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de zerbiFOGGIA- L’allenatore del Foggia Roberto De Zerbi è soddisfatto per il gran rendimento della sua squadra dopo la vittoria con l’Alessandria che ha aperto le porte della semifinale con il Lecce: “E’ stata una partita contro una squadra forte, che ci ha chiuso tutti gli spazi. Il primo tempo siamo stati perfetti nella pazienza e nel non forzare la giocata, rischiando molto prestando il fianco a pericolose ripartenze. C’è stato poco spazio tra le linee. Se ti fidi, conosci, hai fede nel calcio che pratichi, ci stanno dei primi tempi così difficili. Non mi aspettavo un’Alessandria così, pensavo fossero più garibaldini, a Milano contro il Milan hanno fatto una partita diversa come anche contro il Cittadella, dove meritavano di vincere. Non so se siamo stati bravi noi o loro per scelta hanno deciso così. Per noi è uguale, siamo a metà campo già con i difensori e siamo stati bravi nonostante l’assenza di Angelo e Gigliotti. Chi ha sostituito, Gerbo, ha giocato bene da terzino, ha tutto per farlo. Sono orgoglioso dei miei giocatori. Gregucci? Un signore e l’Alessandria è una signora squadra. Abbiamo 15 anni di differenza ed è motivo d’orgoglio per me che sono solito attaccare gli allenatori avversari. La rosa dei grigi è piena di calciatori di prima fascia, è stato un risultato molto importante. Il match è stato bello, bisogna menarsi in campo ma poi bisogna essere corretti fuori dal rettangolo verde. Abbiamo fatto partite migliori, più brillanti, ma oggi l’attenzione è stata al cento percento.

Il segreto della squadra è il gruppo allenato dal tecnico bresciano: “Ho calciatori forti, che si buttano nel fuoco se chiedo loro di buttarsi. Nel futuro ho paura di non trovare calciatori così intelligenti e curiosi come questo gruppo, attento a leggere ogni situazione. Mi piace allenare i calciatori aprendogli la testa, modificando la cultura del calcio ed arrivando a un livello alto. C’è grande attaccamento da parte dei ragazzi. Vacca e Riverola sono rimasti con tante incertezze, il gruppo che c’è qui è una cosa rara. A differenza dell’Alessandria, avevamo tante più responsabilità. Qui il calcio non è un passatempo, io a Foggia alleno una città intera con i suoi lati belli e brutti. Il biglietto costa e portare gente allo stadio è una responsabilità positiva. Con questo pubblico siamo più forti. Ho un rapporto magico con Foggia, in futuro dirò sempre ‘Foggia è la mia città calcistica’. Posso rimanere in C come posso andar via in caso di B. Questa squadra, a differenza del Lecce e l’Alessandria, è una mia creatura. Quando sono arrivato non si andava in ritiro, non c’era campo di allenamento e c’erano duemila spettatori. Finchè non vado via questo giocattolo è mio”.

Sulla semifinale con la squadra di Braglia, De Zerbi ha le idee chiare: “Aspetto con impazienza la partita con il Lecce, non ci dormo già da oggi. Il Lecce sa perché. Spero di recuperare Arcidiacono, oggi assente forzato, e Riverola appieno. L’ho messo nel secondo tempo ma ha ancora bisogno di recupero. Stesso discorso per De Giosa, deve mettere minuti per aumentare il livello aerobico. Basta così. Angelo, Gigliotti, Lanzaro, Viola e Agostinone hanno finito il campionato. Prendo il positivo da questo, ciò ci compatta e dà voglia di compiere l’impresa. Con i giallorossi conterà tutto. Il Lecce è una grande squadra, come lo è il Foggia e lo era l’Alessandria, corazzate per la categoria. Possiamo vincere, sicuramente andiamo con la personalità di fare la partita, la cosa che ci è mancata nella gara di ritorno. Memori di quel match, dobbiamo andare col piglio giusto. Prima a poi la fortuna torna, ero fiducioso per quello nonostante tutti gli infortuni. Tante coincidenze che devono ritornare. Oggi siamo entrati per far la partita, c’è stato un approccio spettacolare”.

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