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akragas-lecce-0-2LECCE (di Luca Manna) – Bisogna ammetterlo: senza Lecce non sappiamo stare. Sono state tre settimane lunghissime in cui abbiamo provato a sedare la nostra crisi di astinenza da “partite del Lecce” cercando nel calciomercato un conforto, ma ritrovandoci finora con un pugno di mosche in mano, a causa di naturali equilibri e scelte che invece Mauro Meluso e collaboratori stanno ponderando e ragionando con comprensibile calma e meticolosa precisione per non alterare equilibri che nel calcio spesso sono sottili e per non compiere errori che potrebbero essere decisivi sia a livello tecnico, che economico. Finalmente si torna in campo e sarà lui il giudice supremo che dirà chi aveva ragione e chi no, il solo che deciderà chi fare esultare, chi rimandare al purgatorio/inferno dei play-off, ahimè, studiati per evitare che la “meritocrazia” della classifica possa essere decisiva come dovrebbe e quale, invece, si dovrà disperare e dover ripartire fra le mille difficoltà che questa Lega Pro impone.

punizione-reginaldo-gol-paganese-a-lecceSi ricomincia e stavolta lo si fa consapevoli che i margini di errore si riducono sempre più. Saranno 4 mesi da vivere tutti d’un fiato, in cui serviranno i calciatori, ma soprattutto gli uomini; saranno 4 mesi in cui ogni componente dovrà fare il proprio dovere, consapevoli che, solo se tutti remano nella stessa direzione, le possibilità di salpare per primi aumentano a dismisura. Da qui scaturisce la necessità di lanciare un appello ai nostri ragazzi, a coloro che poi in ogni gara indossano maglia e calzoncini e vanno in campo a giocare, a lottare per vincere. È questo che si chiede. Finora è stato così, dando il meglio di quanto avessero dentro, ma adesso è arrivato il momento di stringere i denti, ogni giorno, ogni ora, perché adesso è l’ora, quella che durerà 4 mesi, quella che ci deve vedere uscire vincitori.

tifosi-lecce-in-trasferta-a-tarantoPerciò, meglio tapparsi le orecchie se qualche tifoso si lamenta troppo di questo o quel calciatore; spesso lo si fa per troppo amore, a volte perché ci si vuole sentire protagonisti di un qualcosa incomprensibile ai più. Quando dovessero mancare le energie, aiuti guardare la Curva Nord e pensare alla sua gente che vive spasmodicamente per amore della maglia giallorossa. Magari servirà scendere in campo con lo spirito di quanti hanno abbandonato questa splendida terra perché costretti, ma che ogni giorno la vivono e ne parlano così tanto che è come se vivessero lì ogni minuto. E allora, si lotti non tirando mai la gamba indietro, rialzandosi subito se si cadrà, tirando fuori tutto ciò che si ha: noi siamo il Lecce e questo non vuol dire che abbiamo chissà quale diritto acquisito, ma vuol dire che siamo gente, squadra, territorio che se vuole può arrivare ovunque.

lecce-squadra-a-taranto-maglia-biancaDa quando ho iniziato a curare la mia rubrica, i miei “sfoghi” o le mie analisi da tifoso fuorisede su “Leccezionale” non mi sono mai rivolto direttamente ai nostri beniamini in questo modo, ma adesso è il momento di chieder loro quanto premesso, spronarli e fargli sapere che gli stiamo accanto e che in campo con loro ci siamo anche noi; è arrivato il momento in cui non si scherza più, nel quale si deve sbagliare il meno possibile, nel quale non deve esistere più nessun “io”, ma un solo ed unico “noi”.

È l’ora… deve essere la nostra lunga, difficile, insidiosa, ma vincente ora, quella da vivere, quella che ci porti finalmente via dall’inferno di questa categoria.

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