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Parata Bifulco CurialeLECCE (di Tiro di Tacco) – Che Lecce-Matera fosse la partita più difficile lo sapevano tutti ed esserci arrivati con assenze importanti non ha aiutato ma non deve essere un alibi. Sta di fatto che il lecce ha creato enormi occasioni da gol, i ragazzi hanno messo grande impegno, ma ci sono partite che sono ”scritte” (per usare un luogo comune). Capita che si crei una sola occasione e si prendano i 3 punti, capita che porti più volte i tuoi uomini a tu per tu col portiere avversario, ma non c’è nulla da fare. È il calcio.

Il Matera è squadra difficile da affrontare: gestisce bene il pallone, ha un’ottima fase difensiva e poi riparte. Non condivido il pensiero di chi dice che sia offensiva perché poggia il proprio gioco su difesa solida e ripartenze. È giusto dire che comunque non rinuncia a giocare e non siamo di fronte alla classica squadra che difende la palla e la butta perché provano sempre a giocarla partendo da dietro ed hanno quel De Rose, un play che è difficilmente marcabile (lo conosciamo bene noi a Lecce), sempre in grado di rendere sterile anche il pressing meglio organizzato, se è in forma.

Sta di fatto che i giallorossi, contro una formazione così ben organizzata in fase difensiva, per 5 volte sono arrivati vicini al (quasi) gol, concedendo relativamente poco agli avversari, bravi a concretizzare il 99% delle occasioni create. Contro certe formazioni riuscire ad andare in vantaggio è fondamentale e i salentini, sia sullo 0-0 che sull’1-1, le occasioni le hanno avute. Ma purtroppo ieri non era giornata… È il calcio.

La differenza alla fine in quest’incontro l’ha fatta il migliore dei 22 in campo che, senza ombra di dubbio, è stato il portiere Bifulco. Anche questo è il calcio. C’è poco da rimproverare ai nostri. Ora si deve ripartire, ci sono tante partite da giocare ancora. Avanti Lecce!

Tiro di tacco si prende infine licenza di inviare un caro saluto a tutti gli amici sempre presenti in questi ultimi anni, in particolar modo ad Andrea R. che su quegli spalti ci è cresciuto come pochi.

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