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Padalino 1a di campionato col Lecce a MonopoliLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Le pagelle di Lecce-Casertana vedono i salentini non capaci di riproporsi sugli stessi livelli delle precedenti apparizioni e soffrire maledettamente l’organizzazione dei “falchetti” di mister Tedesco. Si interrompe quindi a 4 il filotto di successi consecutivi dei giallorossi che, al cospetto di un avversario attento e che ha preparato la sfida nei minimi dettagli, soffrono l’aggressività e la superiorità numerica a centrocampo degli ospiti. Inoltre, l’aver riproposto la stessa formazione di mercoledì scorso ha fatto saltare il pur annunciato turn over da parte di mister Padalino che ha tentato troppo tardi di rimediare a talune scelte esponendo diversi elementi a una sofferenza inattesa. A secco per la prima volta in stagione i gemelli del gol Torromino e Caturano, ma ci sono le buona note bulgare rappresentate dall’esordio assoluto di Radoslav Tsonev e dal rientro di Antonio Vutov che hanno vivacizzato la manovra e portato il Lecce ad un passo dalla vittoria nel finale.

BLEVE: Poco impegnato per tutta la gara, compie un vero e proprio miracolo al 90° parando a tu per tu con Ramos la palla della possibile beffa per il Lecce. VOTO: 7

VitofrancescoVITOFRANCESCO: Il suo non è un momento di forma brillante e lo dimostrano alcune incertezze palesate sia in fase di appoggio, che di contenimento. Sotto pressione nel primo tempo, nella ripresa si limita a controllare anche perché il Lecce preferisce agire più sulla fascia sinistra che da quel versante. VOTO: 6

DRUDI: Si conferma sui buoni livelli della precedente apparizione. Va in affanno un paio di volte sulle rapide ripartenze degli ospiti ma è comunque sempre attento e tempestivo, sfruttando la velocità e la facilità di corsa di cui dispone. VOTO: 7

COSENZA: Si risente in sala stampa per i giudizi sulla difesa giallorossa apparsa non proprio rodata nelle scorse uscite. Se la retroguardia salentina mostra qualche incertezza è frutto, a proprio modo di vedere, ma non soltanto suo, dell’impostazione tattica iper-offensiva dei giallorossi che attaccano anche con 7 uomini e difendono spesso in 3. Una situazione già sottolineata anche dalle nostre analisi e condivisibile ma è pur vero che serve una condizione migliore per tornare ad essere la roccia che tutti conosciamo e non beccarsi inutili ammonizioni. VOTO: 6

CIANCIO: Il suo andare su è giù per la fascia sinistra dopo esser uscito malconcio dall’impegno di mercoledì col Catanzaro è apprezzabile. Meno lo è l’imprecisione che spesso accompagna i suoi traversoni e gli appoggi per gli attaccanti fuori misura che vanificano la manovra avvolgente della sua squadra impegnata a stanare i “falchetti” dalla loro area. VOTO: 5.5

MANCOSU: Prima partita all’insegna dell’inconcludenza per lui chi è abituato a ben altri standard di rendimento. Gira spesso a vuoto sovrastato dall’aggressività del folto centrocampo casertano e va in apnea fino all’uscita dal terreno di gioco. VOTO: 5 —> (dal 25′ st) TSONEV: Buono l’esordio assoluto con la maglia del Lecce per il talentino bulgaro che ha mostrato numeri interessanti e buona visione di gioco. Entra in una fase delicata del match in cui i padroni di casa derano sbilanciati alla ricerca del gol della vittoria e contribuisce a rendere più fluida e razionale la manovra. VOTO: 6.5

Andrea ArrigoniARRIGONI: Subisce il pressing asfissiante dei campani che non lo fanno ragionare. Le gambe sono appesantite dalla tre gare giocate in una settimana ed anche la mente appare annebbiata. Tuttavia cerca la conclusione in porta in un paio di occsioni e viene sacrificato da Padalino che ridisegna la sua squadra tentando di ovviare ad un turn over solo abbozzato. VOTO: 5.5 —> (dall’8′ st) FIORDILINO: Dà maggior dinamismo e velocità alla manovra dei salentini, facendo girare la palla con più velocità. Conferma di avere carattere e di sapersi inserire a gara in corso alla grande. VOTO: 6.5

lepore-mani-al-cielo-saluta-tifosiLEPORE: Forse per la prima volta da quando è tornato a Lecce il pubblico sugli spalti rumoreggia in segno di dissenso quando riceve palla e la smista con eccessiva lentezza o scegliendo la soluzione più difficile nel servire i compagni. Padalino ha tra le mani una patata bollente con il nuovo ruolo che ha pensato per lui e che finora lo ha visto non rendere come sa, come può e vorrebbe. Resta in campo per tutta la partita, spostato in posizione più centrale dopo l’uscita di Arrigoni e Mancosu, anche se avrebbe bisogno di riposare più che altro per ritrovare la giusta condizione dopo il mezzo infortunio muscolare patito alla prima giornata a Monopoli. VOTO: 5

TORROMINO: I suoi numeri sono sempre di alta classe e prova in tutti i modi a raddrizzare una serata storta che poteva chiudersi anche peggio. Non trova il gol per una questione di centimentri e per la bravura di Ginestra che gli nega la gioia del quinto sigillo personale. Meno effervescente delle precedenti apparizioni, soffre pure lui i tre impegni ravvicinati in una settimana. VOTO: 6.5

CATURANO: Stavolta non risolve la sfida e resta all’asciutto pur cercando in tutti i modi la via della rete. Rovesciate, colpi di testa, un mezzo rigore reclamato che gli costa il cartellino giallo per simulazione. È comunque il più in palla del trio d’attacco leccese, corre per tutti e 95 i minuti di gara e si danna l’anima per regalare a sè ed ai tifosi giallorossi l’ennesima serata di euforia. VOTO: 6.5

Antonio VutovPACILLI: Si fa vedere soprattutto nel primo tempo quando prova a giostrare alla sua maniera nella manovra sviluppata dai padroni di casa e servire palloni invitanti in mezzo all’area. Poi si ecclissa alla distanza ed esce quando la sue verve si spegne. VOTO: 6 —> (dal 37′ st) VUTOV: Entra in campo troppo tardi visto l’ottimo impatto sulla partita che ha avuto. Dribbla, si smarca e si fa vedere lungo tutto il fronte avanzato giallorosso, sempre pronto alla giocata vincente, sfornando assist non sfruttati al meglio e soprattutto come al minuto 95 quando calcia in diagonale una palla che si spegne di un nulla sul fondo a Ginestra ormai battuto. VOTO: 7

All. PADALINO: Preferisce mandare in campo la stessa formazione che aveva giocato e vinto con il Catanzaro mercoledì scorso, ma che non aveva le necessarie energie psicofisiche per aver ragione di una Casertana quadrata e tetragona, brava a difendersi anche in 9 e ripartire sfruttando lo sbilanciamento del Lecce in avanti. I cambi che effettua sono figli della consapevolezza di aver azzardato alcune scelte e prova a rimediare in corsa, ma andavano fatti con maggior anticipo per cercare di eguagliare, ma è una battuta, il citato record di successi di fila detenuto da Ventura. Ora c’è finalmente una settimana standard davanti per preparare al meglio la trasferta di Siracusa e servira ricaricare le pile in fretta per riprendere la marcia VOTO: 5.5

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