andriese Cianci. Ai play-off serve anche e soprattutto sangue freddo in ogni circostanza. VOTO: 5

LEPORE: Inizia alla grande il suo secondo pomeriggio di fila schierato da terzino. Buone discese sulla fascia destra e tanti bei cross tesi al centro dell’area non sfruttati a dovere dai compagni d’attacco. Col passare dei minuti è poi calato ed ha sofferto la voglia di vittoria che animava gli ospiti e che lui ha tamponato soprattutto con l’esperienza. VOTO: 5,5

GIOSA: Ovviamente non al meglio della condizione dopo due settimane tribolate da acciacchi fisici, ripropone svarioni e leggerezze già palesate nel corso della stagione e che sono costati qualche gol al passivo. Si perde spesso e volentieri gli sguascianti attaccanti di Favarin, sbagliando anche la misura sugli appoggi pur elementari. VOTO: 5

ciccio-cosenzaCOSENZA: Al rientro dopo due giornate di squalifica, si dimostra gagliardo e combattivo come l’occasione richiedeva. Quando il clima si surriscalda lui va a nozze e sfoggia una serie di entrate decise degne dei migliori marcatori del passato giallorosso. Controlla pure i nervi e non cade nella trappola tesa dai biancazzurri. VOTO: 6,5

CIANCIO: Partita senza infamia e senza lode la sua. Dà tuttavia il giusto contributo alla causa pur senza spingersi in avanti come fa di solito alla ricerca dei traversoni dal fondo da scodellare in mezzo all’area. VOTO: 6

MANCOSU: Un gigante a tutto campo. Disputa una partita di ben altra levatura rispetto alla media generale e degna di ben altre categorie. Pur giocando con sulla testa la spada di Damocle della diffida, non tira mai indietro la gamba e lotta senza paura su ogni contrasto e in qualsiasi zona del terreno di gioco. Segna pure un bel gol che varrà poco in termini assoluti, ma che per il morale e la forma migliori da recuperare significa invece tanto. VOTO: 8 —> (dal 21′ st) MAIMONE: Entra con lo spirito giusto nella contesa in un derby arroventato dalla posta in palio che si giocava l’Andria. VOTO: 6

ARRIGONI: Mette la sua geometria al servizio dei compagni senza sacrificare più il ruolo del play-maker a vantaggio di quello del mediano vecchio stampo. Stavolta unisce bene le due fasi e merita un voto positivo. VOTO: 6

COSTA FERREIRA: Croce e delizia per tutta la sfida. Illumina la manovra leccese con tocchi di classe, alternati poi a giocate discutibili ed errori di misura non degni delle sue potenzialità. Ad ogni modo, è parso in ripresa rispetto alle ultime uscite. VOTO: 6

TORROMINO: Non trova la via del gol che pure cerca con caparbietà. Eppure fallisce ogni pallone buono che si ritrova sui piedi e dimostra di potersi esprimere meglio quando il suo tecnico lo ha schierato sulla fascia destra, dove gli viene più naturale la giocata. Mero esperimento tattico dovuto alla contingenza della gara o rivoluzione utile nei play-off? Si capirà tra quindici giorni. VOTO: 5,5 —> (dal 42′ st) VITOFRANCESCO: Appena 5 minuti in campo e schierato addirittura nel tridente in un paio di ripartenze. S.V.

CATURANO: Si divora il gol del possibile 2-1 allo scadere del match con una scivolta che non lo porta a toccare la palla a porta vuota. Nella partita che segnava la fine della stagione regolare, prova a realizzare quella rete che gli ridarebbe morale e sorriso, invece deve rimandare l’appuntamento con la marcatura personale ed esce dal campo nervoso e buio. VOTO: 6

PACILLI: Riecco il furetto imprendibile che crea superiorità numerica e fa ripartire la manovra in velocità. Le sue giocate non sono mai banali e viene puntualmente martoriato dai difensori andriesi senza che l’arbitro lo tuteli a dovere. Il risultato è che la direzione di gara troppo permissiva lo innervosisce e si fa ammonire, tanto che Rizzo lo richiama in panca per non rischiarlo per gli spareggi promozione. VOTO: 7 —> (dal 26′ st) DOUMBIA: Pochi allenamenti nelle gambe in questa settimana lo hanno fatto entrae in campo non in perfetta condizione ed il particolare è stato determinante nel fallire un paio di chiare occasioni da gol sparate malamente sul fondo o in assist mancati pur da favorevole posizione. VOTO: 5

Roberto RizzoAll. RIZZO: Si è chiuso il campionato ed ora mente e gambe vanno subito ai play-off. La sua terapia d’urto inizia a dare i primi frutti; anche se in due match alla guida della squadra giallorossa ha portato a casa soltanto altrettanti pareggi, si tratta di risultati che racchiudono buone indicazioni in chiave futura. I cori che la Curva Nord gli tributa a fine gara sono un’eccezione storica, visto che gli Ultrà Lecce non intonano cori ad personam ma solo per la squadra. Il Lecce che lui ha ereditato era una formazione col morale sotto i tacchi e l’autostima ai minimi. In quindici giorni ha ridato schemi, verticalità e un’anima ad un gruppo che ora dovrà presentarsi all’appuntamento con gli spareggi nelle migliori condizioni psicofisiche per tentare di agguantare quella Serie B sfuggiata nel corso del campionato. VOTO: 6,5

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