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Gavino Coradduzza stadio (2)LECCE (di Gavino Coradduzza) – Una differenza quasi abissale, anche senza “quasi”, quella vista in campo tra Lecce e Martina Franca: un rotondo tre a zero per niente discutibile e confezionato senza neanche dover attingere al repertorio delle migliori esibizioni dei giallorossi che hanno sfoderato un secondo tempo piacevole, denso e di gran qualità non soltanto sotto l’aspetto tecnico…

Quando si vince con un punteggio così rotondo e netto, dicono i maestri del calcio, ogni commento diventa quasi superfluo; c’è poco da perdere tempo alla ricerca di peli nell’uovo anche se di peli, nel corso della prima frazione di gioco, se ne son visti qua e là…
Se nel corso dei primi quaranta minuti di gioco si è assistito ad un inutile e per niente produttivo ping-pong a ridosso del centrocampo, con molti passaggi in linea ignorando la profondità, cosa che ha provocato qualche udibile mugugno tra i novemila tifosi presenti sugli spalti, ciò significa che la gente chiedeva qualcosa di più intenso e fruttuoso dalla propria squadra che si stava confrontando con un avversario penultimo in classifica, inesorabilmente avviato alla retrocessione ed in più infarcito di “pezzi di ricambio”!
Tutto è cambiato, al quarantesimo, con il calcio di rigore messo a segno con maestria da Moscardelli; tanto è vero che, da quel momento in poi, i giallorossi si sono definitivamente impossessati del campo con totale padronanza delle iniziative di gioco, sfoderando una prestazione di notevole spessore. A parte il gol messo a segno da Doumbia (bravo nella circostanza), mi pare proprio il caso di sottolineare quel terzo gol voluto e mirabilmente costruito e realizzato da quel Beduschi considerato fino a ieri una sorta di oggetto misterioso e…  sconosciuto. I numeri di questo ragazzo sono apparsi subito evidenti a tutti.
Lecce in piena salute, dunque; questo è fuor di dubbio; si è vista una squadra che avrebbe schiantato qualunque tipo di avversario; condizione fisica eccellente, pronto per la trasferta di Catania dove Braglia, per forza di cose, dovrà decidere tra l’altro se e dove collocare Beduschi : in campo? In panchina? In tribuna? Ad averne di questi problemi…
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