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MancosuLECCE – Il dopo Lecce-Foggia ha lasciato molti spunti di riflessione per la squadra di Padalino, attrice protagonista del treno promozione in B insieme ai Satanelli, alla nuova capolista Juve Stabia ed al Matera del “mago delle promozioni” Auteri. Se si è detto tanto sulle prestazioni dell’attacco, Caturano ancora a secco ma autore di una partita di grande volontà con l’urlo strozzato in gola più volte e Torromino impreciso nei momenti clou, colui che esce ancor più rafforzato dal crash test contro l’undici foggiano è Marco Mancosu, letterale equilibratore del centrocampo leccese

Novità– Gli occhi stropicciati a seguito delle giocate di Mancosu sono probabilmente la novità più evidente apportata dal credo tattico di Pasquale Padalino assieme allo spostamento di Caturano al centro dell’attacco. Da troppi anni il centrocampo del Lecce era imperniato sui muscoli e su una diga costruita perlopiù per arginare il gioco avversario. Dopo gli ottimi segnali dell’avvio di stagione, il confronto con la big del campionato Foggia, ha promosso la soluzione, formidabile anche negli scontri al vertice. Il computo delle nitide occasioni da gol, 6-2 per il Lecce, non rende il risultato bugiardo, ma esalta soprattutto il genio di Mancosu.

Quantità– Con Arrigoni spesso braccato già dalla propria metà campo e Lepore costretto al taglio e cucito per lunghi tratti di partita, il connubio tra qualità e quantità è assicurato dai piedi dell’atleta sardo. La maggior capacità di condurre il palleggio sfoderata dal trio ospite Agnelli-Gerbo-Vacca non ha assolutamente limitato le capacità offensive di Mancosu. La ricetta che per poco non risultava vincente è stata quella che ha steso la Virtus Francavilla. L’ex Casertana spesso si è alzato sul centrosinistra del campo con Torromino attento a guardar le spalle, e, una volta libero da marcature asfissianti, l’imbucata giusta è stata spesso l’epilogo.

Play avanzato?- Si è detto delle prestazioni altalenanti di Arrigoni, ancora alla ricerca delle misure giuste per trovare una costanza di rendimento desiderata dal primo giorno. Spesso, con il metronomo impossibilitato a dettare i tempi, il baricentro delle trame giallorosse è stato ed è Mancosu, veloce smistatore di palloni al bacio per i compagni offensivi. Un leader silenzioso, appunto, del quale se ne apprende l’importanza soltanto guardando e riguardando con attenzione i movimenti corali.

E se non gira…- Non è un caso che quando Mancosu incappa in una prestazione non all’altezza il Lecce soffre. È successo a Catania nel primo stop stagionale ed è stato così anche a Vibo Valentia, nonostante il gol del vantaggio porti proprio la firma del numero 4 del Lecce. È vero che il gioco di Padalino contempla molteplici soluzioni offensive, ma è altresì evidente l’imprescindibilità del leader silenzioso Mancosu, una delle svolte dal punto di vista tattico di questo campionato.

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