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imageLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Amarissime le pagelle di Benevento-Lecce vista la disastrosa prova offerta dai giallorossi salentini al “Vigorito“. Lepore illude dopo 120 secondi colpendo un palo, ma poi è un monologo sannita che legittima sul campo la promozione in B e lascia a Papini e compagni mille incognite su ciò che potrà essere o dire l’immediato futuro. I concomitanti risultati delle altre concorrenti vedono il Lecce entrare nei play-off per il rotto della cuffia. In troppi tra le fila della squadra di Braglia gli insufficienti ed ora serve una grande prova di carattere per chiudere degnamente la stagione nei play-off matematici, dove si è arrivati solo in virtù del pareggio del Cosenza, ma in cui serviranno però ben altra testa, cuore e muscoli.

  1. BLEVE: Subisce tre reti su cui onestamente sembrava poter fare di più e meglio. Non reattivo come l’occasione richiedeva. VOTO: 4.5
  2. ALCIBIADE: Non riesce ad arginare a dovere sulla fascia sinistra le incursioni avversarie e da lì i padroni di casa spesso e volentieri creano grattacapi. VOTO: 5
  3. LEGITTIMO: Inizia benino la sua gara, ingaggiando un bel duello con l’ex Melara. Spinge in avanti per portare palloni giocabili da mettere al centro dell’area. VOTO: 5.5
  4. PAPINI: Stanco, annaspa nella zona nevralgica del campo in cui i sanniti dominano e dettano i tempi delle mortifere ripartenze anche perché di supporto da De Feudis non ne riceve affatto. VOTO: 5
  5. ABRUZZESE: Per uno che rischiava di non essere del match, gioca una partita (finché dura…) tutta grinta e cuore ma non può essere sufficiente se gli altri compagni non ti sostengono a dovere. VOTO: 6
  6. CAMISA: Ha responsabilità clamorose su entrambe le reti incassate mentre era ancora sul terreno di gioco. Non pare trattarsi solo di una questione di testa… VOTO: 4 —> (dal 46′) BEDUSCHI: Schierato in difesa e non se ne capisce il perché, quando serviva dare linfa ed energia ad un centrocampo abulico. VOTO: 5.5
  7. LEPORE: Quando al secondo minuto colpisce il palo, illude sè stesso ed i tifosi di fede leccese che potesse viversi tutto un altro pomeriggio. Lotta e sgomita fino alla fine come un leone ferito, che però assiste impotente al furto del sudato pasto da sotto i denti. VOTO: 6.5
  8. DE FEUDIS:  Impalpabile e abulico. Dà l’impressione di non aver capito con che spirito serviva scendere nella bolgia del “Vigorito”. VOTO: 5
  9. CATURANO: Continua a non trovare fortuna partendo da titolare. Si vede poco e senza lasciare traccia del suo impiego. VOTO: 5 —> (dal 46′) MOSCARDELLI: Almeno ci prova con tiri da lontano. VOTO: 6
  10. SURRACO: Grandi attese su di lui, ma poi finisce con l’essere una palla al piede. Si intestardisce in inutili dribbling e cade giù come una pera cotta ad ogni (presunto) contrasto. Spostasto sulla destra la musica non cambia particolarmente. VOTO: 4.5
  11. CURIALE: Questo Curiale può benissimo fare altra panchina o tribuna. Sbaglia gol tutto solo davanti al portiere come neppure si vede fare nelle categorie inferiori. VOTO: 4.5 —> (dal 74′) LIVIERO: S.V.

All. ISETTO (Braglia squalificato): Troppa la differenza tra le due squadre a livello fisico e psicologico. Il Benevento ha qualche tentennamento magari anche comprensibile solo nei primi 10 minuti poi sale in cattedra ed umilia un Lecce vittima delle sue amnesie e delle assenze forzate che i rincalzi non colmano adeguatamente. Rischiare di compromettere una intera annata a 90′ dalla chiusura del torneo è un incubo da cui si può uscire solo a patto di dimostrare di essere davvero quel tanto decantato gruppo a lungo sbandierato come valore aggiunto di una squadra che ha troppi elementi spremuti e pochi da motivare dopo mesi e mesi di panchina o tribuna. VOTO: 4.5

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