Tempo di lettura: 4 minuti

cosenza-lecceLECCE (di Italo Aromolo) – Uno tra i campi più ostici e rognosi della Lega Pro, dove le allegre scampagnate non sono concesse a nessuno e l’ottenimento del risultato pieno per la squadra avversaria è sempre vincolato ad una grande prova di forza, perché conquistato lì dove il pubblico sembra davvero giocare all’unisono dei propri beniamini per fare del contesto casalingo quel qualcosa che dà solidità, forza e la convinzione che difficilmente si finirà vinti. Per il Lecce poi, prossimo ospite indesiderato, le fauci del “San Vito-Marulla” di Cosenza saranno particolarmente avvelenate: un derby o quasi, come in settimana l’ha definito il direttore generale rossoblù Federico.

Mauro Meluso, ex direttore sportivo del Cosenza.
Mauro Meluso, ex Ds del Cosenza

Per i tifosi, per cui il pomo della discordia è quella promozione in Serie A che al Cosenza sfuggì per aver perso contro i salentini all’ultima giornata di campionato: parliamo di fatti accaduti più di venti anni fa (stagione 1991/’92), ma indigesti come fosse ieri per i cosentini più attempati, mai dimentichi di quella che è stata per loro l’unica e per ora ultima possibilità di approdare nella massima serie. Sfida dei ricordi anche per calciatori e dirigenti: Mauro Meluso, nativo della Sila, non sarà accolto nel migliore dei modi dopo aver deluso parte dell’ambiente in cui è stato direttore sportivo fino al 2016 per aver accettato la chiamata del Lecce in estate. Lo hanno seguito tre calciatori (inizialmente c’era pure Antonio Vutov, andato via a gennaio) che non potranno rimanere indifferenti al ritorno sul campo della stagione 2015/’16: Luca Fiordilino, Simone Ciancio e Andrea Arrigoni sono i giallorossi ex della partita.

Ma veniamo al campo, l’unico vero protagonista della giornata di oggi e di fronte al quale vecchi amori e antichi rancori passeranno decisamente in secondo piano per la conquista dell’unico obiettivo: la vittoria. Perché troppo importanti sono i tre punti per il Lecce all’inseguimento della capolista Foggia come per il Cosenza, che non può continuare sull’andazzo barcollante delle ultime settimane se non vuol rischiare di vedersi sfuggire l’obiettivo minimo dei play-off. La squadra di mister Stefano De Angelis, che nelle ultime 8 partite ha vinto una sola volta, occupa attualmente l’8° posto in classifica con 44 punti e deve difendersi dalle cariche di Paganese e Catania che incalzano ad un tiro di schioppo (4 e 5 punti) nello specchietto retrovisore.

La ricerca di un equilibrio forse al ribasso per presunte certezze di classifica ha determinato prestazioni di poca personalità da parte dei Lupi della Sila, come quelle contro Reggina (2-2), Francavilla (sconfitta per 1-0) e Vibonese (1-1), alternate a cose decisamente migliori come la vittoria casalinga contro la Fidelis Andria (2-1), il pareggio a Pagani (1-1) e nell’ultima giornata il prezioso punto conquistato a Caserta (1-1).

Stefano De Angelis, allenatore del Cosenza (cosenzachannel.it)
De Angelis, all. Cosenza (cosenzachannel.it)

L’impressione è quella di un Cosenza complessivamente meno dotato tecnicamente e meno temibile rispetto a quello delle passate edizioni, che ha perso già cinque gare in Fort-Marulla (lo scorso anno era stata solo una, proprio contro il Lecce, mentre in questo campionato hanno fatto peggio solo Vibonese, Monopoli e Melfi) e che con 38 gol incassati ha la peggior difesa tra quelle delle prime 12 squadre in classifica. Non ha giovato neanche l’avvicendamento in panchina tra l’ex trainer Giorgio Roselli, allontanato sotto Natale per frizioni con la società legate alla gestione della campagna-trasferimenti, e il suo vice De Angelis, ex calciatore con un passato da difensore con Cagliari, Avellino e Salernitana.

Dal punto di vista tattico è il 4-3-3 il sistema su cui il mister ha incentrato la sua idea di gioco: la formazione calabrese compensa le incertezze difensive con un attacco da 44 realizzazioni all’attivo, che è il quinto migliore del torneo appena dietro il quartetto di testa Matera-Foggia-Lecce-Juve Stabia. Le giocate dell’ex Lecce Alain Pierre Baclet (10 gol), di Giuseppe Statella (10 gol) e di Antonio Letizia (prelevato a gennaio dal Foggia) hanno tenuto alto il livello di qualità di una squadra congenitamente votata all’attacco e che è rimasta a secco di gol solo in 1 partita nelle ultime 16.

Ripetere l’ottima prestazione della gara di andata al “Via del Mare”, quando il bomber oggi al Fondi Giuseppe Gambino firmò il vantaggio prima del pareggio giallorosso di Mancosu (1-1), potrebbe essere una buona interpretazione per la squadra rossoblù: di fronte però ci sarà un Lecce diverso, che se vuole continuare a sperare nel sogno Serie B non può più permettersi passi falsi e non ha altre alternative che la vittoria.

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.