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Gavino CoradduzzaMONOPOLI (di Gavino Coradduzza) – Esordio positivo quello di Padalino e del Lecce sul campo del Monopoli. Incamerati i tre punti in palio, i giallorossi possono godersi il meritato, ma non facile successo e dedicarsi alle necessarie ed opportune “limature” per migliorare taluni meccanismi ed alcune leggerezze che vogliamo pensare siano dovute al rodaggio ancora da rifinire (siamo all’esordio di campionato)…

Accantonata la “rigidità interpretativa” dei ruoli assegnati in campo, i salentini si segnalano per la disinvoltura con cui dipanano il tourbillon nei diversi settori del terreno di gioco: Torromino e Mancosu, per esempio, si alternano a sinistra dove l’ex Crotone pone in vetrina cose estremamente piacevoli e fantasiose alternandole a qualche frivolezza non andata, ovviamente, a buon fine; ma si vede bene la sua genialità da punta autentica e naturale. Torromino è uno che gioca divertendosi e si diverte giocando. Mancosu è più disciplinato, dunque opera con maggior ordine; senza squilli di trombe, nè arpeggi; sa dosarsi bene ed ha la capacità di intuire l’immediato sviluppo della manovra, sia della propria squadra che di quella avversaria. Se non fosse per il cognome, lo si definirebbe “teutonico”… In breve, un geometra meritoriamente iscritto ad Architettura. Ma l’architetto del centrocampo si chiama sempre Arrigoni: lucido, preciso, arcigno quando è il caso o lasciato liberon da marcature asfissianti come accaduto ieri.
Vittoria non semplice, nè facile, si diceva… E sì, perchè, specialmente nel corso della prima frazione di gioco, il Monopoli è stato più pericoloso dei giallorossi: due ottimi interventi di Gomis ed una palla respinta dall’incrocio dei pali a portiere pietrificato, rendono più chiara la foto di questa squadra che non si è affidata esclusivamente alle ripartenze, ma ha alimentato la propria manovra offensiva, o quanto meno di costruzione, con trame ben articolate: il Monopoli perde la partita ma non sfigura affatto. Il Lecce è ovviamente più compassato oltre che consapevole della capacità di proporre il proprio linguaggio calcistico attingendo ad un lessico più ricco e di qualità superiore spesso espresso con eleganza, mai con sicumera. Certo, mi pare il caso di ricordarlo, da questo Lecce ci si aspettava più cinismo in zona gol, ma non si deve dimenticare che l’esordio in campionato è sempre accompagnato dalla incertezza; non si dispone di molti elementi di conoscenza e di valutazione dell’avversario, non sai quanto vale, non lo conosci…
Ma non mi pare proprio il caso di “fare le pulci” ad una squadra che ha comunque portato a casa la vittoria con pochi tentennamenti e con indiscusso merito; non si presta a discussione alcuna una compagine che fino a pochi spiccioli dal termine conduceva per  2-0 e che ai suoi tifosi ha regalato la prima soddisfazione di questo campionato…
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