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cosenzaCOSENZA (di Pierpaolo Sergio) – Poche emozioni e pochi sussulti in questo Cosenza-Lecce che si chiude a reti inviolate e che vede i giallorossi dire probabilmente addio ai sogni di promozione diretta in Serie B. Al “S. Vito-Marulla” vince la noia e la paura delle due squadre di subire un gol che poteva pesare enormemente nell’economia del match che si è giocato sotto una pioggia fastidiosa tra tuoni e fulmini che però non hanno destato dal torpore i 22 in campo. Le pagelle sono pertanto in linea col clima calabrese e vedono pochi calciatori andare oltre la sufficienza. Tra questi si segnalano Simone Ciancio, Checco Lepore e Giuseppe Torromino. In ombra il portoghese Costa Ferreira ed il bomber in crisi, Sasà Caturano.

PERUCCHINI: Fa correre brividi di terrore cincischiando col pallone tra i piedi e rischiando la beffa da parte degli attaccanti cosentini. Molto meglio quando fa il proprio dovere tra i pali, risultando decisivo nel primo tempo su un colpo di testa di Letizia che sventa da par suo. Poi si limita a controllare le poche conclusioni dalla distanza che deve disinnescare e che solo il terreno viscido poteva rendere pericolose. VOTO: 6

VITOFRANCESCO: Prova volitiva e di carattere che fa il paio con quella della scorsa settimana. Nella prima frazione deve badare alle incursioni avversarie e raramente si porta in avanti. Nel secondo tempo invece è più libero e accompagna la manovra con puntuali sovrapposizioni e cross a centro area che non trovano la giusta fortuna. VOTO: 6,5

DRUDI: Attento e tempista nelle chiusure che alterna sul massiccio Baclet e sul guizzante Letizia. Si macchia solo di un paio di disimpegni raffazzonati che potevano costare cari. VOTO: 6

GIOSA: Anche lui monta una guardia arcigna soprattutto sul possente attaccante francese che non arriva mai ad impensierire la porta leccese. Palla tra i piedi in uscirta dalla propria area di rigore a volte è un po’ superficiale come il compagno di reparto, ma gli va bene stavolta. VOTO: 6

CIANCIO: Da ex ci teneva a fare bene e gioca una gara grintosa e caparbia, in cui alterna buone chiusure in difesa a rapide folate sull’out di destra a sostegno della fase offensiva, dimostrando di non soffrire per i fischi che i suoi vecchi tifosi gli riservano ogniqualvolta tocchi la sfera. VOTO: 6,5

MAIMONE: Eroe la scorsa settimana, stavolta gli tocca di tornare ad indossare i panni del taglialegna che deve pensare a portare fascine in legnaia. Controlla che gli avversari non perforino la linea mediana e lo fa con attenzione. VOTO: 6 —> (dal 72′) TSONEV: Viene mandato in campo nel finale per rendere il Lecce più temibile in fase conclusiva. Gli capita un ottimo pallone che riconquista a centrocampo ma va a tirarlo tra le nuvole non appoggiando la sfera ai compagni che ne avevano seguito l’azione di contropiede. VOTO: 5,5

FIORDILINO: Ordinato e pulito negli interventi, non brilla in fase propositiva dove tuttavia cerca di mettersi al servizio della causa. Si divora un gol in avvio di match su assist di Lepore che però liscia clamorosamente a pochi metri dalla porta di Perina. VOTO: 6

COSTA FERREIRA: Prosegue sulla falsariga della gara col Fondi in una incomprensibile involuzione che era iniziata già a Foggia. Poco mobile, spesso estraneo alla manovra, non entra mai nel vivo del gioco, nè va alla conclusione se non in una sola circostanza in cui spedisce la palla alle stelle; viene richiamato anzitempo in panchina a giusta ragione. VOTO: 5 —> (dal 78′) PACILLI: Altre volte gli è riuscito di far cambiare passo alla squadra con le sue incursioni ficcanti ed i cambi di velocità che spiazzano gli avversari. Su un terreno allentato dalla pioggia che cadeva copiosa può davvero poco e troppo spesso finisce scivolando per terra. VOTO: 5,5

TORROMINO: Non fa sfraceli ma è il più pericoloso tra i gillorossi, colui che ci prova fino alla fine a cercare di trovare il tiro giusto per sbloccare l’inutile 0-0 che si è poi materializzato. Ad ogni modo, l’arcigna guardia montata dagli uomini di De Angelis su di lui lo tiene sempre a debita distanza dall’aerea di rigore. VOTO: 6,5

CATURANO: Come sembrano lontani i giorni di gloria per l’attaccante partenopeo… Combatte, smania e cerca di inventarsi qualcosa per infrangere l’incantesimo, ma neppure a Cosenza trova quella rete che lo sbloccherebbe da un’astinenza che dura da troppo tempo, così finisce con l’essere avvicendato. VOTO: 5,5 —> (dal 66′) MARCONI: L’ex attaccante dell’Alessandria conferma la sua propensione a fare reparto da solo, subendo la feroce marcatura della difesa rossoblù. Tenta qualche spizzata di testa, caratteristica in cui eccelle, ma senza fortuna come quando calcia a fil di palo da fuori area. VOTO: 6

LEPORE: Molto vivace e con l’argento vivo addosso ma non basta a scalfire minimamente il bunker eretto dai calabresi davanti alla propria porta. Sforna assist al bacio soprattutto nel primo tempo ma i suoi compagni puntualmente li mortificano. Nella ripresa tenta la via del gol con tiri da lontano ma anche per lui la mira non è quella delle giornate migliori e deve masticare amaro per uno 0-0 che allontana di troppola Serie B diretta. VOTO: 7

meluso-e-padalinoAll. PADALINO: Il “primo non prenderle” adottato inizialmente al “San Vito” non si è poi tramutato in furia cieca alla ricerca di un golletto che mantenesse accesa la speranzella di recuperare punti alla capolista Foggia magari nel prossimo doppio turno casalingo che attende il Lecce. A Cosenza si è assistito ad uno sterile possesso palla dei giallorossi, soprattutto nella ripresa, che non hanno cavato il ragno dal buco e che neppure un atteggiamento più spregiudicato (non in senso tattico, ma per caratteristiche degli uomini fatti subentrare) ha saputo risolvere. Forse da stasera sarà meglio concentrarsi sui play-off sempre più probabili.  VOTO: 5,5

Commenti

2 Commenti

  1. Condivido alcuni giudizi e voti; altri meno. Un esempio? Torromino: non mi pare abbia impegnato la difesa cosentina; l’ho visto anzi rigidamente ancorato alla fascia e raramente ha trovato il guizzo giusto per superare l’avversario. Il Torromino che ricordo è ben altra cosa…

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