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lecce-vs-tarantoLECCE (di Gavino Coradduzza) – Per il Lecce vittorioso 3-0 sul Taranto, il distacco dal Foggia capofila è sempre quello: sei punti, anzi sette, considerando, per ipotesi miracolistica, la classifica avulsa. Un solo numero è cambiato e non è cosa di poco conto: le partite da disputare non sono più cinque, ma quattro… Se poi ci si sofferma sui sei punti conquistati dal Lecce nelle ultime due partite casalinghe ed i sei del Foggia in due consecutive trasferte, beh, fate voi o chiedete lumi agli ottimisti ad oltranza: quelli del “nel calcio tutto è possibile”… Certo che è tutto possibile, meno l’impossibile; e ci siamo arrivati…

lecce striscione tap curva nordForse siamo davvero (per passare alla partita) agli esperimenti in chiave play-off; o forse no, perchè, di esperimenti Padalino ce ne ha fatti vedere sempre, dall’inizio del campionato… La Curva Nord si concentra totalmente sull’urlo di guerra “noi voggliamo undici leoni” accantonando in parte, e non si capisce fino a quando, gli inviti ad andarsene indirizzati al tecnico foggiano. Dal primo minuto vanno in campo Arrigoni, Lepore e Torromino; in panchina Marconi, Pacilli, Maimone e Doumbia.  La dura contestazione del dopo Foggia si è notevolmente affievolita per cui il Lecce, e lo stesso Padalino, possono far conto su una certa serenità ambientale per fortuna ripristinata; servirà a qualcosa? Ci si augura di sì, soprattutto in chiave prospettica, visto che da questa partita i giallorossi non possono ricavare altro che tre punti di gloria e niente altro

lecce-taranto-1I primi 20 minuti testimoniano, invece, che la testa è altrove; che il furore agonistico è rimasto intrappolato nelle dichiarazioni d’intenti e di facciata e che, più che a superare i cugini tarantini, si pensa a salvaguardare una condizione atletica che servirà più avanti… Se poi il Taranto decide di suicidarsi, ben venga, fatti suoi! Può essere proprio questa la chiave di lettura del calcio di rigore assegnato al 23° e magnificamente trasformato da Lepore: sic transeat gloria mundi! È proprio piccoletto questo Taranto che si fa sbattacchiare di qua e di là e che cinque minuti più tardi consegna a Torromino, ben assistito con molta riverenza dall’intero pacchetto difensivo rossoblù, la palla che lui trasforma con precisione e freddezza; obiettivamente non era facile infilare la palla in quel minuscolo spiraglio: bravo! Ciullo non sa cosa fare, la sua squadra è alla deriva; il risultato maturato certifica la scarsa consistenza dei suoi uomini che in campo si agitano come venissero centrifugati; e sì, perchè il Lecce, da qualche minuto, sta macinando gioco e continua a macinarlo come se giocasse a frecette contro la porta di Contini fino all’intervallo.

doumbiaLa ripresa è quasi in fotocopia se non fosse che i gol, al contrario di quanto era accaduto nella prima frazione, non arrivano. Il Taranto continua a balbettare calcio, mentre il Lecce amministra senza dannarsi più di tanto l’anima; a parte Doumbia che, subentrato a Torromino (buona la prova del furetto calabrese) venderebbe l’anima al diavolo per entrare nella rubrica dei marcatori. Non deve fare molto,questo Lecce, per condurre in porto il successo; non è assolutamente esposto a rischi di alcun genere perchè il Taranto è qui per firmare il registro delle presenze e poco altro: è impastato, slegato, privo di consistenza. Dalli e dai, a sei minuti dal termine, Doumbia trova il gol che nel conteggio sarebbe quello del tre a zero. Poi arriva il triplice fischio tra gli applausi del pubblico per la squadra giallorossa ed il riesumato invito a cambiare aria urlato a Padalino, mentre radio-tifo convince anche gli increduli: il Foggia è passato pure a Caserta con un rotondo 3-0; stesso a quello del Lecce, ma in trasferta, la seconda consecutiva trasferta…

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