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squadra-lecceMESSINA (di Pierpaolo Sergio) – Pagelle più che positive per il Lecce che cambia uomini e modulo nel turno infrasettimanale di Messina e torna al successo, il terzo di fila in trasferta, abbattendo il Messina di Cristiano Lucarelli davanti al suo pubblico amico. Padalino compie una mezza rivoluzione nell’undici iniziale e la squadra risponde alla grande, riscattando il 3-0 rimediato sabato sera dal Matera e tornando momentanenamente da sola al comando della classifica, vista la concomitante sconfitta della Juve Stabia ad Andria. Sugli scudi torna Sasà Caturano, che realizza una doppietta, ma degne di menzione sono pure le prove di Radoslav Tsonev, Ciccio Cosenza, Abdou Doumbia, in una gara in cui tutti hanno ottenuto ben più della sufficienza. Il Lecce torna insomma a respirare aria fina dopo lo smog di tre giorni addietro e si prepara alla terza partita in una settimana in programma sabato pomeriggio al “Via del Mare” contro la Paganese.

GOMIS: Le pessime condizioni dello spelacchiato manto (poco) erboso dello stadio messinese potevano metterlo in difficoltà, viste anche le zolle di terra che si sollevavano ad ogni pallone calciato; controlla invece senza grossi problemi le sfuriate di Pozzebon e Milinkovic che lo grazia nel primo tempo dopo averlo saltato in dribbling, salvo poi calciare a lato a porta sguarnita proprio a causa delle buche presenti in campo. Preciso e reattivo nei rinvii con i piedi, compie un bell’intervento in avvio di ripresa che mantiene la sua rete inviolata. VOTO: 6

CIANCIO: Di nuovo schierato a destra nella linea difensiva del Lecce gioca concentrato a dovere una partita accorta, fatta di chiusure tempestive e proposizioni in avanti dove però inizialmente spinge con meno frequenza del solito, salvo poi spadroneggiare su quel versante a risultato messo al sicuro. VOTO: 6.5

DRUDI: Qualche impaccio il terreno di gioco glielo crea ma districa alcune situazioni potenzialmente pericolose con attenzione e senso della posizione. Spazza quando c’è da spazzare e appoggia la manovra nella fase di possesso palla. VOTO: 6.5

COSENZA: Roccioso come deve essere un marcatore centrale, lascia al temuto Pozzebon solo le briciole, annullandone la voglia di spaccare il mondo che l’attaccante isolano mostra di avere in apertura di contesa. Forse è anche la fascia da capitano al braccio che lo aiuta a rendere al top delle proprie potenzialità. VOTO: 7

CONTESSA: Viene riconfermato sulla corsia mancina un po’ a sorpresa, ma appare più disciplinato e volitivo per tutta la durata del match. Pennella un cross al bacio per la fronte di Caturano in occasione del 3-0 finale dei salentini. VOTO: 6.5

FIODILINO: Gioca una buona partita, fatta di senso della posizione, sacrificio e massima applicazione a mettere a frutto i dettami tattici del suo allenatore. Sempre pronto e reattivo fino al triplice fischio fianle dell’arbitro. VOTO: 6.5

TSONEV: Qualora ci fosse bisogna di ulteriore conferma, la gara disputata al “Franco Scoglio” dovrebbe aver fugato ogni eventuale dubbio. Vive uno stato di grazia ed anche a Messina si vede grande grinta, tanto carattere e, soprattutto, acume tattico nel recupertare e smistare palloni come l’assist che serve a Persano per lo 0-2 nel finale di primo tempo. VOTO: 7 —> (dal 70′) MANCOSU: Venticinque minuti scarsi in campo anche per lui utili a spegnere sul nascere le residue velleità dei padroni di casa. VOTO: 6

DOUMBIA: Molto mobile lungo la fascia destra, gioca una partita di grande intensità, condita da qualche tocco un po’ sbilenco sul quale però il terreno di gioco in pessime condizioni ha grosse responsabilità. Sgusciante come nelle sue giornate migliori, tiene sotto scacco mezza difesa messinese che usa tutte le maniere pur di fermarlo. VOTO: 6.5

VUTOV: Si guadagna il penalty che sblocca il match in favore della sua squadra e poi si fa apprezzare per il gran movimento che compie a mo’ di pendolino avanti e dietro a recuperare palloni o proporsi per ricevere i servizi dei compagni. Si spegne un tantino nella ripresa; Padalino se ne avvede e lo richiama in panca. VOTO: 6.5 —> (dal 62′) LEPORE: La spia della riserva appare sempre accesa. Viene schierato nella solita zona destra del centrocampo in cui opera da anonimo nella prima giornata in cui non può indossare la fascia da capitano del suo amato Lecce, contribuendo a fare posesso palla nei minuti conclusivi. VOTO: 6

secondo-gol-di-caturano-a-messinaCATURANO: Stavolta gioca alla… Caturtano e conferma di essere lui il marcatore principe dei salentini, sbloccando la sfida su calcio di rigore che realizza in maniera impeccabile. Lotta come un forsennato su ogni pallone che gravita nella sua zona di competenza e crea spazi per gli inserimenti di Persano, Vutov e Doumbia. Il terzo gol del Lecce e suo secondo personale lo ripaga di un periodo di vacche non proprio grasse e con 11 reti all’attivo in 17 giornate (in una era però squalificato) guarda tutti dall’alto della classifica marcatori. VOTO: 7 —> (dall’83’) FREDDI: Sprazzi di partita per lui che almeno partecipa alla festa. VOTO: S.V.

PERSANO: Segna un gol che psicologicamente significa molto non solo per il Lecce, ma soprattutto per lui in un momento personale particolarmente delicato. La commozione durante l’abbraccio dedi compagni che esultavano per il raddoppio in chiusura di primo tempo la dice lunga sullo stato mentale attraversato dal giovane attaccante leccese. Prima di segnare, aveva avuto sui piedi altre due ghiotte palle-gol che però non aveva sfuttato. Buona l’intesa con Caturano che gli apre spazi, come pure i movimenti fatti. Su di lui c’era pure un fallo da rigore più espulsione di Rea che gli sferra un pugno nello stomaco mentre stava per ricevere un cross in area di rigore, ma per sua sventura e fortuna dell’avversario nè l’arbitro, nè il suo assistente se ne avvedono. VOTO: 6.5

All. PADALINO: Tanto tuonò… Il turn over forzato per diverse ragioni per il quale il tecnico foggiano opta nella trasferta in terra siciliana dà i frutti auspicati ed ora bisogna capire se l’esperimento col Messina possa essere una strada diversa su cui impostare il Lecce in questa fase del campionato. Gli innesti dei giovani finora rimasti più spesso in panchina che mandati in campo hanno confermato che la rosa su cui lavora offre garanzie di tenuta e rendimento. È pur vero che il banco di prova non era dei più attenduibili, ma lo stato psicofisico dei giallorossi non autorizzava a voli di fantasia troppo spinti. Buoni i 3 punti portati a casa e più che buona la risposta che la squadra ha dato a se stessa, ai tifosi ed al suo nocchiero. VOTO: 6.5

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