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PadalinoFONDI – È un Pasquale Padalino serio e corrucciato quello che si è presentato ai giornalisti dopo il pareggio del suo Lecce a Fondi. Il tecnico foggiano ha così commenatato l’incredibile andamento di una partita che pareva incanalata su un comodo successo per i suoi ragazzi, ma che ha rischiato di trasformarsi in una Waterloo: “È stata veramente una partita pazzesca. Fino al loro 2-1 non avevo nulla da rimproverare alla squadra, tranne una scarsa volontà e determinazione nella ricerca del terzo gol che sembrava avessimo alla nostra portata. Poi abbiamo regalato la possibilità al Fondi, che ha fatto la sua partita, di riaprire una gara che pareva chiusa. Una follia all’interno di un primo tempo giocato bene. Si tratta di un processo di maturazione che ha bisogno ancora di tempo per completarsi come è emerso oggi. E parlo di una crescita di squadra, non del singolo. Non ti puoi accontentare quando pensi di avere la partita in mano. Questo pareggio fa più male di alcune sconfitte, perchè non è dipeso dagli altri, ma da noi stessi. Il 2-2 è sacrosanto: loro hanno meritato il pareggio e sono stati bravi, ma ci abbiamo messo del nostro”.

L’allenatore giallorosso parla poi dell’espulsione di Bleve e della gestione dei cambi: “Quelli sono episodi sui quali c’è poco da dire o da fare. Come mai avevo già effettuato i tre cambi? La scorsa settimana qualcuno mi ha imputato di aver mandato in campo Doumbia troppo tardi. Stavolta addirittura troppo presto… Ma come si fa a preventivare la tempistica giusta in simili situazioni? Ho sostituito Torromino e Pacilli perchè volevo dare una sterzata quando i due esterni mi sembravano poco lucidi sia nella gestione, che nella finalizzazione e non accompagnavano più la manovra, quindi ho deciso di inserire i calciatori che secondo me erano quelli più adeguati. Tsonev è entrato ad un quarto d’ora dalla fine, se poi Bleve ha fatto una cattiva scelta su una palla rilanciata lunga che devo dire? Siamo esseri umani, davanti a certi episodi c’è poco da fare”.

padalino-con-la-squadraEntrando nell’analisi di ciò che è successo al “Purificato“, della presunta mancanza di cattiveria dimostrata, Padalino chiarisce: “Una squadra che parte e dopo 30 secondi fa gol ci mette cattiveria, altrimenti come la vorremmo chiamare? Semmai non c’è stata la continuità, perchè la cattiveria ce l’abbiamo messa fino alla fine. Non c’è stata la determinazione e la consapevolezza che le partite durano non più fino al 90°, ma fino al 100°. Accontentarsi o pensare di avere la partita in mano è una lacuna momentanea che appartiene ad una squadra giovane e che fa parte degli errori di gioventù di questo collettivo, lo ribadisco, non del singolo e che spero non si ripeta in futuro. Non siamo ancora una grande squadra, stiamo crescendo e lo possiamo diventare. Rendersi conto delle proprie potenzialità appartiene alle grandi squadre. Noi oggi ci stiamo conoscendo, cementando e non significa che quanto fatto finora sia sbagliato, è l’esatto contrario. Spero valga come esperienza. Non mi posso arrabbiare troppo oggi, visto che stiamo lavorando insieme solo da alcuni mesi e non da anni. A distanza di così poco tempo non posso chiedere anche questo ad una squadra rifatta in toto. Sorvolo su quanto successo, ma non si deve ripetere più o avrò una reazione diversa…”

Infine, una battuta su Marco Mancosu: “Salvando il risultato con quell’intervento ha fatto il suo dovere. In quel momento per me è un portiere, non è Mancosu, quindi ha fatto il suo perchè è in grado di portare i guanti ed ha fatto bene a prendersi la responsabilità di andare in porta. Ha fatto un bell’intervento, come tra l’altro è toccato anche al portiere del Fondi, ma non dovevamo arrivare a concedere quell’opportunità, figlia di errori precedenti”.

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