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Pagelle (2)LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Catania-Lecce è stata una partita godibilissima per 45 minuti, i primi, e le pagelle dei giallorossi sarebbero state da pieni voti per molti dei protagonisti. Il secondo tempo non rende invece merito allo spettacolo proposto dalle due compagini nella prima frazione e riporta tutti alla realtà della Lega Pro, per lunghi tratti rimasta nel dimenticatoio.

  1. PERUCCHINI: Il migliore in campo in assoluto. Salva la porta giallorossa in tre occasioni strozzando l’urlo di gioia in gola ai tifosi catanesi ed a Calil in particolare. Se il Lecce allunga la serie-sì grandi meriti ce l’ha il portierone lombardo.  VOTO: 8
  2. FREDDI: Gara di sofferenza e scarsa lucidità per il difensore leccese che pecca per tutto il match nella misura degli interventi e restando spesso in colpevole ritardo sugli avversari. Ci mette una pezza il resto del reparto arretrato e le falle che lascia vengono così chiuse da altri. VOTO: 5
  3. LEGITTIMO: In avvio di partita gioca da centrale e non sfigura troppo. Sostituisce Abruzzese e dimostra di merirtare la massima fiducia del suo tecnico che lo schiera titolare pur in un ruolo non suo. Nella ripresa, col cambio di modulo, prova qualche sortita in avanti. VOTO: 6
  4. PAPINI: Tanto cuore e tanta grinta per il capitano reduce da una settimana non al top. Stringe i denti e  resta in campo fino all’infortunio che lo chiama fuori dalla contesa. VOTO: 6 —> (dal 50′) DE FEUDIS: Si piazza in mezzo al campo ma non riesce a dettare pressoché mai il cambio di passo alla manovra leccese nonostante il Catania fosse in apnea. VOTO: 5.5
  5. COSENZA: Il più reattivo della difesa salentina, chiude su ogni palla che piove in area e mette la museruola al temuto attacco etneo. VOTO: 6.5
  6. LIVIERO: Inizia molto bene la sua prova dando seguito alla prestazione offerta contro il Martina Franca. Spinge con disinvoltura lungo la fascia sinistra salvo poi spegnersi nella ripresa e limitare il proprio raggio d’azione. VOTO: 6 
  7. LEPORE: Sta tornando sui livelli di forma delle giornate migliori. Fa da stantuffo per tutto il match anche se la misura dei cross non è da ricordare. VOTO: 6
  8. SALVI: Testa bassa e tanta corsa. Si fa apprezzare per il solito spirito gladiatorio e per la caparbietà che ci mette nella contesa di ogni pallone nella zona nevralgica del terreno di gioco. VOTO: 6.5
  9. MOSCARDELLI: Croce e (quasi) delizia della partita. Sbaglia il rigore in avvio che poteva cambiare volto alla sfida in terra di Sicilia angolando troppo il tiro dal dischetto, poi non impatta come dovrebbe un cross al bacio di Surraco a pochi metri dalla porta etnea, infine coglie un clamoroso incrocio dei pali su colpo di testa prima di eclissarsi. VOTO: 5.5 —> (dal 62′) CATURANO: Non lascia una buona sensazione nonostante giochi oltre mezz’ora ma è pur vero che entra in campo quando il ritmo su entrambi i fronti era più che scemato. VOTO: 5.5
  10. SURRACO: Tra i più positivi del Lecce. Ritorna in campo dopo l’assenza col Martina e mette a disposizione della squadra il suo talento e la sua classe. Predica però spesso nel vuoto. VOTO: 6.5 —> (dall’81’) VECSEI: Entra male in partita e non ha modo di incidere. VOTO: S.V.
  11. DOUMBIA: Anche per lui vale il discorso fatto per molti suoi compagni: gioca bene un solo tempo poi si adegua ai ritmi del “non facciamoci del male” che si instaura tra le due formazioni. VOTO: 6

All. BRAGLIA: Rivoluziona anche oggi l’undici mandato in campo e sorprende schierando alcuni uomini in ruoli inconsueti. Di buono c’è l’atteggiamento che il Lecce mostra soprattutto nel primo tempo e l’atteggiamento da squadra di caratura superiore. Peccato per una ripresa giocata a livelli da fine-stagione anche se il suo Lecce torna a casa con uno 0-0 che allunga a 12 i turni di imbattibilità. VOTO: 6

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