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gavino-coradduzzaLECCE (di Gavino Coradduzza) – È gran festa per la formazione di Andrea Tedesco: giusto così, perchè i campani hanno meritato questo successo. Lungi dall’istruire processi di sorta a tutto campo, o di spargere a piene mani responsabilità e accuse, ci limitiamo a sottolineare la deludente e molto prossima alla insufficienza gara del Lecce di Padalino e la gagliarda prova della Casertana che ha giocato in inferiorità numerica per 50 minuti, sfiorando addirittura un punteggio finale più rotondo…

Le cose sono andate così: partita vera, vivace intensa già dai primi minuti; gara giocata senza risparmiarsi da entrambe le formazioni. Il primo affondo del Lecce (14°) nasce da un morbido appoggio di Torromino (inserito in formazione al posto di Doumbia) per la testa di Caturano che spedisce la palla di poco sul fondo. La Casertana trova uno spiraglio buono al 19°, giovandosi di una leggerezza di Giosa in fase di ripartenza. In verità, il Lecce concede molto poco ai rossoblù, amministra con sufficiente disinvoltura il gioco, mentre i campani si dedicano ad un pressing asfissiante su chiunque varchi la linea di centrocampo e confidano, comunque, sulla rapidità di trequartisti e punte.
arbitro-luigi-pillitteriPuò dunque accadere che da una delle tante incertezze del centrocampo (23°), la palla giunga a Carriero, bravo ad innescare Ciotola, proiettandolo a tu per tu con Perucchini che non riesce ad opporsi alla rasoiata del casertano, abile davvero a depositare la palla in rete. Funziona abbastanza bene la catena di sinistra dove Torromino e Agostinone, supportati dagli allargamenti di Mancosu, si integrano molto bene in fase di costruzione, per quanto da quella parte non giungano a centroarea palle invitanti per Caturano… Il Lecce cerca di accelerare le operazioni, per alcuni tratti schiaccia gli avversari a ridosso della loro area, senza tuttavia trovare lo spunto efficace anche perchè la Casertana fa buona guardia; guardia che molto spesso diventa vigorosa se non arcigna. Al 41° La palla buona capita sui piedi di Caturano che manca, da non più di due metri, la deviazione vincente. Un paio di minuti prima dell’intervallo la Casertana perde un pezzo: Giorno viene ammonito per simulazione (?) e conquista il secondo giallo e con esso la doccia anticipata…
gol-annullato-al-lecce-a-casertaAl rientro in campo il compito di Lepore e soci è quello di organizzare il gioco con la necessaria calma per sfruttare la superiorità numerica; la Casertana si vede costretta a rinunciare al pressing alto creando argine sulla propria trequarti; nel frattempo, per infortunio, abbandona Agostinone e va in campo Doumbia; squadra, come si dice, a trazione anteriore per quanto Padalino chieda a Lepore di abbassare il proprio raggio di azione e di dare una mano alla difesa. Nonostante l’handicap di un uomo in meno, la Casertana sfiora il raddoppio con Rainone che di testa sfiora il palo. Torromino (si è visto davvero poco a parte il gioco di sponda con Agostinone, ma da lui ci si può aspettare molto di più, ma è stato letteralmente impalpabile fino a quando è rimasto in campo…) viene quindi sostituito al 17° dal neo-acquisto Marconi.
Si gioca ormai in una sola metà campo, quella rossoblù. Verticalizzare è impresa ardua stante l’intasamento di uomini a ridosso dell’area di rigore; a tenere viva la partita ci pensa al 29° Perucchini, miracoloso nello smanacciare in angolo un pallonetto morbido altrimenti destinato in fondo al sacco: grande intervento! Questa Casertana sembra dunque avere sette vite, ma molto di questo “sembrare” dipende dalla insipienza offensiva del Lecce incapace di creare palloni autenticamente pericolosi… Si rientra dunque a  casa a mani vuote, niente punti e con un pensiero su cui soffermarsi: come mai così poco Lecce?
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